Tra i tanti titoli che componevano l’area Indie della Milan Games Week 2018(articolo recap) abbiamo rivisto il team Fallen Flag con Eldest Souls, un gioco che abbiamo già avuto la fortuna di provare allo Svilupparty 2018.
Dalla demo giocata a maggio a quella dell’evento Milanese ci sono state alcune aggiunte e miglioramenti, anche se stiamo sempre parlando di alpha, e durante la nostra intensa sessione siamo riusciti a farci un idea più approfondita sul titolo che ci ha convinti di più rispetto all’ultima volta. La demo è stata provata per PC.

Il gioco

Eldest Souls è un souls-like in pixel graphic con la visuale in terza persona e per quanto riguarda la trama non ne sappiamo ancora molto. Nei nostri minuti di gioco abbiamo visitato tre aree e due boss e uno dei quali è una nostra vecchia conoscenza che abbiamo affrontato a Bologna, ma stavolta in una versione leggermente rivisitata e più difficile (non che prima fosse facile). Le aree sono state realizzate con molta cura e le interazioni ambientali saranno fondamentali per proseguire nel percorso, come schivare oggetti in movimento o rompere parti delle mura.
Il gameplay molto veloce e fluido è molto simile a tutti i titoli di questo genere(attacca,schiva,muori e ripeti) e l’unica pecca che abbiamo riscontrato è stato il un leggero ritardo nella schivata, ma niente di grave considerando che è una cosa tranquillamente correggibile. D’altra parte abbiamo trovato la gestione della camera ben calibrata e anche nelle fasi più concitate non abbiamo trovato nessuna sorta di problema.

Il lato tecnico

Il lato grafico è sicuramente un punto cardine che differenzia Eldest Souls da tanti altri titoli simili e i ragazzi di Fallen Flag sono riusciti a ricreare un ambiente profondo e dettagliato con il classico stile grafico bit. La palette di colori impostate tendono spesso a creare ambienti cupi e in molte zone, a parte quelle molto luminose, conferiscono un alone dark alla nostra avventura. Non consci della trama del titolo lo analizziamo solo per il lato di gameplay: mantenere un tono dark al titolo è un bene solo quando dietro c’è una trama che lo regge e che non deprima, rattristi o stanchi il giocatore nelle sessioni prolungate. Quello che abbiamo visto è stato poco e per poco tempo, ma confidiamo nel team e nelle loro abilità.

Gli audio sono originali e belli, soprattutto perché alcuni di questi sono realizzati amatorialmente da Sergio Ronchetti con un microfono, suoni comuni (come un cucchiaio che tocca un bicchiere o un taglio di una frutta) e un software di editing. Se siete interessati ai suoi lavori vi invitiamo a dare un occhio al suo sito.

Sotto la stabilità del titolo non possiamo ancora esprimerci in quanto la demo provata è un alpha e per tanto è normale che ci sono alcuni errori, ma per quello che abbiamo visto non ci sono stati grossi problemi, solo piccoli glitch grafici e sprite non ben definiti, ma per il resto niente di eclatante.

Conclusioni

Come già pensavamo a Bologna e ci siamo ancora più convinti con questa sessione di prova, Eldest Souls è un gioco con enormi potenzialità e il giovane team Fallen Flag ha le capacità di rendere questo gioco una perla tra tutti i souls-like presenti sul mercato.
Il gioco per adesso è ancora acerbo, ma appena il frutto sarà un po più maturo vi riproponeremo sicuramente un’altro articolo su questo gioco e sulle sue novità.
Se volete supportare il progetto passate dalla loro pagina Facebook e dal loro sito ufficiale per maggiori informazioni e se volete ricevere costantemente su eventuali news di sviluppo.