Squadra che vince non si cambia” sembra essere il motto adottato dal team di DICE durante la realizzazione di questo Battlefield V, il sedicesimo installment della nota collana di titoli FPS che riporta i giocatori nel mezzo del Secondo Conflitto Mondiale dopo ben 9 anni dall’ultimo capitolo in tema (vi ricordate ancora di Battlefield 1943?).

Il vero ritorno di DICE come regina dei giochi di guerra online è stato invero due anni fa con il lancio di Battlefield 1, un titolo di spessore sia ludico che narrativo che aveva saputo immergere i giocatori nella cruda realtà della (spesso in parte misconosciuta) Prima Guerra Mondiale.
Battlefield 1 aveva colpito la critica e i giocatori sotto numerosi punti di vista offrendo un differente approccio al conflitto multigiocatore rispetto a quanto visto in Battlefield 4.
Proprio con Battlefield 1 era cambiato anche l’approccio di DICE alla campagna Single Player, abbandonando la classica trama lineare in favore di tante piccole storie che potessero mostrare uno spaccato “multi-visione” del Primo Conflitto Mondiale più realistico e variegato.Battlefield VQuello che traspare però giocando a Battlefield V è che il team di DICE si sia un poco seduto sugli allori, ripresentando per buona parte le caratteristiche (seppur ottime) che avevano caratterizzato il precedente Battlefield 1 apportando solamente qualche modifica alle meccaniche generali di gioco dando quindi l’impressione (seppur non veritiera) di aver semplicemente preso Battlefield 1 e di averci messo sopra una bella skin da Seconda Guerra Mondiale.

Ben pochi aspetti infatti sono vere e proprie “novità” rispetto al passato e ben poco sembrano apportare in linea di massima all’esperienza di gioco che rimane più o meno la stessa vista su Battlefield 1 seppur con alcune differenze sia in positivo che in negativo motivo per cui questo titolo era ben poco atteso sia dal pubblico sia dalla critica.
Nonostante questa premessa poco brillante, Battlefield V è un titolo che apporta alcune variazioni rispetto al passato, non si può certo negare, ma lo fa in modo spesso grossolano e “poveronon riuscendo nell’intendo di colpire positivamente rispetto al passato.

Il principale problema che affligge Battlefield V (almeno al momento in cui questa recensione è stata scritta) è la ridotta presenza di cose da fare, un dettaglio che lo rende poco appetibile per una buona fetta di giocatori che preferisce avere un titolo completo sin dal lancio piuttosto che un titolo scarno che sicuramente migliorerà in divenire.

Battlefield VInfatti, sebbene DICE ci abbia in genere abituati ad avere fin dal lancio prodotti tutto sommato completi e ricchi di cose da fare con Battlefield V il caso non si pone visto che subito dopo la piacevole missione introduttiva (che sfrutta veramente tanto la stessa formula usata in Battlefield 1) il giocatore si troverà praticamente metà del menù principale bloccata.

Difatti al momento mancano all’appello alcuni contenuti importanti come la Modalità Battle Royale “Firestorm” (in arrivo a marzo 2019), la modalità co-op, la modalità addestramento e la quarta Storia di Guerra che esamina il punto di vista tedesco del conflitto (in arrivo a dicembre).
Similmente al menù principale anche il menù della sezione multigiocatore presenta numerose funzionalità previste per il futuro, rafforzando così l’idea che sarebbe stato piuttosto meglio attendere un poco di più prima di presentare Battlefield V al pubblico.
Trovarsi davanti ad un titolo con così tante “lacune” al lancio lascia altamente sbigottiti trattandosi di un titolo Tripla A la cui qualità e complessità di contenuti dovrebbe essere molto maggiore all’uscita stessa del prodotto e non dopo mesi (anche promettendo il mondo in futuri update).


Storie di Guerra

La campagna a singolo giocatore non è mai stata il punto forte di Battlefield (se si escludono i meravigliosi Bad Company) e non è nemmeno il punto su cui la casa produttrice spende con tutta probabilità lo sforzo maggiore. ma in Battlefield V ci è sembrato che il lavoro svolto su questa sezione di gioco fosse un filo troppo “tirato via” rispetto al passato.

