Il 17-18-19 aprile 2015 a Torino è stata organizzata la 21a edizione del Salone e mostra-mercato del fumetto, Torino Comics, nei pressi del centro commerciale 8Gallery, più esattamente a Lingotto Fiera, che ha polverizzato ogni record raggiungendo i 30000 partecipanti, il 30% in più rispetto gli anni precedenti.
Ho avuto il piacere di partecipare a tutti e 3 i giorni della fiera, rispettivamente dal venerdì alla domenica, e di osservare con cura l’organizzazione, sia per quanto riguarda il mondo comics, che cosplay&games.
Tra gli autori di spicco presenti durante la fiera troviamo Leo Ortolani, autore del celebre fumetto Rat-Man o disegnatori di Topolino come Maurizio Amendola, Angelo Iozza, Mirka Andolfo che ha realizzato nel 2012 Sacro/Profano, Paolo Mottura che ha realizzato storie a fumetti per Topolino, Minnie & Co., Paperinik per “il Sole 24 ore” e “La Stampa” e tanti altri, disponibilissimi a rilasciare dediche e firme sui propri lavori.

OrtolaniPer quanto riguarda Leo Ortolani, ha annunciato la fine di Rat-Man, prevista per i primi mesi del 2017, comunicandoci di voler lavorare per Bonelli attraverso una miniserie, le motivazioni di Leo sono state: “Non voglio che un fumetto sopravviva al suo creatore. Non vorrei che ci fossero storie di Rat-Man non fatte da me, quando non ci sarò più e sarò stato cremato”.
Ha sostenuto diverse conferenze in Sala Rossa ed era disponibile successivamente per le firme agli artbooks di Rat-Man.

Analizzando l’aspetto fumettistico della fiera ho riscontrato davvero una grande attenzione e organizzazione, sia nella ricercatezza degli ospiti, grandi esponenti del fumetto italiano e non solo, sia nell’organizzazione degli eventi come il “Premio Pietro Miccia 2015 – Crazy Race 3” la 18a Edizione di una performance dal vivo di artisti e fumettisti protagonisti di un messaggio quest’anno molto particolare: Sostenere la Limpopo Eco Operations (LEO) Africa, associazione no profit che si dedica attivamente alla tutela e difesa di rinoceronti neri e bianchi minacciati dai bracconieri per l’aumentata richiesta del loro corno.
Le magliette realizzate con il disegno vincitore verranno poi vendute attraverso l’“e-shop The Elusive Catfishery”, negozio che collabora con l’azienda “Fruit of the loom”, i proventi saranno poi utilizzati per l’acquisto di un drone con dispositivo di rilevamento che possa attuare misure anti-bracconaggio per la difesa dei rinoceronti neri del Selari. Davvero un ottimo concorso che oltre ad evidenziare le capacità artistiche di alcuni di noi, ci dona un messaggio di sensibilizzazione riguardo questa piaga, quale il bracconaggio.
Il tutto è stato cronometrato sotto gli occhi del pubblico della fiera che ha assistito alla gara, la tecnica utilizzata è stata quella libera su grande formato, le opere sono state poi giudicate da esperti e professionisti.
Il vincitore della 18esima edizione del Premio Pietro Miccia quesst’anno, è stato il giovane Andrea Bertone con il disegno “Don’t Let it become just a memory”.

Ecco il vincitore Andrea Bertone con la sua realizzazione: PietroMiccia

Durante la fiera, ho notato tantissimi (forse troppi) Cosplayer, forse complice la riduzione dal prezzo di ingresso per i cosplayer? Forse complice il concorso e la sfilata con il super-premio pari ad un viaggio in Giappone? Chi lo sa, in ogni caso alcuni sembravano realizzati la notte prima in fretta e furia, ciò mi ha lasciato abbastanza perplesso, poichè sono dell’idea personale che un cosplay se fatto male è essenzialmente inutile, invece altri sembravano davvero di qualità come l’ufficiale N7 o Riven (versione maschile) che ha vinto il premio come miglior Gadget (Con una spadona di 5 metri di altezza sfido chiunque a non vincere).
Davvero grande affluenza da parte di cosplayer di tutta Italia, valorizzata esclusivamente nei 2 giorni finali con la presenza del palcoscenico, completamente assente il venerdì precedente.
N.B.: Il venerdì 17  vi era l’80% in meno di gente, mancava completamente un area della fiera con relativi spettacoli e in generale vi era minore attività.

