“Perché i pipistrelli, signor Wayne?”
“Perché mi fanno paura”.


Citando Batman Begins, interpretato da Christian Bale nei panni di Batman/Bruce Wayne, le vicende narrate in Arkham si fanno coro di una profondità intensa posta e mirata nella lunga epopea del pipistrello di Gotham.

Leggenda e mito, da una parte, per coloro che lo hanno conosciuto; immensa paura, dall’altra, per i criminali e i folli che lo hanno affrontato dai primi anni della sua attività, dal Lungo Halloween a The Killing Joke, a una tragedia come Una Morte in Famiglia.
Tre volumi importanti per la storia del fumetto e per le vicende di Batman, ideato dalle menti di Bob Kane e Bill Finger. Tre istanti della vita del Cavaliere Oscuro e di Bruce Wayne – se non contiamo anche il quarto, quello più struggente.

Batman
Probabilmente, uno dei volumi più importanti!

Nel corso dell’epopea di Batman, lunga settant’anni, molti attori hanno indossato il mantello del pipistrello di Gotham, e molti di loro, al tempo stesso, i suoi nemici più celebri. Ma prima di parlare di Batman, delle sue origini, del manicomio, della città e dell’uomo, è necessario parlare di Gotham, culla del crimine, della perdizione, della privazione.

Gotham

Quanto vi è scritto “Nel Libro della Genesi”, Sodoma e Gomorra – dal capitolo dieci in avanti – vengono considerate come “Città del peccato” da ogni autore. Gotham, prima che Batman nascesse, era un miscuglio di entrambe, e l’elemento più brutale è che Sodoma e Gomorra erano molti simili fra loro.

Laddove un sindaco veniva eletto, automaticamente c’era un’organizzazione criminale alle sue spalle pronta ad assicurarsi il controllo del traffico di droga o di armi nei bassifondi della città: infatti, Gotham è considerata una città infausta in cui vivere, dai vicoli oscuri e tenebrosi in cui viene consumato un omicidio ogni notte e la polizia tenta di sventare i crimini che vengono perpetrati, ma fallisce miseramente perché, all’interno dei suoi organi, non interviene mai per colpire i capisaldi del crimine della città, le menti dietro ogni strage di mafia.

A comandare la polizia non è un penitenziario, seppure in Gotham esista, ma la paura stessa, perché ogni agente parte con le mani già legate, una volta iniziata la sua carriera, ed è sulla busta paga del Romano: se non è Falcone a consegnare un criminale, non sarà mai la polizia di Gotham a trovarlo, soprattutto se è un pluriomicida che si è inimicato un capo criminale.

Batman

A differenza di Metropolis, la città della tecnologia e del progresso, Gotham è in un’ampolla di vetro in cui ogni uomo, dal primo momento della sua nascita, può essere comprato. E se non accetta di essere comprato, viene distrutto.
Un personaggio importante, che in un primo istante della sua vita accetta questa condizione, è l’agente James Gordon. In Batman Begins, è lui a coprire le spalle di Bruce Wayne con una giacca, poco dopo che i suoi genitori erano stati assassinati da un criminale.

Con l’avvento del Cavaliere Oscuro, tutto cambierà: diverrà un alleato, un amico, un confidente di Bruce Wayne. In una città ottenebrata da affarismi e sangue, dove solo uomini possono combattere altri uomini, si troveranno dalla stessa parte per una crociata contro la criminalità.

Le Origini di Batman raccontate in Batman: Arkham Origins

Subito dopo gli eventi del Lungo Halloween, nella notte di Natale, Batman combatterà due nuovi nemici: uno lo conosce già, essendo quest’ultimo un ricco imprenditore, Roman Sionis, al saldo di un misterioso signore del crimine appena arrivato a Gotham, che Batman imparerà a conoscere – e non dimenticherà facilmente.

NOTA BENE: Seppure Batman: Arkham Origins sia il penultimo titolo della Serie Arkham, ho deciso di partire elencando i titoli seguendo il loro ordine cronologico, arrivando poi al succo della spiegazione dell’intera opera videoludica alla fine dell’articolo.

Batman
Le Origini del Cavaliere Oscuro.

Batman è in attività da un anno e mezzo e ancora viene considerato un pericolo da parte della polizia di Gotham, al pari di Falcone. Persino James Gordon, all’inizio del videogioco, lo considererà tale dopo la rivolta di Blackgate.
Il pipistrello che bracca e viene braccato perché nessuno conosce il suo scopo: combattere la criminalità.
Molti poliziotti lo considerano un “fenomeno da baraccone”, Jim Gordon lo vedrà come qualcuno che ha messo in carcere alcuni dei signori del crimine della città, ma crederà in lui soltanto quando Joker si mostrerà per la prima volta minacciando di far saltare in aria un albergo.
In maniera caricaturale, il primo incontro fra Batman e Joker inizierà da qui, da uno scontro dove quest’ultimo cercherà di ucciderlo, ma si renderà conto, alla fine, di non volerlo fare… Perché non può farlo.

