Come per ogni mondo, anche quello videoludico possiede posti dove la luce risplende e altri dove, invece, regna l’ombra. Lo abbiamo visto negli anni in numerosi ambienti come ad esempio la musica, il cinema, ovviamente la politica, i fandom di libri e serie televisive, e quello dei videogiochi non fa eccezioni. La tossicità nel mondo videoludico è ben presente e grazie al progressivo dilagare del web negli anni il peggio dei giocatori alla fine è uscito allo scoperto.

Non parliamo ovviamente degli hardcore gamer, che fanno della sana competizione il loro pane quotidiano. Pretendere il meglio da se stessi e dagli altri porta solo a un miglioramento personale se fatto in modo sano, prendendo i propri errori come maestri ed imparare da essi. Il confronto con compagni e avversari è altrettanto importante se si vuole progredire e sviluppare nuove abilità per arrivare in vetta e, diciamolo, la vista da lassù non è niente male.

Ciò che invece rende un giocatore davvero tossico è, senza ombra di dubbio, il rapporto che ha non solo con i giocatori, ma anche con gli stessi prodotti videoludici che sostiene di amare e apprezzare, insieme, naturalmente, a tutto ciò che vi è dietro al loro sviluppo, a cominciare dal lavoro in sé fino ai lavoratori stessi, spesso presi di mira in modo spudorato e cinico. Con i primi, ovvero i giocatori in sé, l’approccio solitamente è uno solo, prese in giro e insulti alla persona volano come rondini in primavera, insulti rivolti direttamente a loro o a membri della famiglia, fino ad arrivare a minacce reali. Tutto questo contribuisce a creare un ambiente dove il divertimento viene completamente azzerato dal modo di porsi di chi non ha il minimo rispetto per le persone con cui sta giocando. Venire insultati non è certo una cosa che ci fa piacere, e di sicuro non ci aiuta a giocare meglio: il comportamento di questa persona può anche ripercuotersi sulle nostre prestazioni, creando un circolo vizioso in cui perderemo ogni desiderio di continuare a giocare, sia che lo facciamo per vincere in modo competitivo sia che il nostro obiettivo sia solamente rilassarsi.

Naturalmente, non parliamo solamente di commenti e messaggi ricevuti ingame su PSN, Xbox Live o sulle chat di gioco stesse. Anche sul web, infatti, specialmente sui social, queste persone non sono solite trattenersi dal creare conflitti e seminare zizzania, divertendosi a vedere gli altri arrabbiati e portando una discussione, che magari fino ad allora era stata costruttiva, a essere del tutto inutile, o utile solo a rendere nervoso chi vi partecipa.

Fino a questo punto però, se saremo abbastanza maturi da ignorare i giocatori di cui abbiamo appena parlato, potremo dimenticare e continuare a divertirci per conto nostro o con altre persone che apprezzano il gioco in ogni sua forma, pregi e difetti. Ciò che negli ultimi anni ha reso i giocatori che insultano un problema serio per il mondo in cui viviamo è la forte influenza che essi hanno non solo su di noi, ma, come spiegato prima, anche sui frutti del lavoro delle persone che portano sugli scaffali i nostri giochi preferiti. Il primo esempio lampante è sicuramente quanto successo di recente con chi ha lavorato al personaggio di Abby nel videogioco The Last of Us Parte 2, un caso increscioso e vergognoso che ha visto moltissimi utenti rivolgersi a chi ha prestato il volto al personaggio, a chi ha lavorato ai suoi movimenti interpretandolo e a chi lo ha creato, arrivando non solo a insulti personali, ma addirittura a vere e proprie minacce di morte scritte nei commenti o nei messaggi privati dei social. Questo, naturalmente, non avviene solamente nel mondo dei videogiochi: vi sono numerosissimi casi in cui le minacce, le lamentele e gli insulti hanno portato molte persone a crollare psicologicamente. Come non citare il caso di Jake Lloyd, che nella sua infanzia interpretò un giovanissimo Anakin Skywalker? Venendo preso di mira dai compagni di classe per via di quel ruolo, crebbe sviluppando una forma di schizofrenia che lo portò a ritirarsi dalle scene proprio a causa del bullismo subito e dallo stress di dover fare oltre sessanta interviste al giorno, finendo per essere trasferito in una struttura psichiatrica nel 2016. Sempre nella saga di Star Wars abbiamo Ahmed Best, doppiatore di Jar Jar Binks sempre nella trilogia prequel, che arrivò vicino al suicidio a causa dell’odio mosso nei suoi confronti, dovuto al malcontento verso il personaggio da lui interpretato.