Abbracciando la linea scelta con Battlefield 1 DICE torna anche su Battlefield V con un’insieme di piccole “Storie di Guerra” indipendenti anziché con una campagna singola e più massiccia.
Queste brevi campagne Single Player, come già abbiamo accennato nell’introduzione a questa recensione, dovrebbero mostrare al giocatore più punti di vista di un conflitto esteso come la Seconda Guerra Mondiale fornendo una visione più “a tutto tondo” rispetto a quanto potrebbe mai fare una storia unica e lineare.

 

Battlefield VNelle tre War Stories al momento rese disponibili sarà infatti possibile seguire tre differenti protagonisti in tre diverse location spesso ignorate del conflitto:

  • Nord Africa (Under No Flag)
  • Provenza (Tiralleur)
  • Norvegia (Nordlys)

Manca all’appello la quarta Storia di Guerra (The Last Tiger), prevista per dicembre, della quale si sa soltanto che esaminerà il punto di vista (per certi versi inedito per il genere dei giochi FPS) di un ufficiale tedesco ma non è ancora stato reso noto quale sia l’ambientazione o il periodo della guerra in cui prenderà luogo (anche se dal titolo e dalle immagini promozionali possiamo supporre che sia ambientata alla fine del conflitto in Germania).Battlefield VUna delle cose che ci ha primariamente deluso di queste Storie di Guerra risiede nel fatto che non sia necessario un tempo eccessivo per completare ciascuna delle tre brevi campagne e in sole tre ore (una per ciascuna delle tre campagne) sarà possibile completare tutto il comparto “narrativo” Single Player.

Battlefield V
Ovviamente aumentando il livello di difficoltà (noi abbiamo affrontato le War Stories a livello Difficile) e soprattutto cercando di attenersi ai non sempre semplici obiettivi secondari (magari recuperando nel frangente anche i vari collezionabili) il tempo lieviterà fino a poter richiedere anche tre ore per completare una singola War Story.
Non possiamo dire che questo “lievitare” sia effettivamente positivo visto che si tratta soltanto di un escamotage per “allungare il brodo” rendendo di fatto poco onore ad una feature che avrebbe potuto benissimo portare un’immagine più ampia e memorabile del Secondo Conflitto Mondiale.

 


Tiralleur

La prima Storia di Guerra che andremo ad esaminare sarà Tiralleur, un titolo che già ci lascia intendere l’essere ambientato nella Francia occupata dai Nazisti (precisamente in Provenza).
Il protagonista sarà Deme Cisse un ex soldato senegalese (al tempo il Senegal era una colonia francese) che racconterà a flashback dei suoi ricordi del Secondo Conflitto Mondiale quando assieme a tanti altri come lui venne inviato in Francia come soldato coloniale (i Tiralleurs).

Battlefield V
Questa meccanica di flashback ricalca molto quella vista in Battlefield 1 con la Storia di Guerra “Avanti Savoia!”, una formula efficace e scenografica che abbiamo apprezzato dal punto di vista narrativo.
Nel corso di questa “Storia di Guerra” ci viene mostrato come questi soldati, spesso ignorati dalla storia “ufficiale” abbiano in realtà lottato con valore per difendere una patria che in fin dei conti non era realmente la loro.

In questa serie di mappe ci troveremo a combattere nella campagna della Provenza mentre affrontiamo i Fallschirmjäger tedeschi a difesa delle loro postazioni di artiglieria e bunker.
Sarà necessario saper sfruttare ciò che il terreno di gioco saprà fornirci, dalle coperture alle armi, per poter avanzare coadiuvati anche dal formidabile impeto di questi soldati coloniali.

Battlefield VGrazie alla meccanica di gioco intrigante e le ambientazioni curate la storia di Deme prende vita in un modo relativamente curato e piacevole da seguire ma finisce fin troppo presto lasciando un desiderio forte di “averne di più” non appena si sarà conclusa l’ora o poco più di gameplay che ci viene offerta.


Nordlys

Nordlys è con tutta probabilità la Storia di Guerra migliore offerta da Battlefield V, un racconto di resistenza all’oppressione Nazista che porta il giocatore nella fredda Norvegia avvolta dalla neve del 1943.
Qui la giovane protagonista Solveig dovrà affrontare un’ardua missione in solitaria per salvare la madre Astrid, una scienziata fatta prigioniera in un’impianto nazista per la ricerca nucleare.
Se già questo non fosse di per sé una missione al limite dell’impossibile la giovane guerrigliera della resistenza norvegese cercherà di sabotare la produzione di “acqua pesante”, una componente fondamentale per i nazisti al fine di produrre un ordigno atomico che potrebbe cambiare decisamente le sorti della guerra.

