La Gamesweek di Milano ci ha fornito un resoconto piuttosto dettagliato sul trend del mercato videoludico di questi ultimi mesi, in particolar modo sul panorama Indie Italiano.
Sebbene sia stato un evento molto povero di novità per quanto riguarda i titoli più importanti, il palcoscenico degli Indie è stato ricchissimo di piacevoli sorprese.

Lo spazio dedicato agli sviluppatori indipendenti durante la Gamesweek 2016 di Milano era davvero ridotto al minimo, e vista la quantità e la qualità dei titoli proposti, ci saremmo aspettati che fosse dedicato più spazio e risorse per questi coraggiosi sviluppatori. Inoltre la ressa presente presso lo spazio organizzato dall’Aesviche sostiene anche l’indie italiano, dimostra ampiamente quanto siano interessanti.

I titoli presenti alla fiera erano più di 30 e la stragrande maggioranza di loro ci ha letteralmente folgorato: per le idee innovative, per la spettacolare realizzazione tecnica, per l’approccio grafico originale, per la capacità di riciclare idee vecchie e renderle attuali ma sopratutto per la passione e la competenza dimostrata e percepita.

Oltre a sentirci estremamente orgogliosi di questi ragazzi, vogliamo fare eco alla loro voce e dimostrare che siamo attenti anche a questo particolare settore del videogame. Non servono milioni di euro di investimenti per regalare un emozione e non è necessario avere un nome da tripla A per regalare ore di sano divertimento. Questi ragazzi lo hanno dimostrato e tutto ciò è stato reso possibile anche dal supporto di aziende importanti che mettono a disposizioni gli strumenti adatti a realizzare questi piccoli grandi sogni: Steam, ad esempio, ed il comparto indie di Microsoft [email protected].

Motori grafici come Unity e Unreal Engine rendono più rapido lo sviluppo e si guadagna tempo da investire nelle idee e nei contenuti. Ovviamente la piattaforma più gettonata per la pubblicazione rimane sempre Steam, sia per la facilità di sviluppo che per il bacino di utenza, molto più predisposto ad apprezzare questo tipo di giochi. Inoltre Steam, insieme a Microsoft XBox ([email protected]) hanno ben capito le potenzialità di questi sviluppatori e l’hype, che accressce dalle loro stravaganti idee, possono generare.

Voodoo – Brain in the Box

Voodoo è il classico esempio di come idee già viste possano essere riproposte e rivisitate per regalare ancora grandi emozioni. Nel titolo dei ragazzi della Brain in The Box, indosseremo i panni di un guerriero primitivo, quando ancora si viveva in simbiosi con la natura e il concetto di Divinità era fortemente presente.

Il gioco è liberamente ispirato al capolavoro per Playstation: Shadow of the Colossus e come tale, propone meccaniche affascinati. Il gameplay e lievemente differente rispetto al titolo per PS; in Voodoo i combattimenti con i colossi, saranno decisamente più impegnativi e dovremo fare molto affidamento alla nostra capacità di elaborazione e improvvisazione.

Nella versione presente alla Gamesweek il nostro alter ego poteva contare su 3 tipi di armi, una delle quali era un arco. Avremo a disposizione un attacco pesante e uno leggero e non manca la parata con lo scudo e la schivata: un classico approccio alla Dark Soul. Nella versione finale potremo personalizzare non solo l’aspetto del nostro personaggio, ma è persino previsto un leggero crafting per migliorare le nostre armi e difese.

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Il Design dei mondi open world è molto affascinante e, nonostante sia piuttosto minimalista, riesce a dare una forte sensazione di credibilità. Sarà presente una versione multigiocatore online fino ad 8 o 12 giocatori, e la collaborazione tra i vari eroi sarà indispensabile per abbattere i Giganti più impegnativi. Molto evocativa e perfettamente amalgamata al gioco è la colonna sonora, almeno nel mondo che abbiamo potuto provare.

Il gioco ha un approccio immediato e non richiede particolare predisposizioni per poterlo affrontare con profitto. Nella versione che abbiamo provato non erano presenti difetti di alcun tipo e i giganti avevano il giusto carattere per dare al combattimento quella necessaria sensazione di “epicità“.