A seguire alcune immagini di cosplay presenti in fiera:

I giorni successivi è stato possibile assistere a Karaoke, sfilate di Cosplay, e premiazione con relativa giuria, sotto questo punto di vista era una validissima fonte di intrattenimento da dover prendere in considerazione quando le alternative sono camminare lungo gli “stand” che in realtà rendono il tutto un mercato rionale, dove ognuno cerca in tutti i modi di darvi l'”offerta fiera” migliore, che sia uno sconto del 10% o (in certi casi) rivendervi una console “rara” del 200% in più. I vari momenti di animazione sono stati offerti dalla Cospa Family, di cui fa parte anche Massimo Barbera, campione mondiale di Cosplay nel 2013 in Giappone.
Tra i vari spettacoli ho assistito a quello dei PanPers, il duo torinese si è esibito sabato pomeriggio, con oltre 1000 spettatori, hanno regalato a tutti noi mezz’ora di pura comicità e risate.

La Sala Blu del Torino comics è stata allestita per l’Horror Fest, nuova iniziativa del regista e fotografo James Garofalo, per tre giorni è stata centro di dibattiti e proiezioni delle pellicole storiche horror e fantastiche, ospite d’onore è stato Sergio Stivaletti, un maestro degli effetti speciali e del cinema italiano, con collaborazioni del calibro di Dario Argento e Lambero Bava.
Tra i cosplay professionali potete trovare l’“Umbrella – Italian Division” chiaramente ispirata all’IP Resident Evil, la “Jedi Generation Show Academy” una accademia per spettacoli a tema Star Wars.

Adesso arriva il tasto dolente, l’amaro dopo il dolce, i videogames, sono rimasto davvero deluso dall’assenza del mondo videogaming (se non in rare eccezioni che ho elencato qui in basso), ho ascoltato diverse opinioni anche da blogger e Youtuber italiani, siamo totalmente d’accordo sul fatto che non c’è stato il benchè minimo spazio al videogaming, soprattutto considerando gli anni precedenti, su questo punto infatti c’è da lavorare ed investire, gli organizzatori avrebbero dovuto pensarci decisamente di più.
Come dicevo pocanzi, vi era lo stand della “Event Horizon”, una scuola che rilascia corsi e master in Game Design, Digital Art, sviluppo di videogames e non solo, presentava un indie “giocabile” attraverso Oculus Rift, Red-Out (ancora in fase di Alpha), e nuovissimi giochi pronti a ricevere il nostro feedback sviluppati dagli stessi studenti, durante tutta la fiera si potevano anche seguire delle lezioni riguardo il gaming design e developing, utile fonte di informazioni per chi un domani vorrebbe prendere questa strada.
La iMasterArt un’Accademia delle Arti Digitali e dell’Intrattenimento, mostrava le fasi di realizzazione di un concept o comunque di un lavoro davvero di qualità, attraverso la possibilità di osservare gli stessi grafici alle prese con prodotti e lavori in corso.
Infine uno stand dedicato al gioco Horror/survival, permetteva di giocare su PC, Xbox 360, Wii, Gamecube, Ps2, Xbox, e SNES, grandissimi titoli che hanno fatto la storia nel gaming horror, come Resident Evil, Project Zero e tanti altri.
Ecco di cosa parlavo, ad esclusione della Event Horizon la presenza dei videogames è stata pressochè fantasma, come se fosse un mondo di cui non c’è interesse, o che va sottovalutata seguendo futili pregiudizi.

Un’intera sezione della fiera è stata dedicata ai games fisici, giochi di carte o di ruolo come Magic: The Gathering, Drizzit, con cui potersi divertire con altri giocatori in fiera, ovviamente gli ospiti non potevano mancare tra i quali troviamo: Shane Lacy Hensley collaboratore di giochi come City of Heroes, City of Villains e Neverwinter, Andrea Chiarveso creatore di giochi come Kingsburg, Olyumpus, Arcanum, Movie Trailer, le Quack Cards, Wizards of Mickey, Drizzit the Card game, e tantissimi altri.
Inoltre seguendo i vari stand in zona si potevano acquistare pacchetti di carte e veri e propri giochi da tavolo e di ruolo come ad esempio Munchkin e tutte le relative espansioni.

In conclusione, questa fiera mi ha permesso di riscoprire il mondo fumettistico come mai avevo fatto prima d’ora, ho incontrato tantissimi giovani che condividevano le mie stesse passioni, mostrandole a tutti noi con l’utilizzo di un costume, vivendole quindi in prima persona, emozionandoci a volte davanti ad un lavoro che si avvicina più alla fantasia che alla realtà.
Ciò che mi è dispiaciuto davvero in questa fiera, è stata l’assenza quasi totale del gaming, un settore che andrebbe rivalutato e premiato molto di più, c’è ancora del lavoro da svolgere per l’anno prossimo, ma tutto sommato se il fumetto è il vostro chiodo fisso, Torino Comics fa per tutti voi.