L’evento Nintendo è ancora in corso e il nostro Fabio RandiJoy-Con alla mano, ci guida nella prima prova di Super Mario Odyssey.

Il viraggio cromatico della sabbia rossa ricopre tutto il Regno della Sabbia. Ad opporvisi, enormi cristalli di ghiaccio i cui riflessi trasparenti distorcono la visuale di ciò che si staglia all’orizzonte. I vendor della sabbia, ritratti a immagine e somiglianza dei coloratissimi Calaveras del Día de Los Muertos latino, ci mostrano il loro inventario. Una luna verde, un cuore, un completo gessato a righe.

È tempo di collezionare qualche moneta… o di perderla. Prendo la rincorsa, sollevando la polvere dietro di me e il primo duo di Goomba mi accoglie all’entrata del livello. Ci sono così tanti elementi diversi su schermo, eppure ben coesi, che non fanno altro che aggiungere carattere e dettaglio al livello e allietare la mia vista. Lanciare il cappello per saltarci su fa scattare in me un platforming selvaggio ed emozionato, come fossi un fanciullino al suo primo Super Mario, e l’esperienza passata mi indirizza subito verso il gorgo di sabbia che si apre nel deserto. Al suo interno un altro livello di ghiaccio giace silenzioso sotto il sole rovente del Regno della Sabbia, proponendoci le sue sfide.

A differenza del Regno Metropolitano (di cui fa parte la New Donk City mostrata sovente da Nintendo), quello d’ispirazione Messicana è più incentrato sulla sfida e la raccolta delle monete. I Joy-Con, con i loro sensori di movimento, ci vengono in aiuto in quest’ultima azione. Un rapido movimento a frusta di uno dei mini-controller ci permetterà lanciare il cappello come un boomerang, mentre muovendo i due Joy-Con verso un lato potremo lanciare il cappello in un movimento circolare attorno a noi, utile a raccogliere più oggetti simultaneamente e a difenderci. Resta ancora da capire come questi movimenti verranno implementati quando i Joy-Con saranno attaccati alla Nintendo Switch per giocare in mobilità o quando semplicemente si opterà per un controllo più tradizionale tramite il Pro Controller. Anche l’HD Rumble trova un suo scopo specifico, aiutandoci con la vibrazione dinamica nella scoperta di luoghi nascosti o nella risoluzione di semplici puzzle.

Un altro elemento interessante emerso durante il provato è stata la gestione dei Checkpoint. Infatti, potremmo utilizzare delle bandierine sparse per tutta la mappa come dei punti di teletrasporto e di salvataggio. In caso ci ritrovassimo ad affrontare una sfida al momento insormontabile, basterà tornare dai Vendor, acquistare dei nuovi abiti per potenziarci od ottenere nuove abilità uniche, e tornare tramite viaggio rapido alla bandierina posta in prossimità della sfida che avevamo lasciato in sospeso. Interessante anche la suddivisione e l’utilizzo delle Lune (che sostituiscono le Stelle e i Soli visti nei precedenti Sandbox dedicati a Mario) Esse infatti, oltre al classico progredire del gioco, ci permetteranno anche di sbloccare alcuni sentieri nascosti all’interno della Mappa e raggiungere, quindi nuove zone o aree contenenti nuovi oggetti. In alcune occasioni, però, potremmo trovarne solo dei frammenti e fino a che non ne avremo raccolti almeno cinque, non potremmo ottenere una Luna intera.

Mario Odyssey Metropolitan Kingdom

Il Regno Metropolitano, anche lui presente all’evento, si presenta ugualmente ricco di dettagli ma nettamente più votato all’esplorazione, proponendo diverse sfide sotto forma di puzzle e simpatici mini-giochi. I differenti elementi urbani con cui interagire sono moltissimi, dai semafori a due donne che giocano con una corda, da curiosi e utili vasi a delle divertenti carabattole per osservare il paesaggio dall’alto elevandoci in quota. In ogni occasione, i vicoli, i palazzi e le persone in strada rappresentano tutti elementi interagibili per accedere ad aree segrete e missioni secondarie. Una chicca non da poco, per ogni fan di vecchia data di Nintendo, sarà nello scoprire che il sindaco di New Donk City è una vecchissima conoscenza di Mario… Pauline, la sua prima fidanzata apparsa nel gioco del 1981, Donkey Kong.

In entrambe le mappe proposte dalla demo di prova a tempo che abbiamo avuto la possibilità di provare, si nota un buon livello di diversità delle missioni e una struttura dettagliata e verticale.  Ad esempio, nel Regno della Sabbia abbiamo incontrato un simpatico ma disperato Calavera che ci chiedeva aiuto per recuperare le sue tre pecorelle scappate. A pochi passi, un tassista del Regno Metropolitano si è visto intrappolare il suo taxi giallo in un gigantesco cristallo di sabbia. Un peccato per lui non poter tornare a casa ad ammirare le luci, i colori, ma soprattutto i grattacieli scalabili della metropoli. Magari sarà il caso di avvisare il Sindaco.