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Non siamo riusciti a trovare difetti o lacune evidenti, segno di una cura ai dettagli quasi maniacale. Complimenti ai ragazzi di Brain in The Box e ci riserviamo di provarlo più avanti per saggiare di nuovo le qualità di questo promettente titolo. Ci sarebbe piaciuto una compatibilità con il pad, in modo da renderlo più alla portata di tutti.

All Star Fruit Racing – 3DClouds

All Star Fruit Racing è un kart racing game liberamente ispirato a Mario Kart e dal cast completamente al femminile, dove la frutta è la protagonista assoluta. Nella versione definitiva possiamo contare su 9 Pilote (adesso la Crusca mi bacchetta), 4 Scuderie, ben 20 Tracciati per 5 categorie (4 stagioni più una speciale) e 3 modalità di gioco: Singleplayer, Multiplayer e Online.

Nella versione provata alla Gamesweek erano presenti poche scelte, sia come tracciati che giocatrici ma tutte piuttosto originali. Il tema della frutta è onnipresente, e non caratterizza solo i veicoli o gli oggetti di gioco; creature, paesaggi, ostacoli e fondali, tutto richiama il tema della frutta, rendendo il gioco una macedonia di colori (peccato non di sapori).

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A rendere la corsa più imprevedibile e divertente vi è il sistema di raccolta della frutta: ogni pilota deve passare attraverso dei frutti presenti sul tracciato. La frutta raccolta viene mixata per riempire un Tank del kart. In base al numero di Tank riempiti, il giocatore può lanciare (come delle Ultimate) quattro mosse diverse. Se li riempie tutti può eseguire la mossa Special, unica per ogni pilota, che ha un impatto reale sulla corsa ed è il cuore pulsante del gameplay.

Il gioco ha una dinamica piuttosto frenetica e si lascia giocare con una facilità disarmante, le meccaniche sono da tipico gioco arcade ed è di facile apprendimento anche per il pubblico più giovane. Nella versione provata ci siamo destreggiati abbastanza bene nei tracciati, e non abbiamo rilevato problemi di sorta. Ottima l’ottimizzazione del motore grafico e fisico.

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La colonna sonora è simpatica e frenetica anche se non molto originale. Le mappe e lo stile dei tracciati dimostrano quella dose di carattere sufficiente per non annoiare, e la scelta di percorsi alternativi potrebbe ribaltare le sorti di una partita in pochi istanti.

Nella versione completa troveremo anche le personalizzazioni dei veicoli che, sebbene non influenzeranno le prestazioni in pista, daranno il giusto senso di varietà necessario dopo le prime ore di gioco.

In ogni modo ci è piaciuto parecchio il lavoro dei 3DClouds, e ci auguriamo che il loro gioco esca presto!

 

Lantern – Storm in a Teacup

La maggior parte dei titoli presenti sul “palco” indie hanno visto molti sviluppatori debuttare e portare il loro primo titolo. Non è il caso di Storm in a Teacup, già presente sul mercato con il loro primo titolo N.E.R.O., premiato al Drago d’Oro 2015 come miglior indie. Come già ci ha insegnato, l’obiettivo di questa nuova software house è l’impatto emotivo, forte e coinvolgente, in ogni loro prodotto. La stessa sensazione permane con Lantern, in uscita questo novembre per Steam, con supporto per HTC Vive e Oculus Rift, di cui abbiamo avuto la possibilità di provare in prima persona proprio a Milano.

In questo secondo titolo, vestiremo i panni di una tipica lanterna cinese, e voleremo in uno scenario orientale privo di colore, per riportare gioia e vita al mondo che attraverseremo.

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“C’era una volta una principessa molto triste. Si sentiva così infelice che tutto intorno a lei è diventato grigio e senza vita, e tutto il paese è stato privato di colore e di gioia. La nostra favola inizia quando un’unica, solitaria lanterna fu accesa in un villaggio lontano… “

Per quanto basilare sia il gameplay e la trama semplice, il titolo ci porta non sulla difficoltà in sè ma in un viaggio, tra quattro location che hanno perso la loro vitalità. Il punto cruciale è proprio questo: relax. La dolce colonna sonora che contraddistingue i diversi mondi, uniche per ognuno, ci accompagnano e ci immedesimano in questa avventura dal potente impatto emotivo. Si, emotivo, perchè portare di nuovo la gioia ed il colore non potrà che strapparvi un sorriso, soprattutto quando la nostra Lanterna avrà accumulato energia e potremo assistere ad una vera e propria esplosione di colori. 

