Quando all’inferno non ci sarà più posto, i morti cammineranno sulla Terra. Qualcuno lo aveva già predetto [cit.], ma i sopravvissuti, ignari del proprio destino, arrancano nella speranza di sopravvivere il più a lungo possibile nei territori di State of Decay 2. Oltrepassata la soglia del dolore psicologico, la stanchezza fisica comincia a comparire. Come si può combattere il pericolo che cammina per le strade e nel frattempo evitare di soccombere anche mentalmente? Semplice, non bisogna farsi prendere dal panico (questa è l’infelice idea approssimativa di chi vive un dramma lontano dalla propria vita). No, non è così semplice e se si vuol trascorrere più tempo restando in vita, è bene adottare alcuni accorgimenti, rivolti specialmente a chi ha appena lasciato il campo dei sopravvissuti per recarsi nel luogo sicuro posto a valle, sull’altopiano o in collina… Nulla è perduto, noi scampati al pericolo abbiamo alcuni consigli da darvi, proprio per non lasciarvi scoraggiare dalle avversità.

State of Decay 2

Potevate anche farvi vivi, però, e venire a darmi una mano.

1 – Conoscere il territorio

Una volta sarebbe stato imprescindibile pianificare la difesa su un terreno consono alle proprie informazioni in possesso. Purtroppo non abbiamo mappe a disposizione del luogo, o meglio, all’inizio non così dettagliate. Ragion per la quale, dopo aver preso possesso dell’avamposto (meglio dire Enclave), bisognerà subito perlustrare l’area nelle vicinanze, senza allontanarsi troppo. Con questa operazione sapremo quante strutture e abitazioni potranno essere utili come riparo o luoghi da saccheggiare. I punti di vedetta non sono stati inseriti per puro caso, così come non rappresentano un mero abbellimento nella mappa, ma saranno altresì utili per scoprire dall’alto punti di interesse da evidenziare sulla pianta cartografica. Una volta perlustrata l’area nelle vicinanze, sapremo con cura quali risorse saranno disponibili in futuro. Occhio però, le risorse una volta raccolte non si rigenerano, ma si esauriscono, tranne nel caso in cui non decidessimo di trasformare un sito importante in un avamposto… Non siate ingordi di recuperare tutto subito, il nostro magazzino ha riserve limitate e non può entrarci tutto, tenete il saccheggio come risorsa per il recupero mirato di oggetti man mano che la necessità ne richiede.

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Bisognerà conoscere bene il territorio e capire come ritornare subito nell’avamposto anche senza guardare la mappa.

2 – Controllare i fabbisogni

Ogni essere umano ha bisogno di fabbisogni primari onde evitare di sopperire inevitabilmente. Il mancato assorbimento di acqua crea una serie di sintomi prima del verificarsi della disidratazione, così come l’assenza del cibo può provocare uno scompenso di glucosio, passando per un riposo non adeguato che può indurre all’innalzamento della pressione sanguigna e alla conseguente disfunzione cardiaca. Per riassumere, il fabbisogno primario è dettato da: acqua, cibo e riposo. Innanzitutto, dobbiamo ricordare sempre che gestiamo un gruppo di sopravvissuti e che l’aiuto di tutti è essenziale (salvo in casi estremi). Per prima cosa dobbiamo considerare i bisogni esposti da ciascun membro e comunque non si discostano inizialmente da quanto detto in precedenza, quindi sarà nostra premura trovare subito una fonte di cibo. Le abitazioni e strutture identificate forniranno, tramite la mappa, la giusta informazione riguardante la presenza di cibo e quindi ottimi luoghi da saccheggiare. Ogni giorno il fabbisogno riduce la quantità di cibo a disposizione nel frigo, ma cosa succede quando le provviste cominciano a scarseggiare e le abitazioni non hanno più nulla darci? A domande retoriche, risposte scontate. Urge la costruzione di un orto nel nostro rifugio. Ci aiuterà in tal modo la presenza di un superstite nel nostro Enclave, abile nell’abilità di giardinaggio (il motivo verrà spiegato in seguito). L’orto sarà utile per svariati motivi, ma il principale è la produzione autosufficiente del cibo, proprio per evitare di morire di fame. Con la stessa logica, sulla base delle esigenze dei membri, occorrerà costruire un raccoglitore di acqua piovana e dei letti aggiuntivi (nel caso non bastassero).

Avere un’orto subito a disposizione aumenta la produzione autosufficiente di cibo e medicinali.

