Lo scorso anno la saga ventennale di Pokémon è giunta su Nintendo Switch con Pokémon Spada e Pokémon Scudo, segnando così il passaggio definitivo del franchise sulla console di nuova generazione nipponica. Nella nostra recensione avevamo parlato di come questi giochi avessero segnato un cambio di rotta da parte di The Pokémon Company e Game Freak, e di come alcune delle scelte prese da entrambe le aziende avessero segnato una divisione all’interno della community più netta di quanto già non fosse in passato. In questo approfondimento andremo ad analizzare le nuove mosse fatte dalle due compagnie, sia positive che negative.

Un livello comunicativo totalmente sbagliato

La prima nota dolente riguarda la comunicazione da parte di Pokémon Company prima e dopo il rilascio dei capitoli. Il cosiddetto “genocidio masudiano”, come è stato definito da Pokémon Millennium e a seguire da tutta la community italiana, ha fatto storcere il naso a quasi la totalità dei fan dei mostriciattoli tascabili, ai quali è stato esplicitamente detto che non tutti i pokémon sarebbero stati presenti in Pokémon Spada e Scudo. Questo non sarebbe stato un problema, dato che nei vecchi giochi i selvatici catturabili non sono mai stati la totalità di quelli esistenti, ma almeno era possibile ottenerli dai giochi precedenti, cosa non possibile oggi.

A detta degli sviluppatori, questa scelta sarebbe stata fatta per poter spostare risorse in altre sezioni dei titoli, che ad oggi tutti si stanno ancora chiedendo quali fossero. A livello tecnico il gioco pecca di funzioni, di un multiplayer per lo meno vivibile, sono presenti asset vecchi, e non solo.

I modelli poligonali dei pokémon presenti in gioco era stato detto fossero del tutto nuovi, notizia in seguito rivelatasi non veritiera, in quanto questi sono stati presi da Pokémon Ultrasole & Ultraluna per Nintendo 3DS e portati su Nintendo Switch. La cosa non avrebbe destato alcun clamore, in quando non è una novità il riutilizzo di vecchi asset in videogiochi nuovi, se non fosse che gli sviluppatori hanno mentito su questo punto per trovare una scusa alla mancanza di tutti i pokèmon all’interno dei capitoli.

Questa storia ha visto una campagna denigratoria nei confronti di Game Freak, che noi stessi critichiamo, portata avanti da una parte della community con l’hashtag #GameFreakLied, sentitasi presa in giro dalle dichiarazioni rilasciate nei mesi precedenti. D’altro canto, invece, i fanboy della saga, senza alcun senso critico, si sono mobilitati con #ThankYouGreakFreak per cercare di ringraziare The Pokémon Company non solo per averci regalato anni di divertimento, ma andando quasi a nascondere i non pochi aspetti negativi che si sono visti nel corso del tempo.

Tornando a parlare del “genocidio masudiano”, Junichi Masuda e Shigeru Ohmori avevano espressamente detto che i pokémon assenti all’interno di Spada & Scudo sarebbero potuti tornare nei successivi capitoli della saga, negando quindi la possibile reintroduzione di questi nell’ottava generazione. Ben due mesi dopo, ecco che arriva l’annuncio del Pass Espansione che vede il ritorno di una selezione di vecchi pokémon sugli attuali giochi.

I Pokémon sono dietro paywall? Sì

Analizziamo la questione punto per punto, senza tralasciare nemmeno i dettagli più piccoli, dato che anche qui molte persone continuano a portare disinformazione. Cosa significa che i pokémon sono paywall? Semplicemente che per ottenere alcuni pokémon bisogna pagare e, fintanto che dal punto di vista del PvE avere determinati pokémon non comporterebbe vantaggi, dal lato competitivo del PvP la cosa è invece vista non di buon occhio.

La nuova politica di Nintendo per quanto riguarda il reparto online dei titoli Nintendo Switch vede il pagamento di un abbonamento che l’acquirente può scegliere se acquistare mensilmente o annualmente, così come già avviene su altre piattaforme come PlayStation 4 e Xbox. Nulla di così sconcertante, in quanto oggigiorno la maggior parte dei giocatori è già abituata a pagare un abbonamento per i servizi online, ma per quanto riguarda l’utenza Nintendo questa è una novità. Il target dei giochi Pokémon è un pubblico non totalmente adulto, ma anche giovane. La vecchia avanguardia di videogiocatori poteva usufruire di questo servizio gratuitamente, mentre le nuove leve devono far fronte a una richiesta che non possono soddisfare senza l’aiuto economico dei propri familiari.

In Pokémon Spada e Scudo le lotte online vengono lasciate dietro questo muro, ma non è qui che si pone il problema. La difficoltà arriva quando il giocatore deve accedere ai raid per ottenere pokémon che possono usare la forma Gigamax, alcuni dei quali sono letteralmente impossibili da portare a termine in solitaria come Lapras e Gengar. Il miglior modo per avere qualche chance di successo è quello di affrontarli tramite la connessione online (dunque tramite l’abbonamento Nintendo Switch Online) con altre persone, così da poter arrivare alla tanto agognata possibilità di cattura.

Questa situazione si porterà avanti anche con l’arrivo del Pass Espansione, il quale vede l’arrivo del primo DLC a giugno di quest’anno che aggiungerà nuovi raid, alcuni dei quali avranno sicuramente una elevata difficoltà, per non parlare della nuova attività cooperativa in arrivo a novembre con il secondo DLC, che vede come protagonisti i vecchi pokémon leggendari.

