Tanto tuonò che piovve: niente E3 per Sony, ma appena si diffonde la notizia… apriti cielo. Ne abbiamo lette di tutti i colori, ovviamente ai tempi dei social media dove ciascuno può dire la sua tutto è lecito, o quasi.

Sony non va all’E3 perché ha un evento dedicato a Playstation 5 e perché la fiera californiana è morta? Si forma una fazione pronta a sostenere quel pensiero. Arriva un altro a dire: “Sony non va all’E3 perché ormai se la tira e ha problemi di comunicazione?”, si forma un altro schieramento pronto a seguire anche questa teoria.

Niente E3 per Sony: apriti cielo

Naturalmente coloro che seguono pedissequamente le linee guida dettate da altri senza spirito critico credono anche di essere degli esperti in marketing! Prima siedono in cattedra elargendo lezioni non richieste sullo stile grafico del logo di Playstation 5, per poi mostrare le loro lauree in Comunicazione e Master in Marketing (inesistenti) per spiegare a tutti noi comuni mortali come, dove, quando e perché Sony debba presentare Playstation 5!

Niente E3 per Sony: apriti cielo
il logo di Playstation 5

Ignorando però un “piccolo” dettaglio: Sony è una multinazionale che se ne frega di tutta la gente che pascola sul web. I numeri le danno ragione, e fin quando avrà i numeri dalla sua parte continuerà a fare quello che ritiene giusto. Ovviamente, se qualcuno esprime un’opinione va bene, ma non pensiate di avere la verità in tasca, perché né noi che scriviamo, né voi che leggete sappiamo quale sia il motivo di tale decisione.

Come stanno le cose. Probabilmente.

Noi non sappiamo realmente come stiano le cose, e di sicuro il colosso giapponese non ha bisogno di quanto stiamo scrivendo per vendere Playstation 5, e non c’è motivo di scaldarsi tanto se Sony non andrà all’E3 nemmeno quest’anno.

Provando però a pensare a cosa abbia portato Sony a prendere una decisione del genere, secondo la nostra opinione le ragioni sono molteplici.

La prima è che l’E3, così com’è ora, non è più il principale evento dedicato ai videogiochi, e sta anche perdendo via via colpi. Pensiamo a qualche anno fa: andarci era un po’ il sogno di tutti poi, però son state fatte scelte sbagliate. L’errore più grossolano di tutti è stato quello di trasformare l’E3 in una fiera non più riservata ai soli addetti ai lavori com’era all’inizio, consentendo via via l’ingresso al pubblico fino a farlo diventare l’ennesima occasione per permettere a youtuber e influencer di vario tipo di farsi pubblicità.

Niente E3 per Sony: apriti cielo
Non tanto la piattaforma, quanto gli youtuber a cui viene permesso di sfruttare l’E3 come ennesima occasione per pubblicizzarsi.

Altro elemento che sta progressivamente affossando la fiera sono i leak senza controllo che puntualmente vengono fuori settimane, se non mesi prima dell’evento: interi titoli o filmati sparsi per la rete.

C’è un altro elemento che rendeva abbastanza ovvia la decisione: se Sony fosse andata all’E3, qualcuno si sarebbe chiesto a cosa sarebbe servito State of Play. Ricordiamo che in quest’ultimo evento nessuno dei dipendenti Sony appare, ma sono presenti solo giochi. Ora, provate a pensare a un E3 con protagonista unicamente PS5: Sony avrebbe prestato il fianco a critiche più o meno giuste per l’assenza di giochi. Immaginate che dopo questo ipotetico E3 arrivi uno State of Play dedicato unicamente ai giochi: ci saremmo trovati nuovamente a discutere sulla scelta di Sony di fare due eventi distinti.

Invece, la strategia scelta da Sony secondo noi è molto più intelligente: perché fare un mega evento, poco accessibile e che comporta dei costi, quando invece è possibile fare tanti e più accessibili? Perché non esistono solo i giornalisti, esiste anche la community Playstation: se non fosse per essa, non avrebbero mai venduto 106 milioni di console.

Microsoft rincorre? No, semplicemente un altro modo di pensare.

Nel web si sta facendo largo un teorema francamente imbarazzante: Microsoft ha mostrato la console prima perché deve rincorrere Sony, oppure se lasciata sola all’E3 si prenderebbe tutta la scena, a scapito naturalmente della casa di produzione concorrente nipponica.

Ora, ammettiamo la nostra ignoranza e proprio non riusciamo a capire quale sia la legge (non scritta, evidentemente), per cui Microsoft debba inseguire Sony. Non può avere una propria strategia? Ricordiamo agli smemorati utenti Playstation come ridevano quando Microsoft introdusse la retrocompatibilità. Accusavano la casa di Redmond di non avere giochi. Adesso che ce l’avrà probabilmente anche Playstation 5 è una caratteristica da esaltare?

Altro esempio, e qua veramente non riusciamo a capire Sony: tutti devono poter giocare, e quando intendiamo tutti non intendiamo dire: “Basta esclusive”, ma stiamo parlando di chi ha grosse difficoltà a usare un controller. Microsoft su questo punto ha dato una lezione a tutti, con Xbox Adaptive Controller; Sony, dove sei? Aggiungiamo anche altro: chi svolge il ruolo di recensore, secondo noi dovrebbe scrivere se il gioco ha o meno i comandi per l’accessibilità. Uncharted 4 e non solo hanno una modalità accessibile: qualcuno, nell’attesa di The Last of Us Part II, s’è mai chiesto se sarà accessibile alla pari dell’ultimo Uncharted o se sarà ulteriormente accessibile? Domande che con Xbox non hanno senso perché Microsoft ha risolto con un controller dedicato.

Niente E3 per Sony: apriti cielo
Xbox Adaptive Controller

Microsoft ha confermato la sua presenza all’E3, e se non l’avesse fatto quella sì che sarebbe stata una notizia inaspettata.

Per quanto riguarda il campo libero lasciato a Microsoft, è una cosa vera, ma vogliamo davvero imporre la par condicio anche nei videogiochi? Non ci sembra che da quando Nintendo o Eletronics Arts hanno di fatto mollato la fiera sia finito il mondo e non si vendano più Switch o FIFA.

La paura che salti tutto

In tutto ciò, l’Entertainment Software Association o ESA, che è l’associazione che provvede all’organizzazione dell’E3, rilascia una dichiarazione sulla mancata partecipazione di Sony. Possiamo leggere solo parole unicamente in difesa della fiera, nonostante l’azienda pronta a lanciare Playstation 5 sia uno dei membri dell’ESA. Ci sembra evidente che non è produttivo per l’associazione attaccare direttamente Sony, altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi in keynote stile Apple.

Niente Sony all'E3:apriti cielo
L’ESA si occupa anche dell’organizzazione dell’E3

Per comprendere meglio la nostra metafora, basta tener presente quanto accade ogni anno con il Mobile World Congress: organizzato dalla GSMA, è la più importante fiera sul mobile che da diversi anni si tiene a Barcellona. Apple non fa parte di GSMA e non è mai presente alla MWC. Ci viene da pensare che nel comunicato dell’ESA non si attacchi direttamente Sony per paura che lasci l’associazione e segua la strada di Apple. Scenario, questo, che difficilmente si realizzerà, ma che farebbe vacillare non poco l’esistenza stessa dell’ESA, la quale quantomeno ne riuscirebbe molto depotenziata.

A noi giocatori però conviene mettere in secondo piano gli sviluppi di queste vicende: c’è una next gen in arrivo, godiamocela! Sony non va all’E3: nessun apriti cielo, pazienza.