“Tu completi me”, disse il Joker di Heath Ledger, che ricordo soprattutto per la sua magistrale interpretazione del personaggio. In Arkham Origins, sarà indimenticabile l’ultima scena, un modello esaltante che legherà per sempre Batman a Joker.

Da The Killing Joke, è ripreso fedelmente un dialogo: “Tu esci di galera, io ti riporto indietro; ormai è così da anni”. Perché per Joker non è importante né distruggere il mondo, né uccidere, ma fomentare parte di se stesso e delle sue intenzioni attraverso la violenza, che però non è ciò che lo esalta. Non esce dal manicomio di Arkham per un motivo banale come la fuga, siccome resta sempre a Gotham, ma perché è legato a Batman. Infatti, consiglio la lettura di The Killing Joke, per capirne la profondità e l’esaltazione, oltre che il materiale proposto poi in Arkham Asylum.

Batman: Arkham Asylum

“Non si è mai soli, al manicomio”, ripresa poi da Arkham Knight, non è una frase da sottovalutare: con Joker che si impadronisce del manicomio criminale di Arkham, il videogiocatore ha davanti a sé uno spaccato del mondo attorno a Batman che racchiude tutti i suoi peggiori nemici in un unico luogo, dominato da colui che lo ha privato di un amico, un allievo come Jason Todd, che sarebbe potuto essere il nuovo Batman, secondo Bruce stesso, una volta che avesse compreso che Gotham non avrebbe più avuto bisogno di lui.

Collegando dunque l’aspetto narrativo a quello umano, il videgiocatore trova Batman a essere in conflitto con se stesso, in una situazione in cui non si è mai trovato prima: all’interno di una gabbia di lunghi corridoi e ramificata da segreti, alimentati a seguito della sua lotta contro il crimine.

Un esempio a riguardo è nella vicenda che ha visto Harvey Dent, procuratore e amico di Bruce Wayne, mutare se stesso e diventare ciò che aveva sempre combattuto. Prendendo il nome di Due Facce, dopo aver perso tutto quanto, cerca di vendicarsi utilizzando una moneta come risoluzione a ogni conflitto, definendosi un giudice che punisce le ingiustizie.
La follia, causata da una tragedia come l’incidente che lo ha costretto ad avere una parte del suo corpo completamente ustionata, spiega in maniera esaustiva la perdita di coscienza di un uomo che non ricorda se stesso, ma solo quanto gli è stato inferto, e non tiene più ad amicizie né a ciò che aveva prima, se non al mutamento di un fato infausto, che ormai lo ha condotto verso la perdizione di un respiro sfuggente.

Arkham Asylum spiega, nel suo aspetto più profondo, quanto la lotta contro il crimine di Gotham City abbia delle conseguenze importanti sulla vita di Batman. Bruce Wayne è, appunto, un eccentrico miliardario, un uomo d’affari. Eppure, viene colpito.
“Tu sei Bruce Wayne, il principe di Gotham”, come gli disse Falcone in Batman Begins. E non per citare sempre la trilogia di Nolan sul Cavaliere Oscuro, ma è solo Batman, in Arkham Asylum, a essere vittima del manicomio. E lo è per la prima volta da quando ha indossato la cappa da pipistrello.

Batman: Arkham City

Se il manicomio diventa una città, è spesso causa di anni di lotte intestine all’interno della stessa Gotham, una realtà che ora, con l’avvento del Cavaliere Oscuro e di prese di coraggio da parte dei procuratori, dei giudici e della polizia stessa, è diventata una perla di legalità, sebbene ogni minaccia sia sempre dietro l’angolo.
Il punto focale del titolo è il medesimo, ormai scontato, di Arkham Asylum: la guerra contro il crimine di Gotham ha mietuto delle vittime, e una di esse è il Cavaliere Oscuro. Nessun nuovo nemico, se non Joker, oltre a una marionetta degli eventi intenzionata questa volta a distruggere l’esistenza di Bruce Wayne, nemico economico per eccellenza di tutti i criminali della città, ma non solo. Certo, nessuno immagina che Batman sia Bruce Wayne, il quale cura i suoi interessi quanto le sue relazioni, da bravo imprenditore e arrampicatore sociale.
Se si scoprisse la reale identità del pipistrello di Gotham, il significato dell’intera epopea di Batman cadrebbe e Joker avrebbe ragione, a considerare tutto quanto una barzelletta: quella sua stessa convinzione che riguarda ciò che è accaduto a Gotham fino a quel giorno, ogni battaglia del Cavaliere Oscuro non diverrà null’altro che una giustificazione a un male indefinito in un gioco spietato, deciso da un personaggio che ancora, nonostante siano passati settant’anni, incuriosisce e lascia sgomenti per la sua profonda, lucida follia.

