Anthem rappresenta sicuramente una delle delusioni più cocenti della storia recente dei videogiochi. Il titolo ha rischiato seriamente di affossare in maniera definitiva BioWare, reduce già dal fallimento di Mass Effect: Andromeda. Una ferita ancora aperta nella community che ha creduto fortemente nel titolo e nelle sue (innegabili) potenzialità.  

Dopo mesi di silenzi imbarazzati e di maldestri tentativi di sistemare alcuni dei problemi che affliggevano (e affliggono tutt’ora) il gioco, in rete ha cominciato a circolare una voce circa la volontà da parte di BioWare e di EA di provare a dare un nuovo impulso ad Anthem attraverso un completo rework del titolo.  

La voce su questo Anthem 2.0 è divenuta realtà con la conferma da parte degli sviluppatori della decisione di interrompere il supporto ai servizi online. Fatta eccezione per la manutenzione ordinaria dei server, un team dalle dimensioni ridotte (circa trenta persone) sta al momento lavorando sulla ristrutturazione completa del gioco. 

PROBLEMI, PROBLEMI E ANCORA PROBLEMI 

Come accennato in passato, il titolo ha sofferto soprattutto nelle prime settimane di problemi di stabilità delle sessioni ed è caratterizzato, anche attualmente, da lunghe attese pad alla mano a causa delle durate bibliche dei caricamenti.  

Here's Just How Bad Anthem's Loading Screens Are Right Now

Ai problemi di natura tecnica vanno aggiunti un gunplay piatto, mancanza di varietà di contenuti giocabili e un sistema di ricompense decisamente da rivedere sono alcuni tra i problemi più gravi, capaci di mettere in ombra anche elementi estremamente positivi come il volo e la splendida ambientazione. 

LO STATO DEI LAVORI 

La gravità dello stato di salute del gioco ha spinto quindi gli sviluppatori a ripartire dalla fase di progettazione, definita embrionale dal direttore di BioWare ad Austin Christian Dailey.  

Uno dei primi Artwork di Anthem legati alla principale fazione nemica del titolo: il Dominio.

Recentemente BioWare ha rilasciato il primo vero sunto sullo stato dei lavori, sempre attraverso la penna di Dailey, riguardante uno degli aspetti più negativi del titolo originale: il loot system, esponendo i vari cambiamenti che verranno introdotti nella nuova versione del gioco.

La natura looter-shooter di Anthem deve spingere il giocatore a svolgere le varie attività presenti al fine di ottenere equipaggiamento vario e che permetta una progressione soddisfacente. Quantità e qualità del bottino devono necessariamente andare di pari passo con la varietà di attività presenti. Per questo gli sviluppatori stanno ripensando completamente a tutto il sistema di gioco. Ammettendo apertamente, come si legge nella nota pubblicata, gli sbagli commessi e di aver preso ispirazione da altri grandi titoli presenti sul mercato al momento.

Il primo passo sarà quello di incrementare le ricompense ottenibili giocando, sia da un punto di vista quantitativo, sia qualitativo. Più loot dai nemici sconfitti e dalle attività portate a termine quindi ma, soprattutto, che risulti maggiormente legato alla nostra progressione.

QUEST, VENDOR E TAGLIE

L’obiettivo del team è strutturare il loot del gioco, inserendo ciò che al momento manca. Privo di quest, taglie e senza vendor specifici, il già povero endgame di Anthem ha perso qualsiasi significato a poche settimane dal suo debutto.

Un secondo passo sarà quindi quello di diversificare le ricompense inserendo proprio gli elementi sopracitati, oltre a un sistema che permetta ai giocatori di modificare gli oggetti ottenuti e le loro statistiche. Un ecosistema più incentrato sulla scelta dello specifico loot da ottenere, meno randomico del precedente e che permetta ai giocatori di agire direttamente sugli oggetti per renderli performanti in base alle loro esigenze.

Un altro aspetto in fase di completa rielaborazione riguarda il lato emozionale del loot. Durante una sessione, gli utenti avevano la possibilità di controllare gli oggetti ottenuti solo al termine dell’attività, che rendeva il tutto decisamente legnoso e poco appagante. Le modifiche in fase di sviluppo renderanno il drop delle ricompense dai nemici più simile agli altri titoli di questa categoria, permettendo ai giocatori di visionarne istantaneamente la natura, oltre che di consultarne le statistiche in qualsiasi momento nell’inventario.

Visionare ed esaminare il loot in qualsiasi momento ma, soprattutto, valutarlo in maniera molto più agile grazie, oltre alle classiche statistiche che ne indicano potenza e peculiarità, a delle barre di riempimento. L’immagine soprastante mostra lo stato attuale delle modifiche in corso in tal senso: una grafica non certo originale, ma efficace e comprensibile.