3 – Le cure sono importanti

Ammalarsi non fa certamente bene alla salute e benché alcune malattie possono essere curate facilmente, un morso di un non-morto può rivelarsi fatale. Se i superstiti dovessero ammalarsi, metterebbero a rischio la salute dell’intero Enclave, quindi il passo successivo sarà quello di allestire un reparto medico. Utilizzando un altro slot per l’espansione del rifugio, potremo far buon uso di un ulteriore letto che potrà fare la differenza, soprattutto se l’epidemia dovesse insinuarsi tra i nostri sopravvissuti. Risorse mediche aiuteranno a tener in vita i superstiti, ma da sole non saranno sufficienti. Per creare un antidoto efficace bisognerà eliminare le creature infette, riconoscibili in quanto ricoperti di sangue, recuperando dai loro corpi esanimi una certa quantità di plasma che verrà utilizzato nella cura.

Sceriffo, se fossi circondato da cinque o sei di questi cosi, potrei cavarmela?

Quando nelle strutture i medicinali finiranno, così come le scorte nel nostro magazzino, l’infermeria potrà essere utilizzata per la creazione di antidolorifici o materiale di recupero. Esiste tuttavia una valida alternativa. Se tra i vostri superstiti vi è un esperto in giardinaggio, potete sfruttare la sua abilità per far produrre all’orto delle erbe curative, utilizzate come medicinali. Tenete quindi sotto controllo la necessità di possedere le risorse terapeutiche.

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L’infermeria è la scelta giusta per curare rapidamente i feriti e produrre medicinali.

4 – Fare meno rumore possibile

Vivere tutti insieme sotto lo stesso tetto è senz’altro positivo. Il coraggio che ci si infonde a vicenda aiuta a sopravvivere e sconfigge la paura. Gli zombie sono esseri privi di cervello indotti solo a soddisfare il proprio bisogno primario: trovare cibo. Possiedono solo un senso sviluppato che consente loro di arrivare alla preda. Provocare troppo rumore attira i non-morti, quindi è opportuno non emettere troppi suoni, così come usare le armi da fuoco solo se risulta strettamente necessario e come ultima risorsa. Gestire un solitario zombie non rappresenta un problema, ma far conoscere la nostra posizione ad un’orda ci riserverà qualche grattacapo. Costruire, aggiornare e ampliare il rifugio richiede tempo, ma anche rumore. Il consiglio è quello di utilizzare il metodo della coda. Iniziare un’attività alla volta, invece di far lavorare tutti insieme, abbassa di molto la probabilità di essere in pericolo, onde evitare di avere tutti i superstiti feriti e inabilitati per molti giorni.

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Gli spari attirano subito i non-morti, così come la costruzione e la riparazione all’interno del rifugio.

5 – Non essere sempre troppo altruisti

Aiutare gli altri forgia lo stato d’animo e l’autostima. Essere in gruppo facilita il lavoro rispetto allo svolgimento solitario, ma gli approfittatori sono sempre dietro l’angolo, soprattutto quando il mondo è sull’orlo dell’estinzione. Bisogna fare attenzione a stringere i rapporti con altri sopravvissuti. Non è errato aiutare gli altri, ma anche la nostra comunità merita attenzione. Gli alleati sono utili per scambiare merci e fin quando restano nei loro rifugi si potrebbe accettare un gemellaggio, ma quando avanzano richieste per restare nella nostra casa, bisogna saper ragionare e selezionare. Troppi componenti nell’Enclave implica più bocche da sfamare. Proprio per questo motivo bisogna capire meglio in quale attività il nuovo superstite potrebbe essere utile e impiegabile. Man mano che espanderemo il nostro rifugio, verrà richiesta un’abilità particolare, quindi sarebbe auspicabile reclutare gente solo in fase di necessità e mai per bontà di cuore. A volte, dare il permesso ad un ulteriore sfortunato in cerca di un tetto di essere integrato, non sempre sortisce l’effetto benevolo. Il rapporto con il restanti membri si possono incrinare, dando vita ad una serie di reazioni a catena che vivere nel bel mezzo dei non-morti probabilmente sarebbe più semplice.

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Far entrare nuovi membri nella nostra comunità significherebbe aumentare la produzione di risorse, quindi bisognerà valutare con cura e ponderare la scelta in base alle abilità dei sopravvissuti.

Al momento questi cinque consigli sono ciò di cui un sopravvissuto ha bisogno, in maniera fondamentale, per procedere nei primi passi di State of Decay 2. Non abbiate timore però, arriveranno ulteriori suggerimenti per evitare che gli zombie abbiano la meglio sul vostro rifugio. Ricordate, lì fuori l’unico zombie che cammina è un non-morto da eliminare…

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Ospedali, cliniche, obitori, imprese di pompe funebri sono giunti alla sicura conclusione che attualmente i morti insepolti tornano in vita animati da un’incrollabile ansia di vittime umane.