Nei mesi scorsi abbiamo visto trapelare molteplici informazioni sul nuovo titolo Square Enix fino ad arrivare alla demo “Episode Duscae“. I più affezionati fan della serie saranno rimasti non poco sorpresi dal nuovissimo (per la serie giapponese) gameplay action RPG che caratterizza il gioco, e lo stesso è stato per la community di internet legata alla serie Final Fantasy.

Il dibattito è più acceso che mai intorno a questo titolo, anche e soprattutto vista la delusione provata dai fan più di vecchia data dopo il tredicesimo capitolo della serie, e c’è chi è arrivato a sostenere che la Square Enix abbia venduto l’anima JRPG in favore di una Monster Hunterizzazione che porterebbe maggiori guadagni monetari.

E’ fuor di ogni dubbio che un gameplay action RPG con tratti TPS non sia qualcosa di abituale per la software house nipponica, tuttavia il direttore Tetsuya Nomura ha dichiarato che l’intento del team di sviluppo e del team artistico è quello di creare un’ambientazione che abbia molti punti in contatto con il mondo reale e che diventi dinamica e adrenalinica quanto basta per favorire l’immersione del giocatore in questa realtà virtuale.

Qual’è dunque il vero obbiettivo della software house, e cosa significa questo radicale cambiamento nel gameplay di una saga storica?

*personal opinion alert*

Probabilmente l’obbiettivo della Square Enix è quello di adattarsi a un mercato radicalmente cambiato negli ultimi anni, ma conoscendo il tipo di lavoro che viene solitamente svolto dalla società regina dei JRPG le aspettative sono di un gameplay familiare ma completamente diverso nel sistema di sviluppo dei personaggi e delle armi.

Si è sentita la mancanza nell’anteprima video rilasciata di uno sguardo approfondito al sistema di avanzamento e di crescita dei pg, ma in compenso la fluidità delle animazioni, la semplicità dei comandi e la naturalezza dei combattimenti ci fanno capire che lo sviluppo di questa piccola rivoluzione in casa Square è stato curato fin nei minimi dettagli e che il team di sviluppo è consapevole dei rischi di un’innovazione poco curata: finirebbe per essere scambiata con omologazione.

Inoltre le dichiarazioni di Nomura su un mondo di gioco contenente molti punti di contatto con il mondo reale fanno pensare al fatto che la serie Final Fantasy aspiri a diventare più di un semplice intrattenimento videoludico, essendo che nel corso del gioco ci saranno alcuni momenti di crisi mondiale che potrebbero fare riferimento a fatti realmente accaduti (anche se mascherati, ovviamente).

Chi scrive queste righe è fra le folte righe di chi non ha apprezzato Final Fantasy 13 a causa di un lavoro confusionario e che tradiva alcuni dei temi portanti della serie, quali caratterizzazione dei personaggi, libertà di navigazione nel mondo e sistema di sviluppo e commercio. Inoltre non mi è piaciuto il sistema di combattimento che è stato scelto per Lightning e compagni.

*end of personal opinion*

Final Fantasy XV si presenta come un titolo che farà parlare a lungo di sè, in bene e in male, e che potrebbe rappresentare la prima vera rivoluzione delle consolle next gen. Cosa che non deve obbligatoriamente piacere ai fan di vecchia data.