La certezza di ogni istante della nostra vita, in un modo o nell’altro, è permeato da ricordi e sensazioni che poi ci spingono nella totalità di quel che scegliamo di essere in futuro, in base alle nostre esperienze.
Perciò, in una certa ottica, è lecito pensare di passare momenti della propria vita a riflettere su se stessi, a rivivere quegli istanti per poi, a seguito delle nostre sensazioni, provare nuovamente quelle emozioni che, in un modo o nell’altro, si palesano sul nostro cammino; non lasciandoci soli, come in un susseguirsi di eventi astratti posti alla veridicità di ogni nostra verità, sono un faro di luce quando un mare di eventi non riesce a fermarsi e, inesorabile, spazza via ogni nostra emozione.
In un videogioco, rivivere degli istanti mostrati solamente in una fotografia non sfugge non appena l’interazione col personaggio diventa immersione nel suo mondo. In tal senso, “Addio” di Life is Strange, l’episodio giocabile che chiude la prima fatica di Dontnod, estende questa conoscenza.

La storia di Max e Chloe, raccontata in Life is Strange, è uno spaccato emozionale che spinge a riflessioni profonde sul senso dell’amicizia e dell’amore, capace di riflettere un’immagine stimolante di vicende che potrebbero considerarsi reali nei rapporti umani narrati durante l’esperienza.
Un’interazione differente, creata affinché il videogiocatore sia spinto a studiare ciò che lo circonda, con un design dei personaggi originale, come se fosse una vignetta struggente di un fumetto.

NOTA BENE: avendo concluso “Addio” ieri l’altro, ammetto che le mie sensazioni a riguardo non possano che racchiudersi in momenti precisi per analizzare l’episodio nel suo insieme, arrivando poi a ulteriori approfondimenti dell’intera narrazione di Life is Strange e Before the Storm in una contestualizzazione più esaustiva nei prossimi articoli, spiegando ogni loro messaggio.
Per parlare con accuratezza di questa serie, è fondamentale analizzare ogni istante di vita di Max, Chloe e Rachel. Esplicando ciò che le circonda, è dunque naturale concentrarsi sull’apparato emozionale, sulle loro vite, sulla narrazione intrinseca di un racconto le cui protagoniste sono tre ragazze che hanno perso e sono maturate in differenti contesti.

Buttare via il passato…

“Addio” inizia nella stanza di Chloe, quella che abbiamo conosciuto in Before the Storm e Life is Strange, in differenti momenti della sua vita. Ci troviamo a muovere nuovamente Max, questa volta nel giorno della sua partenza per Seattle. Intente a buttare via ciò che a Chloe non servirà più, ora che è cresciuta, si soffermano su ogni oggetto adagiato sul letto o per terra, da foto a giocattoli.
Questo sarà il primo istante in cui il videogiocatore muoverà Max, facendole aprire i cassetti dei mobili sparsi per tutta la camera alla ricerca di un oggetto in particolare, a cui Max e Chloe sono legate da sempre.
In quella che è una stanza dei giochi, si ritrovano spesso legami col passato, alcuni dei quali particolarmente intimi. A meno che non siano condivisi con chi decidiamo, restano al sicuro in un cassetto in attesa di essere scoperti, ma perché ciò avvenga è fondamentale assicurarsi la fiducia del prossimo: un legame si nutre di questo, ed è alimentato dal concetto stesso di cui si nutre in maniera totale l’amicizia.

Non è poi tanto diverso per Chloe che, non appena Max troverà un ricordo di poco tempo prima, non farà altro che condividerlo a sua volta, come un gesto naturale e sensibile appartenente a una propria sensazione, affinché l’immersione nella scena sia percettibile attraverso ogni oggetto che toccherà.
Osservando poi con attenzione la camera di Chloe, guardando quanto ancora non vi è celato dal suo mutamento, si scopre che ogni oggetto, quadro o poster sia legato a un’immaturità che è naturale, per una ragazza di quattordici anni.

Quando si spezza l’infanzia e ci si approccia all’adolescenza, il rapporto che abbiamo con quello che possediamo e a cui siamo affezionati cambia, perché ricerchiamo altro dal mondo. Quanto più ciò che ricerchiamo è legato a una nostra sensazione, tanto più quello che scopriremo sarà un argomento da trattare e approfondire nella nostra intimità.
Il messaggio di Life is Strange, e non solo di “Addio”, è proprio questo: partire da se stessi, dai propri errori e dalle proprie conquiste per poi, a seguito di una profonda riflessione, riscoprire quale sia la misura del tempo che scegliamo di vivere, ma non determinando un periodo ben preciso, per rimettere a posto ciò a cui crediamo o per alimentare la nostra esperienza.

Chloe, una volta lasciati da parte i petardi con cui sbarazzarsi delle sue bambole facendole esplodere, troverà un album in cui sono immortalati degli istanti passati con Max. A ogni pagina, una foto racconta un istante di vita, un momento felice e divertente, ma sono presenti anche dei disegni di quando avevano otto anni.

Sfogliandolo e ridendo divertite per il suo contenuto, notano poi che manca una pagina, la quale raffigura la mappa di un tesoro che, a otto anni, avevano collaborato a nascondere in giardino. Una volta trovata la fatidica pagina all’interno di un questionario, come ultimo gioco decidono di cercarlo.