Battlefield V
Nuovamente per trovare una similarità con Battlefield 1 Nordly ricorda il tema della giovane guerrigliera che già era stato affrontato con successo in “Nulla è Scritto“.
Questa trama, seppur di fantasia, racconta la reale lotta clandestina che il popolo norvegese combatté aiutato dai British Special Operation Executive (SOE) per contrastare l’occupazione delle truppe della Gestapo.
Similmente è vero anche che alcuni di questi combattenti impedirono la realizzazione di un ordigno atomico sabotando la produzione di “acqua pesante” a Rjukan cambiando più o meno in modo inconsapevole il corso della guerra.

Oltre alla bellissima ambientazione del Nord Europa di Nordlys risulta particolarmente apprezzabile il comparto stealth che nell’ambiente di gioco innevato offre indubbiamente un’aesperienza decisamente eccellente.
Nuove meccaniche sono state introdotte in questo capitolo come lo sci (che sarebbe molto interessante veder applicato nel comparto multiplayer) e l’ipotermia nell’ultima fase di gioco.

Battlefield VIl comparto narrativo, seppur non splenda particolarmente un po’ come tutte le altre Storie di Guerra è ben recitato e sufficientemente elaborato.
L’unico peccato risiede nella relativamente breve durata che costringe ad abbandonare le lande norvegesi un po’ troppo presto rispetto a quanto avremmo voluto.


Under No Flag

Ogni famiglia ha la sua pecora nera e Under No Flag è probabilmente l’elemento peggiore fra le storie di guerra mostrate in questo Battlefield V.

Questa storia ambientata nelle calde terre del Nord Africa del 1942 ci pone nei panni di Billy Bridger, un giovane delinquente londinese arruolato da George Mason negli Special Boat Service, un tipo particolare di truppe ideate da Churchill (gli antenati degli attuali corpi speciali) reclutate fra delinquenti e persone di dubbia morale e inviati a sabotare aeroporti e strutture dietro le linee nemiche.Battlefield V

Le ampie mappe messe a disposizione del giocatore permetteranno di sfruttare due approcci diametralmente opposti: sarà infatti possibile eliminare i propri obiettivi per poi andarsene indisturbati in silenzio o imbracciare il fucile e scatenare il caos più totale nel campo di battaglia sfruttando esplosivi, veicoli e quant’altro per sabotare le strutture e gli aeroporti della Luftwaffe.

Sarà stata la superficialità di come è stata presentata la storia, l’umorismo fuori luogo del protagonista o la ripetitività “concettuale” degli obiettivi (sostanzialmente un “vai e fai scoppiare tutto”) ma Under No Flag non ci ha convinto per niente.
Le premesse c’erano tutte per raccontare al meglio la storia di questi antenati dei corpi speciali ma il risultato finale ci è sembrato più un’accozzaglia di riferimenti e missioni senza capo ne coda.

Battlefield VSi salvano le ottime ambientazioni e la relativa colonna sonora (Under No Flag su Spotify) ma per il resto questa storia di guerra è facilmente dimenticabile nonostante tenti di offrire un’esperienza più “distruttiva” sul campo di battaglia rispetto alle altre.


Multigiocatore

Un multigiocatore disponibile per metà

Realmente poco cambia al momento nel comparto multigiocatore di Battlefield V rispetto a quanto era stato fatto con Battlefield 1 due anni fa, l’esperienza è quasi completamente la stessa in termini di gameplay, anche se nel caso specifico di questo titolo sono presenti molti bug fastidiosi e molti contenuti sono al momento M.I.A. (Missing In Action).
Alcuni cambiamenti sono stati apportati nel sistema di mira e nella precisione delle armi ma tolto questo sembra esattamente di giocare Battlefield 1 (che non è un male ma un minimo di novità in più non avrebbe certo guastato).

Battlefield VMolte cose mancano ancora in questo comparto, prima fra tutte la modalità Battle Royale (o Firestorm), il cui arrivo è previsto a marzo 2019, una data decisamente troppo lontana dal lancio della Battle Royale (Blackout) di Call Of Duty Black Ops 4 che sta al momento già riscontrando un positivo apprezzamento da parte dell’utenza.

Il fatto che numerosi aspetti del gioco siano al momento assenti trova giustificazione dal fatto che DICE, rinunciando alla formula Premium Pass adottata sino ad ora, intenda distribuire nuovi contenuti, mappe e fazioni con il passare del tempo in 3 specifici major update gratuiti denominati  “Venti di Guerra“, “Attacchi Lampo” e “La Prova del Fuoco” con date di uscita previste rispettivamente per dicembre, gennaio e marzo.

