Che il mondo videoludico stia puntando sempre più sul fattore online è cosa ormai consolidata ed appurata. Da quando, grazie a Microsoft e ad Halo 2, nel 2004 avvenne il grande lancio del LIVE il gaming online su console si è sviluppato sempre più, andando a rappresentare una feature quasi essenziale all’interno del panorama videoludico moderno. I servizi online sono andati a migliorarsi negli anni e, dalla versione acerba del LIVE sulla prima Xbox, si è giunti ora a servizi completi, seppur in continuo miglioramento, dell’Xbox LIVE e del PSN. È anche prassi diffusa dare sempre più spazio alla componente online che a quella offline e single player, basta prendere come esempio i grandi giochi di massa, giochi in cui la campagna single player è ridotta all’osso ed inserita quasi solo a giustificare l’elevato prezzo al lancio, mentre tutte le risorse sono investite nel multiplayer. Destiny, Call of Duty, Battelfield, Titanfall… Sono solo alcuni dei nomi più noti. Destiny poi non è nemmeno possibile giocarlo offline, spingendo così totalmente sulla componente MMO.

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Online vs Divano

È quindi comprensibile per via di un fattore di mercato vedere come le Software House tentino oggigiorno di privilegiare l’aspetto online nei videogiochi. Eppure, giustamente a mio avviso, la notizia che Halo 5: Guardians, ammiraglia della Xbox ONE e attesissimo sequel della pluripremiata saga di Halo, non disporrà in alcuna forma dello split-screen ha scosso gli animi come un fulmine a ciel sereno provocando rabbia e sconcerto in una cospicua parte della community del gioco. Prima di continuare è necessario spendere due parole del perché questa notizia ha provocato una reazione tale. È utile prendere in considerazione proprio il brand di Halo come esempio di una tendenza ormai quasi totalitaria che punta ad annullare tutto ciò che è in locale per lanciarlo nell’online. Halo infatti, sin dal 2001, è stato uno dei promotori dello split-screen, che permetteva di giocare in sulla stessa console in 2 per la campagna ed in 4 per il multiplayer locale. Questa feature è diventata sin da allora uno dei marchi che hanno contraddistinto la saga, rimanendo un punto di forza sia su Xbox che su Xbox 360 per i vari capitoli pubblicati. Il fattore “divano”, che permetteva al gruppo di amici, o di famigliari, di sedersi davanti alla console di giocare insieme sullo stesso televisore è stata una delle caratteristiche proprie delle console che il mondo PC non ha mai saputo, o potuto, emulare. Possiamo infatti affermare che il divano e la sua funzione social è indubbiamente uno dei punti a favore del mondo console nella tristemente nota Console War.

Eppure il valore del divano e di ciò che rappresenta sta venendo sempre meno, soppiantato dalla componente online. D’altronde quando si ha la possibilità di giocare ciascuno sul proprio divano con gli amici online ed ottenere così il massimo della comodità e della resa grafica del gioco perché dover sforzare gli occhi nei riquadri dello schermo condiviso? Semplicemente perché la scelta non è tra il gioco online e lo schermo condiviso, l’uno non esclude l’altro. La possibilità di giocare in comodità online, magari anche in competitivo, non deve negare la possibilità di potersi ritrovare in una stessa stanza con amici per una serata all’insegna del divertimento e dei videogiochi. Senza contare le situazioni familiari, dove fratelli e/o sorelle condividono la stessa console, o genitori che giocano con i figli, accompagnandoli in questa importante fase del loro sviluppo personale. La soluzione sarebbe quella di comprare più console, e quindi più televisori, per poter giocare in famiglia o con amici? Forse è la soluzione ideale per chi produce le console e vende i giochi, non di certo per il consumatore.

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I “Cattivi”…

Le spiegazioni mosse da 343 industries, gli sviluppatori di Halo, sulla eliminazione dello splitscreen sono molto vage ed ambigue. Le motivazioni fanno rifermento a limitazioni tecniche ed alla volontà di mantenere l’intero gioco a 60fps. Chi gioca in split-screen non gioca certo competitivo ma lo fa for fun, in quelle occasioni tra amici o in famiglia che abbiamo sottolineato poco sopra, e quindi è disponibile all’accontentarsi di una riduzione del dettaglio grafico e del framerate. Ormai è diventato un tormentone l’espressione “la qualità di un gioco non la fa la grafica” ed allora perché rinunciare ad una caratteristica amatissima che ha fatto la storia di una saga per un problema grafico? Perché durante le sessioni split-screen il framerate potrebbe calare? Sembra quasi che sia un’enorme questione di pubblicità, dove Microsoft non può permettersi di dire che in sessioni splitscreen il suo gioco non mantiene i 60fps, come se fosse un’onta, una macchia imperdonabile. Tutti gli Halo precedenti alla Master Chief Collection giravano a 30fps e presentavano notevolissimi cali grafici durante lo split-screen a 4 giocatori e nessuno ha mai mosso critiche al lato tecnico del gioco per questo motivo. Mi chiedo quindi perché dovremmo farlo ora, perché l’abbassarsi della qualità grafica durante una sessione split-screen ci fa così paura? Siamo diventati davvero ossessionati dai numeri? Cosa altro siamo disposti a sacrificare per questi dannati 1080p e 60fps?

