Durante questo E3, anche se Microsoft a livello quantitativo non ha presentato né più né meno di quello che potevamo aspettarci, la vera rivoluzione che ha introdotto è il cambiamento epocale della sua filosofia per il marchio Xbox. Andiamo a vedere come la casa di Redmond ha puntato tutto sulla qualità, piuttosto che sulla quantità.

Le origini

E’ dalla fine degli anni ’80 che seguo il mondo dei videogame e non ricordo nessun periodo in cui non ci sia stata concorrenza tra i produttori di piattaforme di intrattenimento. Commodore vs Atari, Sony vs Microsoft passando per SEGA vs Nintendo, il panorama video ludico ha sempre generato accesi dibattiti e ferventi diatribe per dimostrare quale console sia migliore o abbia i migliori titoli.

La prima vera console war fu scatenata tra SEGA e Nintendo, già a partire dall’inizio degli anni ’90, tra il Master System e il NES. La guerra è durata oltre 10 anni e ha visto spuntarla Nintendo con il fallimento del dipartimento Hardware SEGA, che ha dato forfait pochi anni dopo il lancio di quella che probabilmente è stata la più promettente e innovativa console mai prodotta: il Dreamcast.
Certo qualcuno potrebbe dire: “Ma se era così buona, come mai è stato un flop?” La risposta è complicata e non può riassumersi in poche parole, ma sappiate che è stata la prima console a connettersi ad internet (aveva un modem 56k o ISDN interno); aveva un pad straordinario con Force Feedback e una memory unit che diventava una mini console portatile con tanto di display monocromatico; era compatta e con 4 ingressi per i pad. Anche i giochi di lancio era di elevata qualità: Sonic Adventure e Soul Calibur erano titoli di altissimo spessore e vennero acclamati dalla critica del tempo. Nel corso dei mesi successivi la console fu supportata con tanti titoli meravigliosi, moltissimi sviluppati da SEGA stessa. Ma insomma, tanta roba, per poi fallire miseramente.
E la scena le fu rubata proprio dalla Playstation, che nonostante il costo elevato (per l’epoca) si diffuse piuttosto rapidamente. Scelte errate di marketing e la poca attenzione alla localizzazione dei titoli, nonché investimenti sbagliati (come il Saturn), portarono SEGA alla bancarotta lasciando l’egemonia a Sony e Nintendo e, di li a poco, a Microsoft con la sua Xbox; erano anni dove si aveva il coraggio (anche economico) di osare e ne vedemmo delle belle.

Presentazione di Xbox
Presentazione di Xbox

La battaglia a suon di numeri

E’ sempre stata una battaglia di numeri, oltre che di parole. Qual è la console più potente? Quale quella con più titoli? Le esclusive dell’una sono migliori dell’altra? Potremo andare avanti per ore.
Dopo anni di battaglie, quella per il numero di console e titoli l’ha vinta la Sony, ma nel frattempo i produttori rimanenti (Microsoft e Nintendo) devono dividersi un mercato comunque molto ricco, in cui sono riusciti a ritagliarsi un loro pubblico specifico.
Nintendo dimostra che per sopravvivere non è sempre necessario investire in hardware mirabolante, puntando sull’esclusività e l’indubbia qualità dei suoi giochi, lasciando il fronte di questa guerra alla dicotomia tra Sony e Microsoft.

 

Qualcosa sta cambiando

In questi ultimi 2 anni abbiamo assistito alla solita guerra, su chi ha più esclusive e su chi ha più potenza di calcolo, ma ora qualcosa sta cambiano e non tutti sono riusciti a capire. E’ vero che la Playstation 4 ha (sulla carta) più potenza di Xbox One, è vero che ha un’ottima serie di esclusive, sebbene il vantaggio sulla console Microsoft sia davvero minimo, ed è anche vero che può contare sulle esclusive temporali di alcuni dei più grandi publisher. Ma davvero a qualcuno fa piacere tutto questo (a parte, forse, i dipendenti dell’azienda)? Davvero a noi videogiocatori che acquistiamo una PS4, fa piacere che la Sony domini il mercato al punto da mettere in crisi l’antagonista per eccellenza? Siate onesti, non tutti possono permettersi di acquistare tutte le console disponibili e nel caso in cui decidiate di prenderne una piuttosto che un’altra, per via di qualche esclusiva, non vorreste comunque giocare a qualche titolo esclusivo della console che non possedete?