Seppur questa scelta di dilazionare i contenuti sia ampiamente condivisibile sarebbe stato decisamente più apprezzabile poter godere di un numero maggiore di contenuti al lancio.
Al momento infatti sono disponibili solamente due fazioni (Germania e Inghilterra), 8 mappe e 6 modalità di gioco.

  • Conquista
  • Operazioni su vasta scala
  • Deatmatch a team
  • Sfondamento
  • Prima linea
  • Dominio

Battlefield VLa nuova modalità “Operazioni su vasta scala“, a lungo pubblicizzata come un grande punto di forza del nuovo capitolo offre ben poco di nuovo rispetto alle Operazioni già presenti in Battlefiled 1.

Cambia in primis il numero di modalità che sarà possibile affrontare consecutivamente nel corso di una singola “lunga” partita con fasi che possono prevedere uno stile tipico della modalità “conquista” o di quello “prima linea” a seconda dell’evoluzione dell’operazione.
Oltre al differente tipo di combattimento sarà sì importante l‘impedire al nemico di vincere (come avveniva nelle precedenti “Operazioni”) ma sarà al tempo stesso utile anche combattere in modo efficace visto che determinati “traguardi” raggiunti in una fase dell’Operazione influenzeranno in modo più o meno marcato anche la fase successiva.

Battlefield V
I vantaggi che sarà possibile ottenere spaziano da tempi di respawn minori o truppe extra, vantaggi che quindi possono rappresentare un discreto margine di vantaggio sul nemico nella battaglia successiva.
Oltre ai vantaggi in game anche la mappa subirà differenti gradi di modifiche da una fase all’altra offrendo anche differenti “campi di battaglia” su cui affrontare il nemico.
Un’aggiunta per certi versi molto piacevole che rende ogni “operazione” più variegata ogni qual volta la si vada a rigiocare.

Per le altre modalità, prima fra tutte Conquista, il gameplay è esattamente il medesimo che già è stato possibile conoscere su Batllefield 1 che seppur funzionando risulta poco innovativo e troppo “more of the same” per essere realmente degno di nota.
Restano ovviamente mastodontiche le battaglie grazie ai 64 giocatori e alle mappe di grandi dimensioni ma rispetto a Battlefield 1 perdono un poco di importanza i veicoli come i carrarmati che risultano meno fondamentali rispetto al passato.Battlefield V


Le classi

Ben poco è stato cambiato da Battlefield 1 per quanto concerne le classi che è possibile scegliere in gioco che infatti sono rimaste esattamente le stesse del capitolo precedente (Assalto, Medico, Supporto e Scout).

Ciò che cambia è la possibilità per le classi supporto e medico di costruire (in luoghi predefiniti e solo con elementi predefiniti) difese, armi fisse e postazioni di rifornimento di modo da poter approntare postazioni difensive o punti di rifornimento efficaci per la propria fazione.Battlefield VLa strutture difensive saranno in genere costituite da sacchi di sabbia e per questo distruttibili con esplosivi e cannoni (o passandovi sopra con un carro) ma costituiscono un ottimo punto per mettersi in copertura quando si affronta la fanteria avversaria.

A dare un tocco di maggiore realismo alla battaglia c’è inoltre il sistema di gestione dei feriti che risulta essere molto più naturale e tattico di quanto avveniva in Battlefield 1.

Quando un soldato infatti finisce a terra ha a sua disposizione un lasso di tempo in cui rimarrà “sanguinante” a terra e potrà chiedere aiuto (o altresì lasciarsi morire per andare più rapidamente al respawn).
Nel mentre che sarà a terrà potrà essere aiutato o da un medico qualsiasi o da un compagno della propria squadra con la differenza che l’aiuto dato da un compagno di squadra con classe diversa dal medico necessiterà un tempo maggiore per riportare il caduto in combattimento con il rischio di venir colpiti mentre si presta soccorso.Battlefield VQuesta nuova dinamica rende il conflitto quindi più tattico e realistico togliendo di fatto la necessità (spesso frustrante) di correre qua e la con la siringa in mano qualora si giocasse come medico.