Non vediamo quindi l’ora di esplorare tutto il mondo che Storm in a Teacup ci ha regalato per poter anche noi portare il nostro messaggio di amore e gioia nelle lande che custodiscono la povera principessa.

 

Daymare 1998 – Invaders Studios

Un altro studio invece fa il suo debutto con il loro primo prodotto. Si tratta di Invaders Studios con Daymare: 1998, un horror in terza persona che ha suscitato l’interesse, non solo nostro, ma dei tanti gamers che hanno partecipato alla Gamesweek di quest’anno. Sviluppato su Unreal Engine 4, questo titolo ci riporta alle atmosfere shooter degli anni ’90 ma non con il classico horror game, che alla lunga può risultare scontato e banale.

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Una delle ragioni principali sta nella difficoltà, personalmente testata da noi, e vi assicuriamo che non è assolutamente una passeggiata ma molto, molto, molto impegnativa. Dovremmo richiamare molta attenzione sulle nostre concentrazione, lavorando di logica e strategia e soprattutto a saper sfruttare tutte le risorse a nostra disposizione. Capire la vulnerabilità del nemico, saper impiegare al momento giusto e nel modo corretto le munizioni in nostro possesso, il tutto accompagnato da una colonna sonora coinvolgente; questi sono i principali punti che si notano fin da subito nei minuti che abbiamo avuto a disposizione per metterlo alla prova.

Piacevoli anche i piccoli riferimenti alla cultura pop ed ai richiami della generazione 90, in cui possiamo cogliere l’attenzione al dettaglio con cui è stato curato il titolo, di cui non vediamo l’ora di poterne scoprire altri. Per quanto il genere sia molto presente sul mercato, Daymare 1998 merita sicuramente una nota di merito, riuscendo a diversificare ed a richiamare attenzione su questo genere. 

 

The Way of Life – Cybercoconut

Nato durante la Global Game Jam 2014, lo studio CyberCoconut ha portato a Milano The Way of Life, ispirato dal tema “non vediamo le cose per come sono, ma le vediamo per come siamo”. La risposta a questo quesito è un titolo che fa rivivere al giocatore le stesse esperienze di vita dal punto di vista di 3 personaggi di età differente: un bambino, un adulto e un anziano.

A contraddistinguere le tre differenti generazioni sarà l’impatto sul gameplay, le meccaniche di gioco ed ovviamente il punto di vista del giocatore, portando l’esperienza ad un realismo più attinente possibile. Per non privarvi di questo tipo di esperienza vi invitiamo a provarlo su Steam, così da provare voi stessi, sulla vostra pelle, l’esperienza di gioco e non forviarvi preventivamente.

 

Blind – Tiny Bull Studios

Altro titolo nato durante la Global Game Jam, stavolta del 2015 tenutasi a Torino, Tiny Bull Studios ci regala Blind, un thriller psicologico con protagonista una ragazza che si risveglia in un luogo a lei sconosciuto ed accorgendosi di essere diventata cieca.

Inizia così la nostra avventura, immedesimandoci grazie alla realtà virtuale, cercando di scoprire cosa sia successo e dove ci troviamo, orientandoci grazie all’uso di un bastone, che a contatto con l’ambiente circostante, illumina tutto ciò che ci circonda per alcuni secondo. Il contrasto con il bianco degli oggetti e l’oscurità che ci avvolge è un impatto notevole grazie ai VR, e ancora più surreale con le note che ci accompagnano. Ci sentiamo fin da subito coinvolti nella storia, con la voglia di voler scoprire cosa è successo, dove siamo, e provando una forte empatia con il personaggio con cui condividiamo questa esperienza. 

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Seppur la trama iniziale possa sembrare una consuetudine nello scenario indie, vi assicuriamo che solo pochi giochi riescono a colpire, risvegliando sentimenti e riflessioni sul tema trattato. Quello che contraddistingue il genere, come sempre, è smuovere qualcosa dentro di noi, che sia un iniziale curiosità ad una approfondita conoscenza di noi stessi e della storia che stiamo vivendo. Tiny Bull Studios riesce in tutto e per tutto l’intento di portare un viaggio all’interno di una storia triste e misteriosa, catturandoci e portandoci a sperare di poterlo scoprire a 360° molto presto su Console e PC. 