Chi ne paga le conseguenze?

Siamo noi videogiocatori, nessun’altro ne paga le conseguenze. Non fraintendetemi, so bene che la competizione è salutare per il mercato, ma fino a che punto? Ho una PS4 ma vorrei tanto provare Halo o Gears of War oppure ho una Xbox One ma vorrei tanto giocare ad Uncharted. O ancora, ho un PC per giocare LOL ma vorrei tanto provare Zelda.

Possiamo continuare in questo modo? Secondo Microsoft no e durante questo E3 ci ha mostrato una soluzione rivoluzionaria.

E3 2016

Anche se Microsoft lo stava annunciando già da qualche anno finalmente questo E3 è stato il punto di svolta ufficiale. Qual’è la strategia della casa di Redmond? Dove sono le esclusive? Due console nuove in 1 anno!? Che vuol dire esclusive Xbox e Windows 10?
Microsoft ha capito che questa guerra probabilmente non avrebbe potuto vincerla oppure che gli sconfitti saremmo stati, come sempre, noi giocatori. Datevi pure la spiegazione che volete, ma la nuova filosofia dietro il marchio Xbox è veramente quello di cui avevamo bisogno.
La convergenza dei sistemi Xbox e Windows è veramente un’idea grandiosa. Certo non è detto che sarà un successo, ma almeno Microsoft ci sta provando.
Immaginate un futuro dove l’unica preoccupazione è quella della spesa sull’hardware. Che sia Xbox One S, Scorpio o un super PC, non dovremo più preoccuparci dei titoli. Avremo lo stesso titolo su tutte le piattaforme acquistandolo una sola volta. Non voglio perdermi nelle configurazioni pc e sono uno di quelli a cui piace inserire il gioco e prendere il pad in mano per giocare? Allora mi prendo una One S o una Scorpio, se voglio anche avere una grafica superiore.

project scorpio

Come ha detto Phil Spencer, “gaming beyond generations” (gaming al di là delle generazioni). Parole che centrano perfettamente la questione odierna.

Non è più una battaglia di numeri contro altri numeri; si, Scorpio può vantarsi di una potenza di 6TFLOPS, mentre la PS4 Neo (o come si chiamerà) ne avrà probabilmente 4,5. Ma a che serve?! Microsoft lo ha capito spingendo quindi al crossplatform.

Inutile dire “Ma Scorpio che esclusive ha”? Perché è finalmente terminata l’era delle battaglie a colpi di esclusive. Microsoft sta riuscendo a fare anche quello che voleva creare Valve con le Steam Machine.

Concludendo brevemente, quello che Microsoft ha capito è che ogni computer con Windows 10 è effettivamente una Xbox. Considerando che attualmente nel mondo ci sono circa 300 milioni di computer con Windows 10 installato, per Microsoft è come avere 300 milioni di Xbox sparse per il mondo in attesa di essere utilizzate anche per svagarsi con i videogame. Questo è stato il grande passo di Microsoft, che con poche parole, annunci mirati e l’unificazione dell’ecosistema, ha risollevato l’opinione generale del marchio Xbox, ha accontentato molti PC user che potranno giocare finalmente con titoli fin’ora esclusivi per console e si è portata a casa il consenso dei più, promettendo una piattaforma software di gioco, che non dipende dall’hardware per funzionare.

Diciamocelo, Microsoft produce sistemi operativi da decenni, sistemi che riescono a girare su qualsiasi hardware senza (troppi) problemi ormai. Windows 10 è alla base del sistema operativo dell’attuale Xbox One, ma perché limitarsi ad un solo hardware? Ecco quindi che Microsoft ha reso Xbox una piattaforma di gioco, non legata solo ad un hardware, ma a molti, per tutte le tasche e per tutte le tipologie di utenza. Il concetto di generazione è stato abbattuto e superato.

Il vero vincitore di questo E3 è quindi il videogiocatore, che da ora in poi avrà molta più scelta per poter giocare e vivere i propri titoli preferiti.

L’articolo è stato scritto a 4 mani con il prode Giacomo Recchia, con il quale abbiamo discusso a lungo sulla questione MS.