Spesso e volentieri giochiamo ai videogiochi per intrattenerci, per vivere esperienze emozionanti da soli o con i nostri amici, oppure, perché no, anche per buttarci nel mondo del competitivo in modo serio per migliorare le proprie abilità e riflessi. Quel che oggi, tuttavia, andremo a vedere ha poco a che fare con quanto elencato sopra. Oggi andremo a scavare nei videogiochi che seppelliscono sotto uno strato di apparente innocenza e facezia dei riferimenti ad altri videogiochi, opere letterarie, film e al mondo analogico in generale. Oggi elencheremo 6 strani “easter egg” che molto probabilmente saranno sfuggiti agli occhi dei giocatori meno attenti.

 


The Witcher 3 e Quentin Tarantino

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Ancora niente? Durante la vostra run attraverso il mastodontico mondo di The Witcher 3: Wild Hunt avrete sicuramente incontrato diverse missioni secondarie, il vero fulcro della profondità del titolo CD Projeckt Red. Tuttavia, nel gioco è presente una missione particolare chiamata “Spade e ravioli”, che ci impegnerà nel cambiare la vita di un certo elfo, Hattori, un ex-fabbro costretto a vivere come cuoco e venditore di cibarie a causa del rischio che comporta il forgiare armi e armature a Novigrad. Infatti il mercato dei fabbri è interamente gestito da un tale Ernst Van Hoorn, in contatto con la malavita di Novigrad. Geralt, dunque, dovrà aiutare il giovane elfo a contrattare con gli uomini di Van Hoorn per il materiale necessario. Dopo una serie di peripezie (che fanno parte della quest che portano il giocatore a girare mezza Novigrad per il suo completamento) Geralt riuscirà a fare in modo che Hattori apra la sua bottega di fabbro ed egli, come ricompensa, promette al Witcher della scuola del Lupo che forgerà per lui una lama eccezionale. Ancora non avete indovinato? Ebbene, il nome stesso del fabbro è “Hattori”, in onore di Hattori Hanzo, samurai e condottiero giapponese che visse nel XVI secolo. Tuttavia l’easter egg non riguarda il prode guerriero nipponico ma il personaggio appartenente a Kill Bill che porta il suo stesso nome. Nel film, oltre che ad essere un maestro samurai, Hattori Hanzo è anche un abile forgiatore di spade, che forgerà, appunto, la spada impugnata dalla bella Uma Thurman nel film di Tarantino del 2003. Il personaggio di Hattori Hanzo è presente come easter egg anche nel recente Nioh.


Borderlands 2 e le pitture rupestri

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Questo riferimento è decisamente più palese rispetto al precedente. Lascaux è il nome di un’arma unica che è possibile trovare in Borderlands 2, uscito nel 2012, sviluppato da Gearbox Studios e pubblicato da 2K. Si tratta di una SMG di rarità blu che è possibile trovare all’interno di una grotta del Forstburn Canyon, in una pozza d’acqua (per di più, se si utilizza un personaggio di classe Gunzerker, i Lascaux che appariranno saranno invece due). Il testo in rosso, che appare in tutte le armi uniche del gioco, recita “L’arma dei tori” a causa della sua rosa di proiettili che disegna la testa di un toro, stilizzata, in aria. In realtà si tratta di un rimando ben più profondo e legato all’antichità. Il testo in rosso sarebbe un rimando a Lascaux, località francese che ospita caverne (troveremo l’arma proprio in una caverna) molto note per essere delle mete turistiche. All’interno delle caverne di Lascaux sono state rinvenute numerose pitture rupestri raffiguranti proprio dei tori, da cui l’arma trae ispirazione per il proprio pattern di colpi e per la propria descrizione.

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Ecco i famosi tori di Lascaux

Dark Souls 2 e la letteratura

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Dark Souls 2 ha esportato alla grande massa il brand a cui appartiene e ha permesso a From Software di portare avanti la saga. Sia in Dark Souls 2 che nel primo Dark Souls è presente un libro particolare, ricoperto da una copertina bianca. Il libro si può trovare all’interno degli Archivi del Duca, nel primo capitolo, e nella magione della decadente Majula nel secondo capitolo. Il libro in questione si chiama “Le désire de vivre” ed è inserito all’interno dei giochi per un motivo molto semplice: i protagonisti, come la maggior parte dei NPC che si incontreranno all’interno dei giochi, sono dei non-morti intrappolati in un ciclo di vita, se così si può definire, e morte, dato che il non-morto in questione, morendo, rinasce al falò. Molto più probabilmente è utilizzato in maniera antifrastica, in quanto gli esseri vuoti perdono la voglia di vivere. Tuttavia, conosciamo tutti i finali dei titoli in questione…

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Fable III e la fisica

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Ernest Faraday in Fable III

Si parla di Ernest Faraday solo nel DLC “Rocca del traditore” di Fable III, l’ultimo capitolo della saga sviluppata da Lionhead Studios. In particolare, la figura di Faraday è associata al notevole progresso tecnologico e industriale di Albion, grazie al suo contributo fornito alle Industrie Reaver. Il richiamo riguarda un noto chimico e fisico inglese, Michael Faraday, (bisogna notare come, inoltre, il titolo sia ambientato ad Albion, nome arcaico con cui si usava indicare la Gran Bretagna o l’Inghilterra, la terra da cui proviene il fisico. Inoltre, Albione, è la radice del nome in gaelico della Scozia, Alba) passato alla storia grazie alle sue scoperte nel campo dell’elettromagnetismo. A lui si devono, ad esempio, l’unità di misura della capacità dei condensatori, il Farad, la scoperta dell’effetto Faraday, ovvero l’induzione elettromagnetica, e la gabbia di Faraday, in grado di isolare il proprio interno da campi elettrostatici esterni.

 

 

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Il fisico e chimico inglese Michael Faraday

Halo 3 ODST e Destiny

Era il lontano 2009 e Bungie non aveva ancora abbandonato la saga che l’ha portata nell’Olimpo dei videogiochi, Halo, ma 5 anni prima l’uscita di Destiny già il progetto gironzolava per le menti dei programmatori della casa di sviluppo americana. L’easter egg in questione si può trovare nei vicoli bui di New Mombasa, la città dove si svolge tutto l’arco narrativo di Halo 3 ODST. Possiamo già notare come fosse già ben delineato il concetto di Viaggiatore, in quanto è palese che la sferetta adiacente alla Terra non fosse la Luna ma proprio l’alieno misterioso che sorveglia la Città.

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The Binding of Isaac: Rebirth e Stanley Kubrick 

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the_ludovico_technique_appCon l’indie più raccapricciante degli ultimi anni si torna a parlare di cinema. The Binding of Isaac è pieno di oggetti che fanno riferimenti a diverse religioni e culture ma adesso prendiamo in esame un oggetto che consiste in un riferimento cinematografico. Si parla del maestro Stanley Kubrick che nel film da lui diretto, “Arancia Meccanica“, tratto dall’omonimo libro scritto da Anthony Burgess, dove, nel programma di rieducazione forzata che viene applicato al protagonista Alexander DeLarge, viene fatto utilizzo della cosiddetta “Tecnica Ludovico“, che consiste nell’utilizzare dei fissatori oculari per costringere il soggetto in cura a concentrarsi su, in questo caso, svariati film. Gli stessi fissatori oculari li troviamo all’interno di The Binding of Isaac: Rebirth, che vuole rendere omaggio a questa storica pellicola di Kubrick.