Ci sono due articoli in merito allo showcase di Xbox che nel primo pomeriggio italiano hanno richiamato la mia attenzione. Il primo è di Forbes, che conti alla mano discute del vantaggio del possedere un abbonamento Xbox Game Pass rispetto alla diretta concorrente (a livello commerciale) PlayStation 5. Il secondo, invece è di Polygon, dove viene affermato che Xbox ha vinto la sua scommessa cominciata nel 2014, quando Satya Nadella diventò CEO di Microsoft e cominciò a spingere sull’acceleratore nel settore gaming. Questo che state per leggere si posiziona esattamente a metà. Non vuole essere un elogio alla strategia, né una tabella comparativa ma piuttosto un tirare le somme su ciò che abbiamo visto, quello che abbiamo percepito e di come in realtà la console war sia ancora attiva, anche se forse si sta spostando sui servizi invece che sul mero hardware.

Andiamo con ordine: cosa ha convinto di Xbox all’E3 2021? Il ritmo. E soprattutto l’idea che le acquisizioni abbiano finalmente funzionato. È vero, mancavano i pezzi da novanta come Perfect Dark, Fable e Avowed. In compenso però Arkane è riuscita a discostarsi dai suoi immersive sim proponendo un IP come Redfall (il momento più importante, la chiusura della conferenza è una medaglia per i ragazzi di Austin) che riesce a farci capire quanto sia importante diversificare completamente il mercato e il portfolio di IP e abbiamo avuto modo di dare un primo sguardo a Starfield. L’arrivo di tutti i titoli presentati su Xbox e PC è sicuramente un punto in più, ma a brillare sono ovviamente i 27 che verranno inseriti su Xbox Game Pass al day one, rendendo così ancora più importante il valore percepito. Un buon ritmo, tanti giochi, alcuni molto validi (altri invece rimandati a giudizio prossimo) e un E3 2021 che per la casa di Redmond si chiude come era cominciato, ovvero puntato tutto esclusivamente sui prodotti e su come farli giocare al meglio delle possibilità.

E3 2021 - Recap evento Xbox & Bethesda

Raccontata così sembra tutto bellissimo. Peccato però che Xbox abbia osato poco. Se pensiamo a Starfield, gioco di apertura dello showcase, quei cinque minuti sono un’occasione persa. Persa perché Todd Howard ha solamente introdotto il titolo, relegando poi a diverse interviste pubblicate su alcuni media outlet i dettagli principali del gioco. Occasione persa anche per Arkane: anche nel caso di Redfall abbiamo dovuto recuperare i dettagli dopo, con una banale press release. Ed è tutto così strano, considerando che il gioco in realtà sembra già essere a buon punto, con un’uscita è vero fissata in là ma comunque tutto sembra già essere deciso. Non stiamo parlando dunque di un progetto in fase embrionale come The Last Guardian o più in generale alcuni concept di Sony presentati tramite trailer e poi spariti negli anni a venire. Qui il materiale già c’è e ci appare strano che non sia stata fatta una scelta diversa, lasciando così il pubblico a bocca aperta proprio sul bello.

E3 2021 - Recap evento Xbox & Bethesda

Al di là dei due giochi Bethesda, Xbox conferma la sua natura di giocare in un mercato diverso. Trasforma il concetto di esclusività legato alla macchina ad un servizio, nega la possibilità di sbarcare su piattaforme concorrenti e allo stesso tempo si prepara a lanciare il tutto anche su TV, come app per le televisioni intelligenti. Tutto bello, tutto molto giusto ma l’E3 sta diventando un enorme vetrina solo per questo. E qui ci agganciamo ad uno dei problemi della casa di Redmond, che speriamo possa risolversi entro il 2022: non c’è l’effetto wow. Tutti i giochi (ad eccezione di Forza Horizon 5 e Halo Infinite) sono stati presentati solo con trailer in CGI. Non c’è un video di gameplay. Il problema chiaramente non dipende da Redmond, anzi: siamo abbastanza sicuri che nel 2019 si puntava a due eventi con giochi già pronti per essere mostrati. La pandemia da coronavirus ha sicuramente cambiato i piani in corsa e questo è servito a trasformare l’appuntamento di Los Angeles in un altro, mega spot per la filosofia aziendale. Giusto ribadirlo, è sempre marketing, ma dal prossimo anno speriamo di trovare non solo pubblicità ma anche i giochi, che alla fine mantengono vivo il servizio. E non abbiamo paura di dirlo: saranno sicuramente grandi titoli.