Lara Croft e il mondo di Tomb Raider compiono 23 anni: come regge l’universo dell’avventuriera inglese il confronto con il tempo che passa? Tra videogiochi e film, la sua fama non accenna a diminuire, anche se l’occhio attento della critica è sempre pronto a giudicare i numerosi prodotti della saga.

Tomb Raider: videogiochi, espansioni ed aspettative

Il 22 gennaio uscirà anche in Italia “The Nightmare”, la terza espansione di “Shadow of the Tomb Raider”, il più recente gioco della terza serie di avventure per PC, PlayStation 4 e Xbox One con protagonista Lara Croft, la giovane eroina della saga Tomb Raider. La prima impresa di Lara Croft risale al 1996: nel videogioco di Eidos Interactive sviluppato da Core Design l’archeologa inglese si reca in Perù per cercare un antico artefatto e deve affrontare vari pericoli e peripezie di ogni genere, rischiando la morte tra trappole e acrobazie incredibili. Da quel momento sono ormai passati 23 anni, nei quali Lara è sempre rimasta la protagonista di avventure adrenaliniche, che hanno preso direzioni diverse e che ad oggi risultano suddivise in tre serie di giochi (sei la prima, tre la seconda e tre la terza, quella attuale) e relative espansioni. Visto l’enorme successo internazionale della saga, il franchise dedicato all’esploratrice avventuriera si è spostato dal mondo dei videogiochi a quello del cinema e ovviamente del merchandising: basteranno le tiepide recensioni della terza serie a incrinare anni e anni di fama incontrastata? Allo stato attuale, inoltre, anche l’ultimo film con protagonista Lara Croft non ha soddisfatto la critica tanto quanto ci si sarebbe potuti aspettare: è iniziato il declino di un’eroina o sta semplicemente attraversando un momento di metamorfosi, come spesso accade a personaggi con tanti anni di storia alle spalle?

Tomb Raider

Il franchise di Lara Croft: videogiochi, intrattenimento, libri e fumetti

La domanda è legittima soprattutto considerando da quanti anni Lara Croft è sulla cresta dell’onda: dal 1996 ad oggi quello relativo a Tomb Raider si è rivelato un franchise immenso, con ben 12 episodi ufficiali (e relative espansioni) e sei episodi “gold” ufficiali aggiuntivi (“Tomb Raider: Unfinished Business”, “Tomb Raider II: The Golden Mask”, “Tomb Raider III: The Lost Artifact”, “The Times Exclusive Bonus Level”, “Tomb Raider Underworld: Sotto le ceneri” e “Tomb Raider Underworld: L’ombra di Lara”) per quanto riguarda il mondo dei videogiochi, e innumerevoli altri spunti e gadget in altri campi. Oltre ai videogiochi classici dedicati alle varie console disponibili sul mercato, infatti, sono presenti anche tre giochi per il dispositivo portatile Game Boy, rintracciabili su Eprice, due per N-Gage e sette per smartphone. Anche il mondo dell’intrattenimento ha tratto ispirazione dal personaggio di Lara Croft: la slot machine di Betway Casino dedicata all’eroina, “Tomb Raider”, è tra le più popolari e può essere giocata sia da computer che da smartphone grazie alla programmazione in HTML5. Lara Croft e il suo mondo sono stati trasposti anche in una serie a fumetti, dal titolo omonimo a quello della saga, grazie all’adattamento della casa editrice statunitense Top Cow Productions poi pubblicato in Italia dalla Panini Comics, ed una collana di libri, edita dal 2004 da Ballantine Books insieme ad Eidos, che però si discosta dalla trama ufficiale di videogiochi e film su Tomb Raider. Non mancano infine gadget di ogni genere, dalle Barbie ai modellini Funko POP, per arrivare a segmenti di target di ogni genere ed età.

Tomb Raider

Tomb Raider al cinema: tra incassi spettacolari e critica severa

Un capitolo a parte va di certo dedicato alla parte di franchise più di successo relativa all’universo di Lara Croft: i film per il grande schermo. La serie originale di lungometraggi è composta dai due episodi “Lara Croft: Tomb Raider” (2001) e “Tomb Raider – La culla della vita” (2003). Il primo, diretto da Simon West, è stato un grande successo ed ha incassato 275 milioni di dollari; il secondo, per la regia di Jan De Bont, ha incassato 156 milioni di dollari, ed è considerato meno valido nonostante la cifra altissima dell’incasso a fronte della spesa necessaria per la sua realizzazione di 95 milioni di dollari. Il terzo film sulle avventure di Lara Croft, “Tomb Raider”, è un reboot diretto da Roar Uthaug, ed è arrivato nel 2018, a 15 anni di distanza dall’ultimo film. Il lungometraggio ha però lasciato la critica meno entusiasta di come era invece atteso: “Tomb Raider” ha infatti sofferto anche per il recast dell’iconica attrice protagonista, Angelina Jolie, con la scelta della più giovane Alicia Vikander. Gli spettatori sono rimasti poco convinti, non solo per quanto riguarda lo svolgimento in sé del film ma anche per la riscrittura caratteriale del personaggio, più fragile e insicuro, ben diverso da come si è abituati a considerare Lara Croft. Sebbene gli incassi siano stati altissimi, 273 milioni di dollari circa, la nuova serie non ha quindi entusiasmato del tutto gli amanti della saga: ancora una volta spetterà ad un’eroina forte come Lara Croft l’arduo compito di convincere la critica, grazie alla propria autorevolezza e alle caratteristiche che contraddistinguono un personaggio così avventuroso, che negli anni ha fatto affezionare un ampio pubblico in tutto il mondo.

Tra alti e bassi, Lara Croft e il mondo di Tomb Raider hanno 23 anni di storia alle spalle: un temporaneo calo di interesse è dunque fisiologico, proprio come la ripresa che già li ha coinvolti in passato e che hanno superato, a partire dagli incassi al cinema dei film dedicati all’archeologa più famosa del mondo.