Qualche settimana fa è stato mostrato il trailer dell’attesissimo Deus Ex: Mankind Divided, nuovo capitolo della celebre saga di fantascienza prodotta da Square Enix. Il successo della serie Dues Ex si deve a numerosi fattori trai quali spicca una trama ricca, ampie possibilità di scelta e un universo di gioco davvero affascinante. In questo articolo vi parlerò di due spunti di riflessioni davvero notevoli.

Il mondo in cui si svolgono gli eventi di questa serie videoludica è un futuro non troppo lontano (2027) in cui la tecnologia sta profondamente cambiando l’essere umano, qui troviamo il primo spunto di riflessione ossia quali siano i limiti della scienza? In Deus Ex questa tematica viene collegata al concetto di transumanesimo ( corrente di pensiero che ritiene giusto potenziare  le capacità fisiche e mentali dell’essere umano attraverso la tecnologia). Arti bionici, sensori visivi integrati agli occhi, sinapsi del cervello sostituite con chip elettronici sono all’ordine del giorno, troviamo tutto ciò anche nel protagonista Adam Jensen.  Un braccio robotico è qualcosa di indubbiamente utile per coloro che hanno subito mutilazioni, ma un chip impiantato nel cervello risulta sicuramente più sinistro. Quando si arriva poi alla sostituzione volontaria di parti organiche con elementi meccanici la questione si amplia. La tecnologia può far superare alcuni limiti imposti dalla natura per non autodistruggerci, può offrire vantaggi a breve termine ma potrebbe essere totalmente nociva in un futuro prossimo.
Inoltre transumanesimo porta con se questioni filosofiche ed etiche di primaria importanza come ad esempio è giusto permettere ad un essere umano di avere un memoria perfetta e sconfinata? E’ giusto concedere ad alcuni la capacità di poter vedere al buio? Le domande sarebbero davvero tante.adam-jensen

Il sapere tecnologico e la sua diffusione sono inoltre uno strumento di controllo da parte delle elitè, e qui incappiamo nel secondo grande spunto di riflessione ossia le lobby di potere. In Deus Ex avvertiamo spesso la sensazione di lottare contro qualcosa di enorme e invincibile, qualcosa che avvolge e soffoca il mondo. Questa forza è il complesso tecnologico-industriale che regge i fili del mondo per perpetuare i suoi scopi attraverso il controllo delle finanze e dei mass media. Il pensiero corre all’IA Eliza Cassani, la quale da sola gestisce tutte le informazioni del pianeta. In Deus Ex: Human Revolution si parla esplicitamente di Illuminati, un nome suggestivo che evoca cospirazioni, società segrete e volontà di dominio del mondo. Teorie complottiste a parte il messaggio che ci viene lanciato è piuttosto chiaro: quando in ballo ci sono enormi introiti economici e la possibilità di dominare su ogni settore il valore della vita umana scade, diventa qualcosa di sacrificabile.
In Deus Ex: Human Revolution ci viene offerta anche un’altra chiave di lettura riguardo gli Illuminati, possono essere considerati come una forza di controllo che indirizza gli eventi verso la giusta direzione (giusta per i loro obiettivi). Si genera quindi un terzo spunto di riflessione che verte sul dualismo libertà o necessità di controllo? Serve qualcuno che vigili affinché non si superino certi limiti oppure è meglio fallire e imparare dagli errori commessi in assoluta libertà?

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Come vedete un “semplice” videogioco è in grado di sollevare questioni davvero profonde degne di approfondimento, e ciò vale per altri titoli e serie non solo per Deus Ex.
I mass media, italiani e non, invece di parlare solo della violenza e della presunta pericolosità dei videogiochi dovrebbero aprire gli occhi e vedere quanto siano grandi gli spunti che passano attraverso i pc e le console di milioni di ragazzi, ragazze, uomini e donne di tutto il pianeta.

Note polemiche a parte, non vedo l’ora di mettere le mani su Deus Ex: Mankind Divided (già il titolo offre un bello spunto ma magari ne parlerò in un altro articolo) per poter ancora una volta riflettere divertendomi.