Tutti durante la nostra infanzia abbiamo avuto qualcosa che ha fatto parte di noi e che ci ha accompagnato sino ad oggi, magari che ci ha aiutato ad addentrarci ancora di più nel mondo videoludico, e cosa se questo non è degno di essere citato in Ciò che un gioco ci lascia, non so davvero cosa sia. Naturalmente leggendo il titolo avrete capito tutti di cosa sto parlando, pertanto cominciamo a parlare del magico mondo dei Pokémon.

Questa volta non voglio soffermarmi su un gioco in particolare, ma voglio invece parlare del brand nella sua interezza, della saga videoludica, di ciò che esso ha significato per me e spero anche per molti di voi. Nati dalla fantasia di Satoshi Tajiri, i Pokémon altro non sono che creature che convivono con gli umani nello stesso mondo, e che possono essere trovati allo stato selvatico oppure addomesticati. Quelli che vivono con gli esseri umani lo fanno in svariati modi, possono svolgere lavori socialmente utili, essere animali da compagnia oppure, naturalmente combattere al fianco dei loro allenatori contro altri Pokémon.

Le primissime versioni dei giochi Pokémon, Rosso e Verde, sono state lanciate sul mercato nel lontano 1996 per Game Boy. Nella serie, sviluppata da Game Freak e distribuita sul mercato da Nintendo, noi impersoniamo molti di questi allenatori, mentre in altri titoli usciti successivamente saremo direttamente un Pokémon, in altri ancora saremo dei Ranger, persone il cui lavoro è mantenere l’equilibrio nella natura del mondo, ma tutti i giochi, alla fine della fiera, hanno la comune caratteristica di permetterci di vivere un’avventura fuori dal comune, facendoci ridere, divertire, e in alcune occasioni addirittura piangere grazie ai legami creati tra i vari personaggi, e sono proprio i legami a fare da albero maestro a questo mondo.

La caratteristica principale di questi titoli infatti è sicuramente quella di unire le persone. Soprattutto nei giochi della serie principale infatti lo scambio e la condivisione dei Pokémon con altri giocatori è una meccanica importantissima, che ci permette allo stesso tempo di conoscere nuove persone. Il brand infatti con il tempo non è rimasto un semplice prodotto commerciale, ma potremmo definirlo un vero e proprio movimento culturale, che dal Giappone si è espanso fino a conquistare tutto il mondo. Spettacoli, tornei che vanno da gare cittadine a vere e proprie competizioni a livello mondiale, giorni interamente dedicati che fanno riunire migliaia di fan e altri eventi che li rendono protagonisti insieme alle persone che vi partecipano, tutto ciò rende Pokémon qualcosa che va molto oltre il concetto di “prodotto”.

Grazie alla piega che tutto ciò ha preso moltissime persone si sono riunite per creare nel loro piccolo qualcosa che potesse permettere di esprimere la loro passione per questo movimento. Pagine Facebook, canali Youtube e molto altro ancora sono spuntati come funghi, unendo appassionati di ogni tipo. Queste azioni hanno permesso a molte amicizie e addirittura amori di nascere, una cosa che un semplice prodotto commerciale non sarebbe mai in grado di fare.

Il brand naturalmente non ha voluto fermarsi a giochi su normali console ed eventi dedicati. Anche il mercato mobile ha beneficiato della presenza di un gioco tutto suo, e naturalmente parliamo di Pokémon GO. Come gioco per telefoni smartphone il titolo si è subito distinto per la sua estrema originalità. Sviluppato da Niantic Inc., già famosa per Ingress, la casa ha voluto creare un’esperienza tanto singolare quanto più vicina possibile alle reali avventure vissute dai protagonisti dei giochi, sfruttando la realtà aumentata per spingere i giocatori a viaggiare e muoversi nel mondo reale per poter catturare i loro mostriciattoli preferiti, e questo ha dato un ulteriore boost alla componente sociale del gioco. Per poter giocare con altri giocatori è quasi sempre necessario stare vicini ad essi, portando così le persone a interagire tra loro e a creare gruppi dediti al gioco dove organizzarsi e scambiarsi informazioni. Certo non sono mancate le controversie, soprattutto all’inizio, ma con il tempo Pokémon GO è diventato un gioco completo che invoglia i suoi fan a giocare tutt’oggi, mantenendo vivi quei gruppi e permettendo quindi il nascere di ulteriori legami.

Proprio su di essi infatti si basano quasi tutti i concetti che questi giochi vogliono trasmettere al pubblico. Legame tra allenatore e Pokémon, tra due allenatori rivali che diventano man mano amici, tra novizi e veterani, sono tutti concetti che vengono riproposti nei vari giochi, insieme a fiducia, amicizia e giustizia. Sebbene a molti, soprattutto agli adulti, i Pokémon siano solamente un’altra ridicola moda che viene vista come qualcosa di infantile, è innegabile che essi da quando hanno iniziato a far parte della nostra vita ci hanno donato moltissime emozioni e che ci hanno fatto vivere avventure che, per chiunque le abbia vissute, sono diventate reali, non importa se virtuali. L’affetto che provavamo per ciò che vedevamo sullo schermo, vedere i nostri amici per sfidarci, utilizzando dapprima un lungo cavo per passare poi al wireless, ognuna di questa esperienza ha fatto parte di noi e ha contribuito a farci diventare come siamo ora, un lancio di sfera alla volta, una medaglia dopo l’altra.

Vorrei concludere dicendo poche parole. Non smettete mai di giocare, di divertirvi, di godere delle cose più infantili che il vostro “io” bambino ha amato e ancora ama. Tutto ciò non significa perdere di vista le altre cose importanti della vita, esse possono coesistere, ma perdere di vista il passato è qualcosa che non dovrebbe mai succedere, nel bene e nel male, perché come disse George Bernard Shaw, vincitore del premio nobel per la letteratura nel 1925, non si smette di giocare perché si invecchia, si invecchia perché si smette di giocare.

Come sempre vi voglio ringraziare tantissimo per essere arrivati fino a qui, spero davvero che questo articolo abbia acceso il vostro interesse se ancora non vi siete avvicinati a questa fantastica saga, mentre se siete veterani della saga mi auguro di essere riuscito a riaccendere in voi i ricordi e le emozioni che negli anni vi hanno accompagnato durante i vostri viaggi, che siano essi iniziati nella regione di Kanto o in quella di Galar.

Arrivederci e a presto con un nuovo episodio della rubrica Ciò che un gioco ci lascia!