“TANTE, TANTE ARMI”

Loot ma non solo. Il gunplay è forse un’altra delle note assai dolenti del titolo. Eccezion fatta, infatti, per le abilità offensive legate ai nostri Strali, imbracciare un’arma e vuotarla contro un nemico in Anthem non ha mai restituito, purtroppo, lo stesso feedback rispetto ad altri titoli. Il feeling del parco armi del gioco risulta ancora oggi piatto, senza mordente e soprattutto privo di caratterizzazione.

Gli sviluppatori stanno quindi ripensando all’insieme degli armamenti, che necessitano di essere differenziati in maniera profonda.

L’Artwork pubblicato da Dailey pone l’accento proprio sulla caratterizzazione delle diverse armi, in modo da risultare più diversificate: per fazione, oltre che per rarità.

Proprio in riferimento alle fazioni del gioco, lo stesso direttore ha recentemente confermato che il team sta vagliando una nuova tipologia di nemici, i Pirati, pubblicando alcuni interessanti Artwork sul suo profilo Twitter.

COSA CI ASPETTIAMO DAL NUOVO ANTHEM

Fin dalla sua presentazione, Anthem è stato spesso paragonato a Destiny, arrivando a definirlo addirittura come il titolo che avrebbe scavato definitivamente la tomba al gioco targato Bungie. Poche settimane dopo, Anthem aveva miseramente già esaurito le proprie carte da giocare e, oltre a dover fare i conti con problemi di natura tecnica, si ritrovava dinnanzi una comunità di giocatori a dir poco delusa da un loot system indecente e dalla penuria di contenuti endgame.

Ciò che l’utenza si aspetta, quindi, è che gli sviluppatori riescano a legare in maniera fluida tre aspetti fondamentali del titolo: le attività, le ricompense a esse legate e, ultima ma non meno importante, la lore del gioco.

Espandere la varietà di attività di gioco è imprescindibile: permetterà al team di strutturare e diversificare al meglio il loot e conseguentemente di espandere e stratificare al meglio la lore del gioco legata a personaggi, ambienti e oggetti. Tuttavia, l’aggiunta di taglie e quest non può bastare da sola a migliorare la situazione.

Anthem Map – Freeplay World events and hidden places explained | Rock Paper  Shotgun

Al momento Anthem offre una vasta mappa esplorabile in gioco libero. Spazi ampi, orizzontalmente e verticalmente, ma decisamente poco sfruttati. Muoversi attraverso Bastion deve risultare ai giocatori veloce e appagante, come? Un valido esempio di come strutturare il mondo di gioco potrebbe arrivare dalla mappa di The Division 2. Settori di livello crescente, ognuno dotato di un punto di viaggio rapido da sbloccare e avamposti da liberare, magari settimanalmente. Ogni zona potrebbe offrire, a rotazione, degli obiettivi critici da eliminare, che possano offrire ricompense specifiche.

Ci sono poi le spinose questioni legate a raid e multiplayer. Nei mesi precedenti il lancio, il team di sviluppo originale ha più volte menzionato le incursioni tra le attività del titolo. Ci si aspetta, quindi, che Next offra questo tipo di attività. L’assenza di un raid ha fatto storcere il naso a più di un giocatore, tuttavia BioWare deve stare attenta: le aspettative del’utenza in merito (soprattutto dei giocatori di Destiny) sono molto alte, prima di osare in questa direzione gli sviluppatori dovranno assicurarsi che il titolo sia pienamente restaurato sul piano tecnico e che, soprattutto, sappia offrire un gameplay decisamente più vario.

Il discorso del multiplayer è stato a lungo affrontato prima del lancio. L’inserimento di una modalità pvp, allo stato attuale delle cose, può solo migliorare la situazione del titolo in termini di varietà. Probabilmente la natura Anthem non si presta a modalità “classiche”, tuttavia potrebbe funzionare al meglio ragionando su modelli come Azzardo di Destiny 2 o Trasporto di Overwatch.

SPERANZA

Lo stato attuale dei lavori, come si può facilmente comprendere dalla natura ancora prettamente progettuale del materiale mostrato, è quindi ancora molto arretrato. Come sottolineato dagli sviluppatori, non si tratta di un semplice fix al gioco, ma di una vera e propria rielaborazione di tutto il materiale. Il rilascio della versione ristrutturata di Anthem, quindi, richiederà ancora molto, molto tempo. Quando e come verrà reso disponibile è ancora troppo presto per dirlo. Come resta da capire, inoltre, se la riscrittura totale di un titolo così complesso porterà alla nascita di un pesante update oppure di un titolo completamente nuovo. In quel caso, EA dovrà seriamente fare attenzione e valutare con cautela il modello economico del gioco.

In ogni caso, quali che saranno le tempistiche e le modalità che porteranno alla nascita di questo Anthem Next, BioWare a questo punto deve assolutamente continuare sulla strada intrapresa. Per se stessa e per i giocatori che hanno creduto (e credono ancora) nel suo lavoro. Come già più volte sottolineato in passato, anche in mezzo alla cocente delusione, il potenziale del titolo è sempre stato innegabile, e sarebbe veramente un peccato gettare tutto alle ortiche.