Dry Drowning – Studio Oneiros
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Studio Oneiros ed i suoi membri, con cui abbiamo avuto il piacere di parlare, ci hanno raccontato della propria passione per le avventura punta e clicca, e da essa ci viene presentato Dry Drowning, un thriller dalle tinte scure e forti che ci calerà nella parte di Mordred Foley, un investigatore privato molto misterioso dal passato pesante e pressante che riuscirà a colpirci fin dall’inizio. Infatti non sarà un classico personaggio come la storia di questo genere ci ha insegnato, anzi, la caratterizzazione è uno dei punti forti, rendendolo un po’ fuori dalle righe dal classico titolo a cui siamo abituati.

Quello che colpisce è la narrazione, più matura e profonda anche durante l’investigazione, e l’impatto grafico del gioco, usando una scala di colori molto evocativa, accompagnata da una grafica di base molto dettagliata e artisticamente bella da vedere. Le scelte che ci ritroveremo a fare, ovviamente sono vincolate al carattere del personaggio, rendendo più specifico il messaggio e la caratterizzazione in sè, rendendolo particolare e, finalmente, “diverso” dal consueto detective buono. 

Non vogliamo approfondire le meccaniche e la trama di Dry Drowning, così da lasciarvi il piacere di poterlo scoprire a 360°, al momento dell’uscita, facendovi piacevolmente scoprire l’ottimo lavoro di Studio Oneiros, previsto in uscita per la fine del 2017.

 

Feel me, Hear me – Stelex Software

Stelex Software porta alla Gamesweek 2016 Feel me, Hear me facendoci conoscere Azaël, una ragazza di 27 anni con una vita semplice e ordinaria. Qualcosa la turba però, sentendo un vuoto all’interno della propria esistenza, fino a che una notte tutto cambia. Una misteriosa presenza appare dinnanzi a lei facendole perdere i sensi. E da qui intraprenderemo una angosciante avventura alla ricerca di domande che apparentemente non trovano risposta.

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La trama è molto avvincente già dai primi attimi, riuscendo a coinvolgerci e a farci stare attaccati allo schermo alla ricerca della verità. La potenza emotiva che solo i titoli indie possono darci è chiaramente l’esempio perfetto per questo titolo. Ovviamente stiamo parlando di un titolo horror/psicologico in prima persona che arriverà su PC.

Nonostante questo sia uno dei generi più utilizzati nel panorama indie, Feel me, Hear me… riesce a prendere uno spazio d’onore tra i titoli indipendenti, incuriosendoci e portandoci all’attenzione una nuova storia ricca di suspence, curiosità e voglia di sapere.

Bookbound Brigade – Digital Tales

Digital Tales, già presente ed affermata nel mercato videoludico, arriva a Milano presentando un nuovo titolo che ha decisamente catturato la nostra attenzione. Si tratta di Bookbound Brigade, una originale e nuova idea di reinterpretazione di personaggi storici in un avvincente mondo bidimensionale a scorrimento orizzontale. A colpi di mazzate e spade i nostri eroi come Re Artù ad esempio, si ritrovano in un coloratissimo mondo pieno di ostacoli alla ricerca della proprio storia, da loro dimenticata.

Le dinamiche di gioco si differenziano per lo schieramento che la nostra squadra può formare, da un cerchio ad una colonna, utile per affrontare con strategia e al meglio i vari livelli di difficoltà, sforzandoci anche con logica ad affrontare nel migliore dei modi ogni ostacolo di fronte a noi.

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E per adesso si conclude la nostra rassegna sui titoli indie presenti a questa edizione della Gamesweek di Milano. In questi giorni approfondiremo alcuni di questi titoli e ve ne presenteremo altri, per darvi e per farvi conoscere tutto quello che il panorama indie, a volte un po’ nascosto, può offrire.

Quello che vogliamo farvi arrivare è come la passione, l’impegno e lo sforzo di piccoli studi indipendenti, nati da zero, riescono a colpire tutti noi con semplicità ed originalità, lasciando da parte e in alcuni casi surclassando, i “soliti” titoli tripla A. Seppur sempre acclamati e vendutissimi, non riescono a raggiungere lo stesso livello di profondità emotiva, senza lasciare un segno di se stessi dentro noi e diciamolo, prendendoci anche un pezzettino di cuore.