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Tra le misure discusse nei giorni scorsi da inserire nel decreto rilancio, c’era anche il First Playable Fund, uno stanziamento a fondo perduto indirizzato alla produzione di prototipi di videogiochi e app.

Ebbene, la conferma della creazione di questo fondo, arrivata dalle pagine della Gazzetta Ufficiale della Repubblica, getta finalmente una piccola base per una futura rivalutazione e presa di coscienza da parte della classe politica nei confronti di un settore che, in Italia, non è esploso come in altri paesi, ma che, se alimentato e sostenuto, potrebbe crescere in termini di resa produttiva e, soprattutto, posti di lavoro.

BASTA PREGIUDIZI

La prima immagine legata ai videogiochi che appare nella mente dei detrattori del settore, spesso, è una versione distorta dell’utilizzatore, del videogiocatore. Un immagine statica, obnubilata e assuefatta, se non addirittura caratterizzata da connotati violenti e paranoici.

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Fermarsi a quello che, in fin dei conti, è solo uno stupido stereotipo nei confronti di una passione diffusa ora come non mai sul pianeta, non consente di esaminare quella che è un’industria composta di una moltitudine di professionisti. Artisti, sceneggiatori, attori, programmatori, graphic designer, specialisti nel marketing promozionale, oltre che operatori legati all’indotto che gira intorno al prodotto finito: catene distributive, stampa, content creator. Un mondo che l’Italia non può più continuare a ignorare.

FIRST PLAYABLE FUND

Ma in concreto, che cos’è il FPF? Come funziona? Il fondo istituito mette a disposizione un totale di 10 milioni di euro, di cui 4 per l’anno corrente. L’obiettivo è finanziare il 50% delle spese per la messa in opera di un prototipo funzionante di un videogioco o di una applicazione, per un importo compreso da un minimo di 10 mila e un massimo di 200 mila euro.

Why Bungie? - CS Futures @ NHS
lo studio di Bungie, creatori di Destiny e Halo, a Seattle.

Per prototipo funzionante, si intende una prima versione giocabile. Il FPF dovrebbe servire quindi a sostenere le prime fasi di sviluppo, ovvero progettazione e pre-produzione, in modo da poter mettere in piedi una versione da presentare in seguito al pubblico, investitori e/o publisher.

Le modalità entro le quali le aziende potranno fare richiesta e ottenere questo denaro saranno definite in un decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico. Le condizioni primarie stabilite nel decreto, comunque, stabiliscono che i soggetti richiedenti devono necessariamente avere sede fiscale in Italia e avere un capitale sociale minimo di 10 mila euro.

Una volta ricevuto lo stanziamento, l’azienda avrà 18 mesi per mettere a punto il prototipo funzionante da presentare.

DEVE RAPPRESENTARE UN INIZIO

Con un mercato così vasto e competitivo a livello mondiale, il First Playable Fund servirà a dare un pò di ossigeno in un momento difficile come questo, ma non può da solo dare slancio a un settore che in Italia ancora non ha preso il largo.

Oltre al sostegno economico, verso le imprese esistenti e quelle che (si spera) faranno la loro comparsa in futuro, l’Italia deve attuare un investimento di tipo ambientale e sradicarsi definitivamente da uno stallo tecnologico che potremmo definire quasi “culturale“.

Connettività, infrastrutture di rete e opportunità di studio. Tradotto: copertura fibra, 5G e un ecosistema scolastico universitario che rilancino il paese verso un settore dove altri hanno già capitalizzato moltissimo. Le difficoltà economiche vissute nel corso di questi ultimi anni devono spingerci necessariamente verso una presa di coscienza collettiva nei confronti delle opportunità che mette sul piatto il settore del digital entertainment.

Un piccolo, ma importante, passo è stato fatto. Ne serviranno altri, più onerosi e più complessi da realizzare, ora non resta che aspettare e verificare quali saranno i primi effetti dell’attuazione di questo First Playable Fund. Un secondo segnale significativo, dopo il cambio di approccio anche da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, verso un settore tanto bistrattato in passato.

E voi cosa ne pensate di tutto questo? Il First Playable Fund sarà l’inizio di qualcosa di più articolato o finirà per essere una goccia nel mare? Fateci sapere le vostre impressioni nei commenti!