Esistono nomi nell’immaginario collettivo in grado di scatenare intere platee.
Il più delle volte si tratta di vecchi miti, antichi visionari, capolavori che hanno segnato un’epoca. Se ne professa il ritorno, una rivisitazione o un prolungamento di vita.

Foste entrati qualche settimana fa in una qualsivoglia community di giocatori e aveste chiesto quali fossero gli annunci più desiderati, alle porte della fiera più importante dell’anno, in molti avrebbero risposto in coro i titoli più arcinoti: Half Life 3! Shenmue 3! Final Fantasy 7 Remake! Il nuovo Zelda! The Last Guardian! Kotor 3!

Negli anni le speranze si sono ripetute e puntualmente sono state disattese. A un certo punto ti rassegni, magari perseveri nel desiderio recondito, quasi temendo l’altrui scherno per la tua ingenuità. Ma i miracoli possono presentarsi, prima o poi…

Tutto ha inizio così

 

 

The Last Guardian non è mai morto, ha sempre assicurato Yoshida. I timori di un vapore, tuttavia, non sono mai scomparsi – considerata l’assenza di Ueda sul palcoscenico dal lontano 2008.
In fondo è una storia che si ripete: Ico doveva approdare su PS1 ma venne rimandato alla piattaforma successiva.
Shadow Of The Colossus mantenne i suoi impegni tecnologici quasi per miracolo. L’ultimo Guardiano ripete la storia – Ueda, evidentemente, è uno che pensa almeno una generazione avanti, e non ama certo i compromessi.
Questo causò delle divergenze interne, portando quasi a una rottura tra il gamedesigner e la sua compagnia. Ma alla fine The Last Guardian è concreto, esiste, pare mantenere l’aspettativa di portare gli echi dei precedenti lavori magistrali. Con un sorriso bonario, Fumito Ueda viene presentato, viene indicato, lui si rivolge al pubblico in festa e sono applausi, sincere dichiarazioni d’affetto di chi, in fondo, ti perdona la prolungata attesa.

 

Poi succede che…

 

 

Sì, proprio così. Final Fantasy 7 deve occupare un posto particolare nei ricordi di molti giocatori Playstation.
Chissà quanti tra i presenti in sala se lo sono goduto da fanciulli, custodendone preziosa nostalgia.
E la nostalgia, si sa, è una delle armi più devastanti: a lungo un Remake è stato decantato dai fan. A lungo Square-Enix ha ignorato. Pareva la volta buona durante lo scorso Playstation Experience; invece la beffa, viene presentato un semplice porting in alta definizione.

Nelle parole del narratore fuori campo: “Alla fine, la promessa è stata mantenuta”.

Ancora, applausi deliranti in platea.

Fossero finiti gli annunci eclatanti, sarebbero state comunque due bombe. Eppure…

 

 

Shenmue è stato il progetto più ambizioso di Yu Suzuki e della storia di SEGA. I costi elevatissimi e il modesto ritorno economico ne sancirono il crollo.

Per 14 anni siamo rimasti sulle corde di quel “Story goes on…”  alla fine del secondo capitolo. Non si vedevano vie d’uscita: qualcuno di grosso, magari una Major tra Sony, Microsoft e Nintendo doveva prendersi l’onere dei costi di sviluppo, assicurandosi l’esclusività del progetto.
Poi arriva l’epoca di Kickstarter e toh, si riaccende la speranza.

La campagna debutta con enorme successo, raggiungendo il goal dei due milioni in meno di 18 ore.

Quando Yu Suzuki sale sul palco, alcuni portano le mani ai capelli dall’incredulità…

 

 

Quasi ti dimentichi che un grande studio interno come Guerrilla lavori a una nuova IP

 

 

Dai creatori di Killzone, l’improbabile Halo-Killer, non ti aspetti un progetto così esotico. Una sorta di Monster Hunter che attinge al celebre Viaggio in Occidente, un futuro remoto che sa di passato, dove l’uomo moderno assurge a Miti lontani.
La dimostrazione è robusta, promette buone dinamiche ludiche, perizia tecnica. Un senso di novità al solo vedere dinosauri cibernetici lottare per un imprecisato, misterioso discorso di equilibrio tra macchina e biologia, in un contesto che mescola passato e futuro con totale disinvoltura.

Passato e futuro, appunto.
Per stessa ammissione dei dirigenti, Playstation 4 non ha una grande lineup per il 2015.
La conferenza Sony è stata tutta questione di spettacolo e annunci di sensazione, il rispolvero di vecchie glorie; per certi versi, quel trittico delle meraviglie –  The Last Guardian, Final Fantasy 7 Remake e Shenmue 3 –  è come un ritorno del Giappone maiuscolo, quello che molti giocatori ricordano con malinconia. Ma quando vedremo concretamente tutto questo? Si parla di 2016, magari 2017. Date lontane.
E che tali progetti si rivelino all’altezza, ovviamente, è tutto da dimostrare. Ma la fiducia non manca.

Con un pizzico di ingenuità, molti giocatori possono considerare la conferenza Sony uno degli spettacoli più sensazionali degli ultimi anni. Un evento che difficilmente si ripeterà. Tuttavia non possiamo fare a meno di notare anche una certa furbizia, una corsa ai ripari di fronte una tabella di fine anno tutt’altro che ricca, giocata su un Hype ancora troppo distante.

Al di là delle grandi release, sul fronte mid-budget e indie la carne al fuoco non manca. No Man’s Sky, di cui potete leggere la nostra analisi preliminare, non finisce di incuriosire per la sua portata concettuale. Dream di media molecule potrebbe essere l’erede spirituale di Little Big Planet, puntando ulteriormente sulla creatività dei giocatori. Firewatcher lo teniamo assolutamente d’occhio, sperando di potervi raccontare di più in proposito nelle settimane a seguire.
Poi c’è Everybody’s Gone To The Rapture che attendiamo al varco. Ci sono dettagli taciuti come la non poco rilevante lavorazione di un nuovo Nier negli studi di Platinum Games. Il reboot di Ratchet & Clank. La ribadita partnership con Activision per i contenuti esclusivi di Destiny e, questa volta, anche del prossimo Call Of Duty; nulla di sconvolgente, ma bisogna segnalarlo.

Insomma, l’appuntamento è al Gamescom di Agosto per ulteriori dettagli. E soprattutto al Tokyo Game Show, con possibili sorprese in serbo da Square-Enix e Atlus.

Prima di lasciarvi, comunque, è opportuno ribadire una certezza. Uncharted 4 sta venendo su molto bene.