*ATTENZIONE: Il seguente articolo è ricco di opinioni impopolari e personali dell’autore*

 

Ormai è passato un anno e mezzo dal rilascio delle console next gen e alcuni di noi stanno ancora aspettando l’avvento di una nuova generazione di videogiochi.

Si sa, “la rivoluzione non aspetta un uomo solo” e forse noi non siamo stati abbastanza veloci nel capirla, però pare anche difficile capire la direzione che quest’ultima ha preso.

In quest’anno e mezzo abbiamo visto un incremento esponenziale di funzionalità online, di grafiche tanto pesanti quanto belle, di giochi necessitanti patch di almeno mezzo chilo di Giga al day one e di edizioni remastered anche dei filmati del matrimonio degli sviluppatori. Ma allora questa next gen è davvero uscita?

Possiamo davvero pensare che una grafica migliore e un upgrade delle funzionalità già presenti nelle console old gen siano una vera e propria rivoluzione? Crediamo davvero che giocare agli stessi titoli a cui abbiamo giocato su una consolle più “vecchia” non più tardi di un paio di anni fa sia una rivoluzione? Davvero lo stesso gameplay in titoli che avremmo potuto vedere anche su una Xbox 360 o su una Playstation 3 è una rivoluzione?

Per farci un opinione a riguardo è però necessario fare qualche passo indietro e pensare con calma alla faccenda: correva l’anno 2005, il mondo aveva appena visto nascere l’Xbox 360 dalle ceneri della storica ma datata Xbox. Qualche mese più tardi venne rilasciata anche la Playstation 3, discendente dalla indimenticabile Playstation 2.

Fu con l’uscita della Playstation 3 che vedemmo la prima e vera rivoluzione di quella generazione videoludica (ormai la Old Gen) appena nata, il gioco che iniziò la rivoluzione dell’epoca: Resistance: Fall of Man.

Questo titolo rappresentò un punto di svolta nel mondo dei videogiochi, presentando novità che vennero utilizzate in praticamente tutti i titoli successivi. Gioco online inter-regionale, dettagli grafici curati, effetti quasi cinematografici, cutscene in CGI con mimica facciale realistica, un gameplay dinamico e frenetico e ambientazioni vastissime.

Queste caratteristiche furono prese, utilizzate, rimodellate e modificate da tutta le generazione PS3/Xbox360 e divennero il tratto distintivo di un intrattenimento che perdura tutt’oggi. infatti, se volessimo riassumere quel periodo videoludico lo potremmo indicare con queste caratteristiche:

– Gioco online
– Gameplay frenetico
– Open world

Sul gioco online mi rendo conto che c’è da fare un distinguo in quanto le connessioni ethernet esistevano ma erano senza dubbio più limitate.

Sono indubbiamente caratteristiche che oggi ci sembrano scontate, ma per l’epoca furono una vera e propria rivoluzione, al pari del motore fisico Havok su Half Life o del parkour accurato del primo Assassin’s Creed.

Veniamo all’oggi, dopo aver fatto un breve ripassino sulla storia della “Old Gen”. E’ passato un anno e mezzo ma di vere rivoluzioni non abbiamo ancora avute. Sì, la PS4 ha una grafica migliore della 3 e su Ryse possiamo addirittura vedere le mutande romaneggianti dei centurioni (se ve le siete perse, sì esistono), ma cosa ha rivoluzionato questa “Next” Gen?

Next Gen dovrebbe significare evoluzione, ed evoluzione dovrebbe significare “prendo i risultati che ho già raggiunto, li miglioro e li rimodello in una forma più evoluta aggiungendo anche qualcosa di nuovo”. Tuttavia ad oggi nulla fa pensare che l’industria videoludica stia prendendo questa direzione, ma anzi questa è stata colta dalla “remasterite“, un gravissimo morbo che porta a rimasterizzare qualunque titolo abbia venduto più di dieci copie in nome della nuova grafica. Non è nulla di male di per sè, però è indubbiamente sintomo di stagnazione creativa.

Quale può essere una soluzione? Coraggio. Questa Old Gen 2.0 manca di coraggio, più di qualunque cosa. Stiamo parlando di un mondo che è limitato VERAMENTE solo dalla fantasia di chi crea (altro che Minecraft!) ma le software house e i team di sviluppo rimangono ancorati alle loro certezze e abitudini. Ci sono infinite possibilità ancora da scoprire ma non c’è la volontà di scoprirle.

Personalmente nutro grandi aspettative negli sviluppatori Indie che alle volte riescono a scoprire un aspetto creativo innovativo dato dalle nuove prospettive, ma se dovessi indicare un titolo che potrebbe avere le carte in regola per dare un’indicazione sulla via da seguire… beh, quel titolo sarebbe Cyberpunk 2077.

Tuttavia, abbiamo già visto le nostre speranze infrangersi contro un muro di solidi dati di vendita, per cui per ora limitiamoci ad osservare.