L’aspetto di Arkham City definisce chiaramente l’intero comparto della serie e la esalta, migliorando ogni suo aspetto. Se Arkham Asylum ha portato il videgiocatore a camminare all’interno dei corridoi della mente di Joker, in Arkham City il messaggio indiretto è quanto sia edificante quella follia, attraverso vicoli e tetti, in una terra di nessuno.

Batman: Arkham Knight

Dopo gli eventi di Arkham City, Crane, lo Spaventapasseri, inonda Gotham City con una tossina capace di creare ancora più paura e terrore in chi la inala. In pochi resteranno in città, oltre a Batman e James Gordon, come Barbara, la figlia di Jim, l’unica a conoscere, oltre a Robin e Nightwing, la reale identità del Cavaliere Oscuro.
In quella lunga notte, in aiuto a Crane giungerà anche il Cavaliere di Arkham, la rappresentazione non edificante, ma palese, di un’intera realtà che respira e non lascia il pipistrello di Gotham, e tanto meno ciò che egli è diventato.

Batman
La skin del “Cavaliere Oscuro” direttamente da “Batman: The Dark Knight”.

Perciò, ancora una volta il messaggio cambia e trasuda un nuovo aspetto: ogni conseguenza della lotta al crimine di Batman è impiantata in una persona, ora divenuta una macchina d’odio, desiderosa di vendicarsi e uccidere il Cavaliere Oscuro e chiunque lo circondi.
Se non altro, la maschera non avrà più importanza: il Cavaliere di Arkham conosce la reale identità di Batman, ma non la paleserà immediatamente, come ad attendere il momento propizio per rinfacciarlo al mondo intero, in una sorta di sfida a tutto ciò che è stato fino a quel momento il Cavaliere Oscuro per ogni cittadino di Gotham. Ebbene, la reale fine della saga di Arkham è quella di Batman, o così dovrebbe essere. In realtà, la sua leggenda continuerà.

Quando si parla di Bruce Wayne, eccentrico miliardario, si dimentica tutto quello che ha passato durante la sua esistenza, e in particolare quello che lo ha portato a diventare Batman.
Di attori e voci che hanno indossato il mantello del Cavaliere Oscuro ce ne sono a bizzeffe, e alcuni di loro sono indimenticabili, nel bene o nel male. Ma in pochi ne hanno rispettato la profondità. La sua essenza non si spiega con facilità, né con superficialità: occorre leggere e confrontarsi sulla filosofia del Cavaliere Oscuro, che è spiegata in una serie videoludica proposta non soltanto per guadagnare grazie al nome del brand, ma anche per enfatizzare il suo aspetto autoriale e seminale, cosicché la sua profondità sia compresa anche da chi non lo conosce.

Skin di Batman VS Superman del 2016. Di certo, la skin è uno spettacolo.

Bruce diventa grande di colpo, quando vede le perle della collana di Martha Wayne cadere una a una sul terreno bagnato in un vicoletto di Gotham City, credendo ormai che il mondo finisca lì, a un passo dal corpo di suo padre.

Di sicuro, un momento del genere diventa assolutamente traumatizzante per un bambino di otto anni, cresciuto con la convinzione di essere importante e amato.
Perdendo tutto quest, con soltanto Alfred a crescerlo e a guidarlo, la nascita del Cavaliere Oscuro avviene nella paura, quando Bruce cade in un pozzo ritrovandosi poi circondato da pipistrelli, divenendo in seguito egli stesso la paura.

Ecco, un aspetto di Batman Begins è il fatto che Bruce scopra come diventare ciò di cui ha sempre avuto paura. Nonostante la morte dei suoi genitori e gli orrori che ha visto, resterà sempre marchiato da un passato che ora è divenuto presente.

Nella Serie di Arkham, quella paura è legata inesorabilmente a se stesso, a ogni aspetto della sua vita, dal più insignificante a quello più lieto.
Ma lui non veste i panni dell’eroe senza macchia e senza paura come Superman, a Metropolis, né cresce isolato, a Smallville. Ed è questo, nella sua maturità, a spiegare la leggenda di Batman.