Come la community ci tiene a far notare, però, i pokémon possono essere scambiati, ma per poter accedere alle funzioni di scambio online, le quali lasciano a desiderare in quanto non ai livelli dei vecchi capitoli, e vista l’assenza anche della GTS, bisogna sempre ricorrere al già plurimenzionato abbonamento.

Ma la community pokémon è così “gen”erosa?

Già dal titolo dovreste già aver capito dove vogliamo arrivare, in caso contrario procediamo per step. Abbiamo parlato di scambi e raid online, tralasciando la possibilità della connessione locale, in quanto oggigiorno è più facile trovare online una cerchia di amici con le stesse passioni con i quali condividerle. Tornando a parlare di “trading”, ovviamente è possibile ottenere specifici pokémon tramite questa funzione. Ma in cambio di cosa? Ebbene, la maggior parte degli utenti difficilmente scambierebbe il proprio Gengar Shiny Gigamax con abilità nascosta per un Magikarp, e chiede giustamente qualcosa che possa essere a livello della richiesta.

Tutti ben sanno che, fin dai tempi del GameShark per Game Boy e dell’R4 per Nintendo DS, i pokémon possono essere generati tramite supporti esterni non del tutto legali. Con il passare degli anni la sfera competitiva del franchise si è allargata sempre di più, arrivando a includere tornei Senior e Junior dalle elevate partecipazioni. Questo ha portato alla nascita dei cosiddetti “gennatori”, persone che creano tramite hack pokémon semi-legit da poter utilizzare durante i tornei. Lo fanno senza alcun tornaconto, così come per gli scambi? Ovviamente no.

Questo pone dunque il giocatore davanti a diverse scelte: per poter ottenere un particolare pokémon, quasi certamente questi è obbligato all’acquisto dell’abbonamento Nintendo Switch Online, in quanto raramente il suo amico di quartiere possiede tali pokémon, e anche nel caso in cui dovesse esserne in possesso, si torna al punto di prima. Una volta che si potrà accedere all’online, si potrà dunque cominciare a cercare di affrontare i raid assieme ad altre persone, e quindi evitare la strada del pagamento di pokémon generati. A questo punto penserete che basta l’abbonamento per ottenere tutti i pokémon ottenibili all’interno del gioco? No.

Con l’annuncio del Pass Espansione i giocatori avranno modo di catturare ulteriori pokémon di precedenti generazioni che verranno reintrodotti nei giochi di ottava generazione, acquistando per l’appunto il pass. Qui però si viene a verificare lo stesso problema che si aveva con il solo gioco base sia per quanto riguarda i raid che gli scambi.

Pokémon Home potrebbe aiutare a risolvere questo problema? Sì e no

Già annunciata lo scorso anno, Pokémon Home fungerà da nuova Banca Pokémon, tramite la quale potremo passare la quasi totalità dei pokémon catturati in tutte le sette precedenti generazioni in Pokémon Spada e Scudo. Dunque svanisce qualsiasi tipo di problema? No. La nuova applicazione è disponibile sia per dispositivi Android che iOS, e su Nintendo Switch consta di due servizi diversi, uno gratuito e uno premium.

Tramite il servizio gratuito i giocatori potranno utilizzare l’app per trasferire i pokémon solamente da Pokémon Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee! Per potersi trasferire i mostriciattoli dalla Banca Pokémon su Pokémon Home è richiesto l’abbonamento premium, acquistabile a 18€ su smarthphone e a 16€ su console. Al momento non sappiamo ancora se il passaggio da Pokémon Go sarà gratis o meno, in quanto non sono state ancora fornite informazioni in merito.

Tiriamo le somme

Tralasciando dunque il costo del gioco base, in quanto questo ovviamente non viene calcolato per l’ottenimento dei pokémon, abbiamo l’abbonamento Nintendo Switch Online che ha un costo annuale di 20€; proseguendo abbiamo il Pass Espansione disponibile al preordine a 30€, e il precedentemente menzionato servizio Premium di Pokémon Home. Arrivati a questo punto, possiamo dire che determinati pokémon sono attualmente dietro paywall? Sì. Questo è un aspetto negativo? No.

Oggigiorno quelli che un tempo venivano definiti titoli Tripla A sono cambiati, o per lo meno la maggior parte di questi, e si sono adattati all’evoluzione che sta vivendo il mercato videoludico. Non è una novità che i videogiochi abbiano contenuti a pagamento, in quanto questo avveniva già 15 anni. Un tempo esistevano i DLC, oggi esistono i Pass Stagionali e le microtransazioni. Il processo evolutivo dei vari franchise dell’industria videoludica è portato da una diversa richiesta da parte del consumatore, che ha cambiato anch’egli le sue esigenze nel corso degli anni.

I giocatori di 20 e 40 anni sono i padri e i nonni dei nuovi clienti. I primi fra questi hanno diritto di sentirsi spaesati in questa nuova epoca? Assolutamente sì, in quando hanno vissuto in un periodo durante il quale i titoli venivano rilasciati sul mercato senza essere aggiornati, e quindi non erano abituati ai contenuti aggiuntivi.

Quello che noi critichiamo è l’atteggiamento dell’utenza che diffonde disinformazione e punta il dito contro le software house. Ciò che il videogiocatore, e più in generale la persona, dovrebbe fare è avere un buon senso critico tramite il quale poter affermare il suo disappunto, e discutere in modo civile di possibili altre strade che si sarebbero potute intraprendere.

Questo articolo è stato redatto, oltre che per portare informazione e far chiarezza su un aspetto in particolare, anche per far riflettere la grande community dei videogiocatori. Fateci sapere quali sono le vostre idee in merito sul nostro sito e sui nostri social!