28 marzo 2019. Borderlands 3 dopo anni di attesa viene finalmente annunciato dal palco del panel Gearbox al PAX East da un visibilmente emozionato Randy Pitchford. Sette anni dopo Borderlands 2, cinque dopo Borderlands The Pre-Sequel, il nuovo capitolo della leggendaria saga si mostra al mondo, scatenando l’hype dei fan e mandando in fibrillazione la community. Non c’è ancora una data però e l’appuntamento è rimandato al 3 aprile, in concomitanza con l’uscita della GOTY Enanched del primo Borderlands. In mezzo però c’è una fantomatica data, il 1 aprile, che porta con sé ormai una storica tradizione: l’unico giorno in cui nessuno crede davvero alle fake news su internet.

1 aprile 2019. Escono rumor, news, tweet che vogliono Borderlands 3 su PC in eslusiva per Epic Games Store. Ridiamo tutti, passiamo oltre. Chi è che prenderebbe sul serio una notizia del genere? In un giorno del genere? Nessun membro della community PC della saga si è mai nemmeno posto il problema di un’eventualità simile, figuriamoci poi nel giorno delle fake news per eccellenza…

3 aprile 2019. L’Announce Trailer arriva come promesso portando con sé una cover art mostruosa, un trailer mozzafiato e, finalmente, una data d’uscita. 13 settembre 2019. Ma è quando si raggiunge il momento piu alto che la caduta si fa più atroce e disastrosa. Borderlands 3, in arrivo il 13.09.2019 per Xbox ONE, Playstation 4 ed Epic Games Store. Metti in pausa il video, torna in dietro, controlla se si è visto giusto. Rumore di cristalli che si rompono, era tutto vero. 2k/Take-Two ha deciso di sputare in faccia a tutta la sua fanbase PC. Il tradimento è stato compiuto.

Ahah bella battuta, Radny. Ora però sul serio, il primo aprile è finito da un pezzo. Vero Randy? Randy?

Ma dai, la stai facendo troppo pesante, se sei un vero fan lo giochi a prescindere dalla piattaforma.” Momento, momento, momento. No. Non è questione di capriccio, di piagnistei o altro. Qui si è deciso di mancare di rispetto a un’intera community per rivolgersi a quello che probabilmente è il peggior store sul mercato. Ma affrontiamo la questione con calma (o almeno ci proviamo, su questo non assicuro nulla) e andiamo a capire il perchè mettere Borderlands 3 come esclusiva (temporanea, fino ad aprile 2020) sull’Epic Games Store sia una scelta che non fa altro che danneggiare il consumatore e la community.

Perchè questo odio generale e diffuso verso Epic Games Store? Mettiamo in chiaro una cosa prima di tutto: l’intera industria videoludica deve tantissimo ad Epic Games. La saga di Unreal e l’ononimo Unreal Engine, Gears of War stesso, il più recente successo mondiale con Fortnite… Inoltre Epic con il lancio dell’Epic Games Store (EGS) nel dicembre 2018 ha scelto di adottare una politica molto favorevole verso i publisher. Piattaforme come Steam, senza entrare nel dettaglio delle varie fasce di royalties e di vendita a cui vi rimandiamo ad ulteriori approfondimenti, chiedono una trattenuta del 30% per ogni copia venduta sul proprio store. Il publisher incassa il 70%, Steam il 30%. Epic, da canto suo, trattiene solo il 12% con ulteriori sconti per i giochi sviluppati tramite l’Unreal Engine. Trattenendo meno della metà di Steam o di altri store rende appetibile la propria piattaforma a chiunque voglia vendere i propri giochi digitali. E fin qui niente di male.

Lo aspettavamo come l’arrivo del Messia…

Ma non è tutto rosa e fiori. Questo curriculum così importante non può essere in alcun modo una giustificazione degli atteggiamenti di Epic e della qualità del suo Store. Nato dal launcher di Fortinte, l’EGS è ben lontano dal raggiungere anche solo la sufficienza di quello che ci si aspetta da un servizio di digital deliver. Niente salvataggi cloud, niente chat, recensioni, bachece, forum, achievement o altro. La possibilità di cercare i giochi all’interno dello store è stata una feature che al lancio della piattaforma non era nemmeno presente. Ok, nessuna piattaforma al lancio era perfetta ma qui mancano feature essenziali da parte di gente che fattura miliardi con Fortnite, dopo 15 anni di know how portato avanti dalla concorrenza. Non è accettabile ne tollerabile.

EGS è di fatto una piattaforma succulenta per i publisher, non certo per gli utenti e i consumatori finali. Come se non bastasse il fatto che Tencent, l’imponente holding cinese, controlli 40% di Epic, le enormi falle sulla sicurezza che hanno portato a ripetuti furti di dati e account e le accuse di vendere dati raccolti illegalmente ad agenzie vicine al governo cinese chiudono il quadro regalandoci uno spaccato in cui lo store di Epic fatica a guadagnarsi la fiducia da parte dei consumatori. Tralasciando le questioni ancora da verificare riguardo la raccolta illecita di dati sensibili da parte di Epic, la mancanza di sicurezza nella piattaforma è un dato di fatto e milioni di utenti lamentano violazioni del proprio account tra accessi illegali e furti di dati sensibili come codici della carta di credito.

