Dopo aver introdotto i nuovi strali al combattimento, dopo alcune ore di volo nei pressi delle cascate di Bastion e dopo aver assaggiato anche alcune strane prelibatezze, giungiamo a ridosso del lancio ufficiale di Anthem. Grazie all’accesso anticipato concesso da Electronic Arts, attraverso il canale abbonamento di EA Access e Origin Access (rispettivamente per console Xbox One e PC), molti utenti hanno potuto provare il titolo con qualche giorno di anticipo. Mentre la stampa è impegnata con la recensione completa dell’ultima fatica di BioWare, la community già ha mosso le prime sensazioni, confermando a grandi linee ciò che l’esperienza di Anthem ha donato in queste ore.

Si tratta sostanzialmente di opinioni da parte di giocatori, che facenti parte della stretta cerchia, ha avuto l’occasione di testare con mano una versione differente dalla precedente demo. Inutile affermare che l’hype è ancora in corso, per chi ovviamente attende con trepidazione il prossimo 22 febbraio, ma in un certo qual modo la curiosità non è scemata, neppure tra coloro che hanno passato decine di ore solcando i cieli di Bastion con il loro Strale preferito.

Anthem

BioWare ha da sempre curato l’aspetto narrativo, punto focale di ogni esperienza videoludica fornita, ma con Anthem gli aspetti più divertenti del gameplay tentano di attirare l’attenzione. Il gunplay giocherà una parte fondamentale nel panorama di Bastion, dove sarà possibile coniugare dinamismo e strategia al tempo stesso, come cita in maniera stringata Stefano Fappiano con Libertà di movimento!!, facendo il paio all’affermazione di Azhi Dahaka dove Bug a parte mi ci diverto un sacco, il sistema di movimento mi piace, e lo shooting pure, unica nota negativa i millemila filmati e i dialoghi a volte tediosi e chi, come Alessandro Paganoni, reputa il tutto come Fase beta. Sembra proprio che l’evoluzione di quanto intravisto su Mass Effect Andromeda abbia dato i suoi frutti, ma dal punto di vista tecnico, Anthem non sembra esente da difetti e a ricordarcelo c’è Matteo Mainardi che puntualizza come Siamo nel 2019 e ci sono più caricamenti che nemici.

Sembrerebbe infatti che uno dei punti deboli di questo Anthem sia relativo all’attesa che intercorre tra una spedizione ed il termine di questa, oltre ai vari intermezzi che ci fanno pregustare la trama. Come sentenzia Antonio Marrapese Barr sui Troppi caricamenti, facendo eco alla voce di Sifu Mattia Miani per Bug e caricamenti e Simone Fornasini con Quoto sui caricamenti….. Davvero troppo segmentato. Missioni banali…. Almeno destiny erano a step…. Per il resto ok. Non manca invero anche qualche commento ironico per stemperare gli animi, come Luigi Testa insegna che Anthem È un grande gioco che si sta caricando.. Prima o poi sarà disponibile. Alcuni utenti invece hanno proprio dimostrato una vena di delusione per quello che è stato mostrato fino ad ora, magari con aspettative differenti o che non ha saputo riscuotere appieno l’hype provato inizialmente. Ne è la prova il buon Mattia Clemot con il suo pensiero traducibile in meh, sono un po’ deluso honestly, pensiero condiviso in parte da Salvatore Perugino definendolo Noioso troppi caricamenti troppi dialoghi missioni alla Monster Hunter vai fai ciò che devi fare e torni alla base bah….non mi convince molto per il momento.

Alla base sembra che non tutti stiano apprezzando la scrittura dei dialoghi, troppo lunghi e logorroici che avrebbero potuto godere di un maggior taglio in fase finale, rendendo una conversazione più longeva di quanto potesse essere. Tale scelta non sembra appagare qualche giocatore come ricorda Ivan Anto proprio con Dialoghi troppo lunghi, caricamenti infiniti, e al forte si cammina troppo lenti. Ma al netto di problemi tecnici, bug e alcune minuzie da sistemare in corso d’opera, c’è comunque chi attende con trepidazione o ha già trovato il prossimo titolo al quale restare incollati, come lo definisce Victor Koichi Papagna nella sua personale opinione La droga che aspettavo.

Molto interessanti invece le riflessioni di Alberto Ferrara, il quale si prodiga in un’analisi preliminare che rispecchia comunque appieno quanto l’anima di Anthem gli abbia donato e che La parola sarebbe “Viaggio”, premetto che non posso negare la presenza di alcuni bug e caricamenti lunghi che ogni tanto sono una noia, però d’altronde sono cose normalissime a mio avviso nei primi giorni di gioco e soprattutto facilmente fixabili quindi nulla di assurdo. Ma passando ai fatti seri, ogni npc ha una sua caratterizzazione che vuoi o non vuoi te lo renderà simpatico o antipatico rispecchiando tipici archetipi di personalità. Le ambientazioni sono indescrivibili, ti immergi in un universo semplicemente fantastico ed é qui che comincia il “viaggio”, tra rovine immense, panorami mozzafiato, abissi sconosciuti e chi più ne ha ne metta. C’è una lore pazzesca dietro ogni cosa, per un malato del genere come me é oro colato, ogni piccola nota da aggiungere al codex fornisce un dettaglio, una curiosità in più sul mondo pieno di misteri di Anthem, il tutto accompagnato da una colonna sonora che francamente lasciatemelo dire, é una delle migliori degli ultimi anni. Personalizzazione dello strale pressoché infinita, difficile trovare uno strale uguale ad un altro, ci sono veramente tantissime opzioni per la colorazione e la scelta dei materiali. Possibilità di configurazioni di armamenti anche lì vastissime grazie a perk multipli che ti fanno restare mezz’ora nel menù solo per poter decidere qual è la combinazione più letale da usare per massimizzare l’efficacia secondo il proprio stile di combattimento. Il gameplay é divertentissimo, difficile annoiarsi per le meccaniche di gioco. Storia non ancora completata quindi non posso fare conclusioni a riguardo ma siamo sulla giusta strada anche lì fino ad ora, mai banale, con momenti intenso ma anche divertenti sempre grazie ai fantastici npc. Concludo inoltre dicendo che c’è un piano carico di aggiornamenti che non faranno altro che aggiungere contenuti ad un gioco che per me promette veramente tanto, non lasciamoci intimorire dalle prime settimane di gioco ma godiamoci il “viaggio”. Vi è quindi un certo entusiasmo ed una fiducia che a BioWare va comunque concessa, sostenendo il lavoro degli sviluppatori come anche rimembrato da Micola D. Azzinnaro ed il suo pensiero conclusivo sintetizzato in Allora giocandolo in totale libertà, è Figo volare, l’ambientazione è fatta da dio, ci sono alcuni paesaggi che con il giusto gioco di luce creano uno sfondo perfetto, però seriamente nemici scarsi, ia poco intelligente, non ho ancora avuto modo di testare il livelli di difficoltà più alti quindi non posso giudicare del tutto, comunque Anthem una grossa fetta di pubblico pagante lo deve al volo, senza questa possibilità metà della community avrebbe giocato ad altro, nel complesso lo paragonerei ad una pizza, la mangi, e buona, ma lo fai quando non hai altro, molto speranzoso comunque sia.

La community dimostra varie sfaccettature, alcune molto critiche (e costruttive) altre entusiastiche. Non ci resta che attendere il prossimo 22 febbraio, quando tutti i giocatori potranno assaporare la storia di Bastion e dei suoi specialisti, compreso il potere dell’Inno e i sotterfugi del Dominio.

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