Altri gravissimi casi che non vanno assolutamente ignorati sono la fortissima misoginia che molte ragazze sono costrette a subire nel mondo del gaming, da molti considerato “da maschi”, dando per scontato che, se una ragazza gioca, lo fa per moda, per attenzioni o semplicemente che sia ignorante in materia. Moltissime streamer di Twitch si sono spesso viste rivolgere messaggi di odio di questo tipo, dal sempreverde “Torna in cucina” a veri e propri insulti personali. Non meno importanti sono i casi di razzismo ai danni di giocatori di colore o semplicemente di etnie diverse, anch’essi insultati e presi di mira esclusivamente per motivi razziali e per nient’altro, fino naturalmente ad arrivare a veri e propri casi di omofobia e transfobia, aggredendo i giocatori unicamente per la loro sessualità. Una situazione incresciosa che francamente, nel 2020, è ridicola e rende chi si diverte a scrivere messaggi e commenti di questo tipo una persona a dir poco squallida e triste, oltre a dimostrare la sua profonda ignoranza.

Tornando invece al mondo videoludico, questo tipo di comportamento verso chi lavora a film, videogiochi o ad altri prodotti ludici, finisce naturalmente per influenzare anche tutti i giocatori in modo indiretto. Più di una volta si sono visti attori, doppiatori, scrittori o altri creatori di contenuti abbandonare il loro lavoro a causa del comportamento di determinati soggetti proprio come spiegato sopra, cosa che si traduce in una carenza di prodotti e di contenuti che queste persone avrebbero potuto sviluppare, magari migliorandone gli aspetti sotto ogni punto di vista rispetto alle loro opere precedenti. Giusto per fare un ennesimo esempio, un atteggiamento di questo tipo può essere visto nella recentissima terza stagione di Aggretsuko su Netflix. Non entreremo nei dettagli per non fare spoiler agli appassionati della serie, ma possiamo vedere una giovane idol che vede la sua vita scossa e buttata nel caos dopo che un fan di questo genere, scontento della piega presa dalla band musicale, decide di prendere di mira questa ragazza, arrivando addirittura a tentativi di aggressione fisica, una cosa che fin troppo spesso succede anche nella realtà.

Detto questo, cosa possiamo fare tutti noi giocatori per rendere migliore il mondo che amiamo? La risposta potrà sembrarvi scontata e semplice, ma i piccoli atti di gentilezza che possiamo compiere verso gli altri giocatori sono la nostra arma migliore contro l’ondata di tossicità che ci ha invasi. Aiutare i novizi con le meccaniche di un gioco dove noi siamo veterani, dare consigli nei post online, prendere le difese di chi sta venendo insultato o preso in giro in rete, ma anche contribuire nelle conversazioni che si svolgono direttamente sotto le dichiarazioni o i post degli sviluppatori, criticando in modo costruttivo se si hanno dei suggerimenti, e in generale cercando di avere un atteggiamento positivo verso tutti i partecipanti, ricordando che i nostri gusti sono personali esattamente come le nostre opinioni e che, pertanto, non vanno imposti a nessuno se altri la pensano diversamente.

Un’altra cosa che possiamo fare è portare alla luce questa situazione, parlarne, far presente al mondo che questi comportamenti esistono e che non vanno in alcun modo giustificati o fatti passare in sordina, proprio perché quelle che per qualcuno possono essere solo parole al vento, per altri possono invece avere gravissime conseguenze non solo sul loro lavoro ma anche sulla loro vita privata. Le parole sono importanti, il loro significato, il loro contesto e come le si pronuncia sono tutte componenti di un qualcosa di più grande, che avrà un forte impatto sulla persona verso la quale sono rivolte. Come giocatori, come individui cresciuti amando questo mondo, amando videogiochi, film, musica, serie tv, serie animate occidentali e orientali, è anche nostro dovere rendere tutto questo un qualcosa che possa essere accogliente per tutti.

Il mondo videoludico è un mondo stupendo, capace di creare legami, amicizie e, in alcune occasioni, anche amori. Può unire persone lontane e contribuire a migliorare le loro vite sotto molti aspetti. Non lasciamo che esso venga infangato da individui che non sanno fare altro che sentirsi migliori degli altri, convinti di avere la verità assoluta nelle loro tasche e che, per questo, si sentono in diritto di insultare e vedere gli altri come poveri scemi.

Questa è la mia posizione sulla tossicità nel mondo videoludico. Grazie per la lettura e, sperando che possiate sempre giocare divertendovi al massimo, vi dico arrivederci al prossimo articolo con cui, dopo una pausa estiva, riprenderemo la rubrica Ciò che un gioco ci lascia!