Io mi ritengo un grande fan di Halo, lavoro in una community dedicata a questo universo ed ho quasi sempre sostenuto le scelte e i cambiamenti che 343i ha portato e sta portando alla saga. Ho difeso il brand e riposto la mia fiducia negli sviluppatori persino nei momenti più bui ma questo… Questo lo considero un vero tradimento, una pugnalata alle spalle. E dire che prima del rilascio delle console next gen c’erano grandi aspettative anche per la co-op locale, viste le voci che vedevano addirittura 8 giocatori sulla stessa console. Le console poi non si sono rilevate ciò che ci si aspettava ma l’eliminazione dello split-screen è forse un limite tecnico delle console? No e dopo vedremo il perché. Sacrificare questa componente sociale, così ricca di calore e di condivisione, del sedersi accanto ad amici o famigliari per divertirsi in compagnia senza dover essere separati da chilometri nel gioco online in nome di una mera manovra commerciale lo trovo di una tristezza infinita e mi genera quantità di rabbia affatto non indifferenti.

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…ed i “Buoni”

343 industries in questo caso è l’esempio negativo di una piega che il mercato sta prendendo, di annullare le relazioni e rilegarle interamente all’aspetto online e della disponibilità di sacrificare importanti features in nome di una migliore qualità grafica. D’altro canto però abbiamo anche un esempio positivo in questa storia, un peso non indifferente nel bilanciere tra il bene ed il male. Come stiamo diventando poetici.

Battute a parte, la figura positiva che ho scelto non poteva che essere una: Gearbox. Se da una parte con 343i abbiamo assistito al progressivo smantellamento dello split-screen, Gearbox al contrario ha incentrato la sua campagna pubblicitaria proprio sulla figura del divano e della campagna co-op a quattro giocatori. Basta vedere uno dei trailer della Handsome Collection, contenente il remastered di Borderlands 2 e la versione next gen di Borderlands The PreSequel, per rendersi conto di come la co-op a 4 giocatori venga considerata fondamentale per la community stessa. Il senso di community e di passione che si percepisce guardando gruppi di amici, spesso in cosplay, giocare insieme sullo stesso divano è qualcosa di meraviglioso.

Ed è proprio questo quello a cui punta Gearbox. Incrementando lo split-screen da 2 a 4 giocatori in locale cerca appunto di contribuire all’unità ed alla coesione della propria community, venendo incontro ai desideri ed ai bisogni della stessa. È stato necessario sacrificare la possibilità di giocare online per permettere la co-op a 4 giocatori? No. È stato necessario azzoppare il comparto tecnico abbassando il dettaglio e le prestazioni durante lo split-screen macchiandosi così della vergogna di avere un gioco non a 1080p e 60fps? No. È stato necessario stringere un patto con il diavolo? No. Gearbox è la palese dimostrazione che lavorare bene e produrre giochi di prim’ordine sotto tutti gli aspetti si può. Qui non si parla di gusto personale riguardo ad un prodotto ma dell’effettiva qualità professionale di una Software House, la quale eccelle anche nel comparto tecnico e nella ottimizzazione, vista anche la fluidità della co-op a 4 giocatori della Handsome Collection. La questione split-screen non è quindi un limite tecnico delle console ma più che altro la non volontà di investire risorse da parte di molte Software House in una feature purtroppo non ritenuta più importante.

https://www.youtube.com/watch?t=14&v=Wxghb_VPGic

Il mondo del gaming online è indubbiamente una delle più grandi conquiste del settore, che ha permesso la capillare espansione della cultura videoludica e ha dato la possibilità di aumentare esponenzialmente le strade percorribili. Tuttavia ciò non deve soppiantare quello che la figura del divano è stata, chiaro simbolo di socialità e di condivisione di un medium così fantastico come quello videoludico. Perché giocare online è una splendida cosa ma anche condividere un’esperienza con accanto gli amici, la famiglia, il partner o chi altri non è certo da meno. Le innovazioni del futuro non devono distruggere le grandi conquiste del passato.