EGS

Ultimo tassello è la contestata arroganza con cui Epic si è presentata sulla scena, “soffiando” titoli gia in vendita su Steam. Ogni piattaforma ha le sue eslusive. Origin porta i titoli first party di Electronic Arts, Steam ha i suoi Dota, Counter Strike&Co., Battle.net i titoli Blizzard… Qui però il discorso è diverso, con Epic che compra esclusive di terze parti. Esemplare è il caso di Metro Exodus, in vendita su Steam e ritirato dallo store a poche settimane prima del lancio per diventare esclusiva temporale di un anno su EGS. Anche Ubisoft ha scelto di dare l’esclusività di The Division 2 allo store di Epic, così come 2K con Borderlands 3. L’accusa che viene mossa ad Epic è quella di portare avanti una concorrenza sleale. E no, i publisher non scelgono di pubblicare in esclusiva su EGS perchè le royalties sono più basse. Altrimenti tutti venderebbero solo su Discord che le ha addirittura al 10%. Si continua a pubblicare su Steam perché è la piattaforma più popolata, più fornita e con uno sviluppo di servizi e cura all’utente di 15 anni, lontano dalla perfezione, certo, ma con feature e funzionalità che mancano ancora alla concorrenza. A loro volta i publisher stanno iniziando a scegliere di pubblicare su EGS perché Epic stessa compra a suon di cash (d’altronde i soldi fatti con Fortnite, visto che non vengono investiti in sicurezza e servizi, dovranno essere impegnati in qualche modo, no?) l’esclusività dei titoli. Il monopolio di Steam è un monopolio indiretto, si è creato con il tempo perchè era l’opzione migliore rispetto alle alternative e non ha mai pagato nessun publisher per pubblicare i giochi sulla propria piattaforma. Al contrario di Epic.

Epic, come abbiamo detto, manca di una serie di feature addirittura essenziali. La concorrenza fa bene al mercato ma solo quando il vantaggio è sia del produttore che del consumatore. Epic non offre un servizio migliore della concorrenza, anzi. Non offre nemmeno servizi diversi o innovazioni, prezzi più bassi o altro. No, l’unica cosa che offre sono i propri titoli (assolutamente legittimo) e le eslusive delle terze parti comprate a suon di cash (un po’ meno legittimo). Io, come user, come consumer, non scelgo Epic Games Store per convenienza, comodità o servizi. Sono costretto a sceglierlo consapevole del servizio atroce e delle falle nella sicurezza se voglio giocare ai titoli a cui sono interessato. Quello che si sta chiedendo è di dare gli estremi della propria carta di credito e gli altri dati personali a uno store che si è dimostrato in questi mesi fallace sotto ogni punto di vista sulla sicurezza. Solo perché ha scelto di comprare pagando le eslclusività dei nostri giochi preferiti. Questo è un ricatto che va oltre le logiche a cui il gaming su PC ha sottostato per anni.

Getting mad >:C

Quello che Epic fa è favorire solo e soltanto il publisher, offrendo servizi di gran lunga peggiori e scadenti agli utenti. E le ultime parole di Tim Sweeney, CEO di Epic, confermano che la strada intrapresa continuerà su questa direzione. Ottenendo user base con i ricatti e non fidelizzandola tramite servizi e qualità.

Rendiamoci conto, Microsoft ci ha provato per anni a imporsi nel mercato PC tra Games for Windows Live prima e il Microsoft Store poi. E abbiamo visto tutti come è andata a finire. Microsoft alla fine ha ceduto e ora Halo: The Master Chief Collection arriverà su Steam. Non su PC Win10, su Steam. Perchè? Per i motivi che abbiamo elencato prima. Bacino di utenza, servizi e qualità. Microsoft. Con Halo. Su Steam. Non credo ci sia molto da aggiungere a riguardo.

Alcuni di noi dicevano che questo giorno non sarebbe mai giunto, che cosa diranno adesso?

Quello che ha fatto 2K è prendere una saga leggendaria che deve un successo enorme anche grazie a Steam e al mercato PC e sbatterla su una piattaforma atroce solo per guadagnare qualcosa in più grazie alle royalities al 12%. Una pura questione di ingordigia che calpesta una delle community su Steam più grandi e prospere. Borderlands 2 è il sedicesimo gioco per vendite sullo store di Valve con più di undici milioni di copie vendute. 11 milioni, ci rendiamo conto quante siano? Quando è stato annunciato Borderlands 3 la Handsome Collection è schizzata in vetta alle classifiche di vendita su Steam e da giorni è al primo posto, addirittura sopra Sekiro, ancora fresco di uscita. Ed è questo il modo di ripagare il supporto e la fedeltà di una community? Il successo di Borderlands l’ha fatto Steam e la sua utenza, è una questione di continuità della saga, di rispetto verso la community che è composta sì da fan ma anche da utenti e consumatori. Ed è anche comprensibile che si sia scatenato il review bombing sotto i titoli della saga di Borderlands su Steam, proprio da parte dell’utenza che si lamenta della decisione di portare il terzo capitolo su EGS. Un’azione certo non eticamente corretta che è andata incontro a provvedimenti da parte di Steam stessa ma che mostra la portata del malcontento all’interno della community.

Sono dieci giorni che la Handsome Collection è in vetta ai titoli più venduti su Steam

Visto che farsi mettere i piedi in testa non piace a nessuno, ne tantomeno essere traditi in questo modo, l’invito è di non preordinare Borderlands 3 nella sua versione PC per Epig Games Store. Twitter, Reddit, il forum stesso di Gearbox… La community di Borderlands su PC è enorme, 11 milioni di giocatori su Steam sono un numero allucinante, mancano ancora sei mesi all’uscita del gioco e forse le cose si possono ancora cambiare, arrivando ad una relase contemporanea anche su Steam. Sogni? Forse, ma la speranza è sempre l’ultima a morire. Per Borderlands 3, per noi utenti.