Rivivere dei momenti…

Continuando a controllare Max, il videogiocatore raggiungerà la soffitta di Casa Price, alla ricerca dell’amuleto (che è un frammento di vetro su cui è disegnata la sagoma della casa dei vicini dei Price, dall’altra parte dello steccato). Spostando dei mobili, Max si muove in un anfratto oscuro, che è già passato, nel suo insieme disordinato. Uno degli elementi più importanti è sicuramente la culla di Chloe, che Max esaminerà di sfuggita. Un’impronta per niente secondaria, poiché è una spiegazione totale dell’impronta di questo episodio aggiuntivo, che approfondisce gli avvenimenti di Life is Strange, se si sceglie di porre attenzione a quello che circonda l’intera esperienza in “Addio”.
Una volta recuperato l’amuleto, Max raggiunge Chloe in giardino. Trovando poi lo scrigno al centro del giardino, ritornano in casa per scoprire al suo interno cosa entrambe avevano lasciato al suo interno quando avevano otto anni.

Due lettere ciascuna, in cui sono narrati le loro esperienze e quello che sognano per il futuro, scritte a otto anni. Entrambe, come se fossero un’unica persona, sperano di essere ancora amiche, ed è ancora così, in “Addio”, come lo sarà poi, ma in maniera differente, come si evince dai messaggi sul cellulare di Chloe in Before the Storm.

Di sicuro, è uno dei momenti più importanti di “Addio”, perché sarà quello in cui Max dirà a Chloe del suo imminente trasferimento a Seattle, a meno che non scelga di non farlo. In un caso o nell’altro, Chloe ne è al corrente perché i genitori di Max lo hanno detto ai suoi, i quali hanno scelto di essere sinceri con lei. Il videogiocatore potrà scegliere, come sempre, la risposta migliore.
In tal senso, il modello caricaturale dell’atteggiamento dei personaggi è descritto con minuziosità e cura, e le differenze si ritrovano facilmente anche nei dialoghi di entrambe.

Da una parte c’è una Max che appare senza freni, immatura rispetto a Life is Strange; dall’altra c’è Chloe, la quale è riflessiva e ponderata, ma ha una lettura menefreghista, presente anche in Before the Storm, che non può passare inosservata al videogiocatore, oltre a essere ancora più rimarcata nel gioco originale. Quindi, l’essenza totale del coinvolgimento di “Addio” passa attraverso questo istante di condivisione, capace realmente di raggiungere un momento che ci fa capire in che modo ciò abbia legato entrambe fino a separarle.
Nulla è più umano del rivivere vecchi ricordi della propria vita guardando quelle fotografie che ci hanno segnati, contenute spesso in album, o tenute fedelmente in un cassetto, in attesa di essere nuovamente riscoperte.

Nella stanza di Chloe, a Max viene prestata una polaroid da William, il padre di Chloe: in questo modo, la ragazza entra in possesso di ciò che utilizzerà in Life is Strange per immortalare istanti qualsiasi durante l’intera esperienza di gioco. A differenza di Chloe, che in Before the Storm lascerà disegni e parole su qualsiasi superficie come sfida al mondo, Max comprende fin da allora il momento che separa il tempo e la realtà, ed è già decisa riguardo ciò che vorrà fare una volta terminato il liceo.

Chloe viaggerà nel mezzo, in Life is Strange, fino a bloccarsi nel momento che la condurrà in un frangente che non riuscirà a comprendere immediatamente, poiché non capirà subito quello che è realmente capace di fare attraverso l’uso dei propri poteri. Infatti, “Addio” è un preludio a un attimo bloccato dagli eventi, da costrizioni non decise né da Chloe, né tanto meno da Max. Chi sceglierebbe, in quel preciso momento, di rinunciare a un’amicizia così forte? Chi, in un rapporto profondo, sceglierebbe di legare una parte di se stesso al caso, come in attesa di qualcosa? Purtroppo, sono gli eventi a decidere per le due protagoniste di questa storia, e questo comporta scelte e decisioni che non si possono rimandare.

Separazione…

Nel momento più complesso della vita di Chloe, accade che Max deve lasciare Arcadia Bay con la sua famiglia. Dopo aver letto le lettere del loro passato e sognato il futuro, William muore a causa di un incidente. Durante il funerale, quando Max è vicina a Chloe, il quadro appare simile a un altro evento di Life is Strange causato da una scelta del videogiocatore. Per chi ha giocato Life is Strange prima di Before the Storm, tutto appare inevitabile, perché “Addio” ha il compito di presentarsi come l’inizio totale dell’esperienza videoludica di Dontnod.
Le note di Black Files di Ben Howard, compositore d’eccezione di “Addio”, accompagnano Max che se ne va mentre osserva Chloe che seppellisce William nel cimitero di Arcadia Bay. A essere ancora più struggente, poi, è il messaggio che Max lascia in una audiocassetta per Chloe, la quale la ascolterà stringendola al petto, come un messaggio d’addio che penserà essere l’ultimo, ma che non lo sarà affatto.

In questo episodio aggiuntivo, preludio di una serie di approfondimenti incentrati su Arcadia Bay che usciranno su 17KGroup, si evince molto più di quel che immaginiamo.
Quando si ascolta la cassetta di Max per Chloe, si palesano le buone intenzioni che però poi, a causa di accadimenti che nessuna delle due è riuscita a controllare, manifestano la totale assenza di entrambe per entrambe. Però, nulla cambia: la loro amicizia resta, seppur lontane. A tenerle in contatto è solo un cellulare. Sì, solo un cellulare…