Rispetto a Battlefield 1 le classi sono sì uguali ma decisamente più importanti per il semplice fatto che solo alcune di esse avranno accesso a importanti risorse come medikit e munizioni extra ovvero elementi chiave in genere piuttosto esigui.

Tutti i soldati, tranne il medico, potranno avere con sé un solo medikit che sarà necessario per potersi curare completamente qualora feriti.
Il recupero dell’energia senza medikit infatti non ripristinerà al 100% la barra della salute rendendo un medico o una stazione di rifornimento necessari per tornare in piena forma.Battlefield VStesso identico discorso vale per le munizioni che in genere saranno spesso limitate in quanto ogni soldato ha indicativamente l’equivalente di tre caricatori di riserva con se e usando un fucile d’assalto o una SMG questi tenderanno a finire molto velocemente.

La classe supporto è in grado di avere accesso a munizioni praticamente infinite e sarà quindi fondamentale per rifornire di munizioni i propri alleati sul campo di battaglia.

Sarà comunque possibile raccogliere delle munizioni dai corpi dei nemici caduti con il rischio di venir uccisi per qualche “colpo in più“.Battlefield V


Tanta libertà di scelta per davvero?

Una novità introdotta con Battlefield V è la possibilità di rendere più “personaleattrezzatura e aspetto del proprio soldato grazie all’introduzione delle “compagnie“.

Le uniche due “compagnie” al momento disponibili sono quelle delle “Forze degli Alleati” e delle “Forze dell’Asse” e rappresentano per farla semplice tutte le varie classi in gioco veicoli compresi così come le vorremo configurare per ciascuna delle fazioni.

Battlefield VBattlefield VAl momento però, vista la ristretta possibilità di scelta della fazione così come degli elementi di customizzazione introdotti la personalizzazione delle varie classi è un poco ridotta e inefficace nel dare un che di “unico” ai propri soldati.
Le varie tipologie di abiti disponibili potranno essere sbloccate completando determinati obiettivi in game o “comprate” nello store in-game spendendo i “punti compagnia” ottenuti giocando e completando le assegnazioni (particolari mini-obiettivi giornalieri e a scelta).

Battlefield VAnche le armi (in totale sono 37) saranno a loro volta personalizzabili per ciò che concerne le skin (anch’esse sbloccabili tramite obiettivi o lo store) e il mirino da montare.
Molto piacevole è il fatto che ogni arma fin da subito arrivi con differenti tipologie di mirino da montare di modo da poter in qualche modo malleare l’arma per lo stile di gioco che vorremo adottare in una determinata partita senza dover sbloccare i vari mirini un po’ alla volta come in passato.

Battlefield VOgni arma inoltre salirà di livello più la si utilizza permettendo di accedere a vari potenziamenti detti “specializzazioni” che possono essere via via sbloccati per ottenere vantaggi come un minor rinculo o un fuoco dal fianco più preciso.
In tutta sincerità le varie specializzazioni non apportano mai un vero vantaggio tale da renderle “fondamentali”, offrono miglioramenti ma limitati.
Sarebbe stato più auspicabile scegliere magari meno specializzazioni in contemporanea in favore di scelte più influenti e “settoriali” che permettessero realmente di sfruttare ogni arma in modi molto diversi a seconda delle scelte fatte.

Battlefield VMancano invece totalmente le skin per i veicoli e la loro personalizzazione si limita solamente a delle “specializzazioni” piuttosto vincolanti che non offrono alcun tipo di malleabilità nel rendere il veicolo più o meno adatto alle proprie necessità.
Se poi si considera che determinate scelte nell’albero di specializzazione ne precludano altre rende questa evoluzione (e questo discorso si applica anche alle armi) un po’ troppo “stretta”.

Battlefield VIn linea di massima quindi Battlefield V offre sì una maggior libertà per quanto concerne la personalizzazione della propria compagnia rispetto a Battlefield 1 ma lo fa in un modo ancora molto acerbo e poco sviluppato per considerarlo un vero punto di svolta rispetto al passato.


Un gameplay divertente ma acerbo

Riteniamo sia inutile negarlo, Battlefield V è un titolo divertente, dinamico e piacevole da giocare sia da soli che con amici in squadra ma guardando con attenzione si notano numerosi aspetti su cui sarebbe stato magari necessario concentrarsi di più.

Al momento del lancio Battlefield V offre, come abbiamo accennato, otto differenti mappe in cui combattere nelle sei differenti modalità di gioco offerte dal comparto multigiocatore con un risultato complessivamente positivo anche qualora lo si confronti con il predecessore.

