In data 31 luglio abbiamo avuto la fortuna di provare l’attesissimo Shadow of The Tomb Raider, terzo titolo della trilogia sviluppata da Eidos Montreal e Crystal Dynamics che riprende le gesta della nostra archeologa preferita. Questo è l’ultimo grande atto dell’evoluzione di Lara Croft. L’abbiamo vista evolvere il suo ruolo, passando da preda a predatrice senza scrupoli, in un viaggio alquanto enigmatico e ricco di intemperie. La demo del gioco che abbiamo provato è durata due ore e a detta degli sviluppatori rappresenta meno del 20% del gioco. Oggi andremo a vederne i pregi e difetti riscontrati, nella speranza che questi ultimi vengano rivisti in maniera adeguata, in vista dell’imminente lancio sul mercato datato 14 settembre.

Il gameplay un po meh…

Il fulcro di qualsiasi gioco di azione risiede nel gameplay e nei momenti frenetici, in particolar modo nella gestione “gioco/cutscene”. Ormai è pratica comune usare le cutscene come espediente per evitare di creare situazioni troppo complesse da sviluppare, rendendole giocabili al giocatore, e che tutto sommato non è neanche una scelta sbagliata se si evita di rovinare la fluidità di un titolo, ma non è il caso della demo di Shadow of the Tomb Raider.
Durante il corso della nostra prova abbiamo trovato troppo frequentemente cutscene che andavano a spezzare troppo la fluidità del titolo. Anche l’azione più semplice aveva una sua cutscene senza alcunché di particolare.
Non sappiamo se risulta una componente presente in maniera preponderante solo nelle prime ore di gioco, ma personalmente l’abbiamo trovata molto ingombrante e fastidiosa. Ciò comporta un forte abuso, spezzando troppo il gameplay e lasciando interdetto il giocatore nelle sue ore iniziali.

Nonostante questo difetto, i comandi sono rimasti quasi invariati rispetto al precedente capitolo e per chi se le ricorda ancora non avrà grosse difficoltà a superare certe difficoltà, ma niente che i neofiti non riescano a risolvere in una manciata di minuti con l’ausilio di momenti “trial and error”.
I pochi enigmi che abbiamo affrontato sono risultati abbastanza semplici e intuitivi, ma questo non lo consideriamo un problema, anche perché si tratta soprattutto di sequenze iniziali ed è normale un livello di difficoltà più semplice, ma per chi fosse interessato ad intraprendere una sfida superiore vi rammentiamo che nel gioco saranno presenti dei luoghi speciali, nella fattispecie delle tombe, dove si potranno affrontare enigmi molto complessi, ai limiti dell’hardcore level.

Il combattimento è la parte del gameplay che ci è piaciuto di più. Noi saremo i cacciatori e i nostri nemici avranno paura della nostra presenza, ma nonostante questo, dovremo stare attenti a non farci scoprire e sfruttare l’ambiente circostante a nostro completo vantaggio, così da evitare gli scontri a fuoco che sono pressoché difficili da gestire se muniti solo di arco. Non abbiamo avuto modo di approfondire l’IA dei nemici, ma a primo impatto ci sono sembrati più reattivi rispetto ai nemici dei capitoli precedenti.

…ma l’impatto visivo è spettacolare!

Come da abitudine per la serie, il gioco raggiunge uno dei picchi più alti dell’attuale generazione, ci troviamo dinanzi a un titolo che non ha nulla da invidiare a un Uncharted 4 o Assassin’s Creed Origins. Le espressioni facciali sono animate a dovere e rendono giustizia all’emotivo doppiaggio. L’impatto visivo lascia quella sensazione di “wow” ogni qualvolta vi ritroverete dinanzi a una struttura antica o a un paesaggio sconfinato. Sotto il lato sonoro non c’è niente da discutere, tranne nella direzionalità dei suoni, la quale non è sempre chiara e talvolta imprecisa quando si è circondati da più nemici in spazi angusti.

Il titolo è stato giocato su Xbox One X in 4K e abbiamo notato un frame rate solido, tranne nelle situazioni più caotiche, dove c’è stato un lieve calo, ma nulla che non possa essere corretto.

Non vediamo l’ora di giocarlo!

Qualche piccolo difetto permane, non lo possiamo negare, ma il gioco ha tanti pregi che sicuramente saranno meglio approfonditi nel corso della lunga sessione che ci aspetterà a settembre. Inoltre dal canto nostro, siamo molto ansiosi di intraprendere il viaggio, accompagnando Lara in questa ennesima avventura.

Il gioco ci ha lasciato una certa curiosità, aumentando la curva dell’hype verso l’alto, nella speranza che a settembre si dimostrerà il più bel Tomb Raider di sempre.
Il nostro appuntamento quindi sarà rimandato all’uscita della recensione completa di Shadow of The Tomb Raider.