Battlefield VLe ambientazioni, come DICE ci ha sempre abituato, sono in genere ricche e ben dettagliate spaziando da una Rotterdam sotto assedio a un aeroporto in Africa, da un porto in Norvegia alla campagna francese con una varietà di ambienti piacevole che rende godibile anche il rigiocare più volte sulla medesima mappa.

Gli spazi di gioco variano infatti da ampi campi aperti, come quelli presenti in Hamada o Aerodromo a spazi più ristretti come i vicoli di Rotterdam o di Devastazione richiedendo di volta in volta di rivedere il proprio stile di gioco e il proprio equipaggiamento per poter rendere al meglio sul diverso (e mutevole) campo di battaglia offerto da ciascuna mappa.

Battlefield VOltre al curato comparto “visivo” ogni mappa, come abbiamo sottolineato, è molto vasta e quasi completamente distruttibile, due elementi familiari per la serie che ritornano anche in Battlefield V in modo molto simile a quanto avevamo visto (dal lato tecnico) anche su Battlefield 1.
La grandezza degli ambienti spesso permette di adottare molteplici tattiche differenti per portare a termine un obiettivo dando quindi come sempre un bel senso di libertà d’approccio al giocatore.

Purtroppo però non è tutto oro ciò che luccica e in Battlefield V ci sono tanti bug e difetti di realizzazione che inficiano in modo più o meno importante sul gameplay.
T
exture che non caricano, texture popping o menù che non si caricano correttamente risultando inutilizzabili sono forse fra quelli più fastidiosi che abbiamo avuto modo di riscontrare durante il nostro provato di circa 30 ore del gioco.

Battlefield V

Tolti questi bug minori troviamo anche difetti come animazioni sconnesse, nemici che volano via una volta morti, modelli che si intersecano e altri piccoli difetti che con tutta probabilità sono presenti per una poca rifinitura del codice dovuta alla “fretta” che è stata messa nel far uscire questo gioco.


Grafica e prestazioni

Abbiamo avuto modo di giocare Battlefield V su una console Xbox One X sfruttando un televisore Samsung UN65NU8000 4K HDR10+ e visivamente non abbiamo nulla da ridire sul titolo di DICE che girando in 4K (non nativo) offre una qualità d’immagine ottimale e un framerate quasi sempre fisso a 60FPS che lo rende ideale al genere di gioco.

Modelli, texture e mesh sono in linea di massima rappresentate ad alta risoluzione fatta eccezione per alcuni elementi nel terreno e negli edifici che sfruttano modelli o texture a risoluzione minore con il probabile obiettivo di risparmiare qualcosa sulla pesantezza grafica.

Battlefield VCome sempre ottimo anche il comparto audio che vede in una scenografica colonna sonora (di cui vi consigliamo l’ascolto su Spotify) e in un superbo campionamento dei suoni ambientali e della armi i suoi punti di forza maggiori.
Ogni singola mossa, dallo sparare al mettersi al riparo è accompagnata da un relativo suono offrendo una risposta realistica dal punto di vista uditivo di ciò che accade in gioco.


Battlefield V

 

PRO CONTRO
  • Graficamente eccellente
  • Multigiocatore molto divertente
  • Audio superbo
  • Alcune novità di personalizzione
  • Contenuti futuri gratuiti
  • Storie di Guerra brevi e poco incisive
  • Bug e difetti
  • Tempi di caricamento lunghi
  • Mancano ancora tanti contenuti
  • Personalizzazione limitata rispetto a quanto previsto

Vi ricordiamo che Battlefield V è in uscita oggi, 20 novembre, per le piattaforme Playstation 4, Xbox One e PC.

Conclusione
Battefield V
8.0
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Annata 1993 dalle meravigliose montagne della Toscana. Studente di Medicina & Chirurgia all'Università di Pisa. Ama scrivere di videogiochi e tecnologia, due delle sue maggiori passioni, e con 17K sta ampliando sempre più il proprio orizzonte nel mondo della giornalistica specializzata. Videogiocatore dal 1998, dove ha iniziato a sviluppare la sua passione con il suo amato GameBoy, Stefano è oggi uno strenuo sostenitore del Gaming PC ma si rivela in realtà anche un attivo giocatore sulle piattaforme Xbox One X e Playstation 4 Pro. Se volete davvero vederlo felice dategli qualcosa che abbia sopra dei pulsanti e non rimarrete delusi.