Un argomento che ha sempre dato origine a discussioni animate, spesso anche con toni molto forti e a tratti offensivi, è di sicuro il seguente. Politica e videogiochi possono essere associati in modo tale da permettere alla prima di essere espressa tramite le opere videoludiche?

Naturalmente, con il tempo, la discussione si è fatta sempre più animata e frequente nelle varie community dedicate al gaming che esistono sui social. Facebook, Twitter e forum come Reddit sono di sicuro i luoghi ove trovare le discussioni più accese che, come accennato prima, spesso sfociano in insulti che vanno ad attaccare le scelte politiche della persona con cui si dovrebbe invece avere un dialogo civile.

Recentemente, il climax di questo topic è nato dopo il leak della trama di The Last of Us Parte 2, che ha avuto come conseguenza un enorme review bombing che ha portato il titolo ad avere una media di poco più di 3 su una scala da 1 a 10. Naturalmente, questo fatto rimane in tutto e per tutto un gesto – perdonate il mio essere così diretto – stupido e infantile, ma non discuteremo né di questo, né di The Last of Us 2 oggi, sebbene esso rappresenti un ottimo esempio dell’argomento trattato in questo articolo.

Partiamo prima di tutto da un fatto che chiunque può constatare. L’arte è stata molto spesso, nel passato così come oggi, uno strumento politico. La prima opera artistica legata alla politica che ci viene in mente è senza dubbio l’opera Guernica di Pablo Picasso, una rappresentazione degli orrori della guerra e una denuncia della strage di stampo italo-tedesca che il 26 aprile 1937 prese le vite dei civili nella città, per l’appunto, di Guernica. Un’altra opera che può essere vista in chiave politica può essere l’affresco de La Creazione di Adamo nella Cappella Sistina, creato da Michelangelo. Non c’è sicuramente bisogno che vi specifichi di quale opera sto parlando. In questo affresco possiamo osservare Dio circondato da un mantello e dai suoi angeli, che vanno formando una sagoma e dei dettagli vagamente simili al cervello umano. Questo particolare ha avuto negli anni molteplici interpretazioni ed è tutt’oggi soggetto a studi e ipotesi: alcune di esse sembrano far pensare che il messaggio fosse che Dio altro non è che un costrutto della mente umana, mentre altre ancora affermano che l’affresco vede Dio come colui che dona non solo la vita, ma anche l’intelletto. Quale che sia la ragione di tale scelta, però, quest’ultima può essere vista sì come motivata dalla forte fede che ha sempre caratterizzato l’autore, ma anche come una scelta politica, in quanto Michelangelo ha voluto, tramite la sua arte, non solamente rappresentare dei soggetti, ma lanciare un messaggio in cui lui credeva fortemente, comunicare a chi vedrà la sua opera che quello è ciò che ha sempre sostenuto in vita.

Ma a cosa è servito questo preambolo? Perché parlare di arte in un articolo dedicato a politica e videogiochi? Ebbene, come già spiegato in passato su un nostro precedente articolo, anche il videogioco oramai può e deve essere considerato arte e, in quanto tale, gli sviluppatori, esattamente come gli artisti odierni e quelli del passato, devono avere il diritto di poter usare i loro lavori per lanciare un messaggio, anche rendendo di fatto il videogioco un qualcosa di politico.
Naturalmente, molto spesso nascono incomprensioni che portano a vedere non unicamente il mezzo, cioè il videogioco, ma anche il messaggio come una cosa politica. Indubbiamente anch’esso può essere considerato tale, ma le polemiche nate in questo periodo, soprattutto quelle incentrate su The Last of Us 2, si basano quasi tutte sul vedere la politica anche nelle tematiche e nei messaggi lanciati dal titolo Naughty Dog, quando giocandolo pad alla mano ci si accorge che sì, vi sono alcuni messaggi di questo tipo all’interno del gioco, ma non tutti lo sono. Mostrare personaggi LGBT+ e parlare liberamente di altre fedi non sono messaggi di quel genere: si tratta semplicemente di mostrare una realtà, ormai ben presente, nel modo in cui dovrebbe essere mostrata, ovvero come qualsiasi altro argomento o tematica che possiamo trovare in altri titoli. Non è politica, è semplicemente rispetto e buonsenso.

Se siete arrivati fin qui, avrete certamente capito la mia posizione riguardo determinate critiche mosse al mondo videoludico in quest’ultimo periodo e, oltre alle motivazione sopraccitate, vi sono anche altre ragioni per il quale tali polemiche sono da ritenersi inutili, dannose e tossiche. Moltissimi giochi sino ad oggi sono “politici”. Possiamo menzionare primo tra tutti Detroit: Become Human, esclusiva PlayStation 4. Titolo sviluppato da Quantic Dream, è pieno di messaggi diretti al giocatore che non manca di essere coinvolto personalmente, in quanto dovrà prendere determinate posizioni all’interno del gioco, decidendo come agire, con chi schierarsi e chi combattere. The Witcher 3, dove le nostre scelte decideranno il destino di una guerra che dura da anni, dandoci così il potere di spostare l’ago della bilancia dove vogliamo noi. I vari titoli della serie di Far Cry, Crysis e anche Call of Duty possono essere considerati giochi politici. Eppure, queste polemiche sono esplose prima ancora dell’uscita di un titolo che ha avuto la colpa di mostrare due ragazze che si baciano, colpa punita a suon di “Politically Correct!” e di recensioni negative da parte di un pubblico che il gioco non lo ha neanche mai toccato od osservato da vicino. La verità, signori, è che la politica nei videogiochi esiste da sempre, sia che si tratti di un mero mezzo per lanciare un messaggio, sia che si tratti del messaggio in sé. Semplicemente la vediamo solo e unicamente quando quest’ultimo non espone una visione che condividiamo, portandoci a scatenarci sui social denunciando ciò che a noi pare scorretto, ingiusto e forzato.

Siamo giunti alla fine signori, grazie per avermi seguito fin qui. Spero di essermi spiegato chiaramente, esprimendo come la penso su politica e videogiochi. Capisco che come tematica possa essere delicata per alcuni, ma spero che potremo avere un dialogo pacato e rispettoso nei commenti, in quanto vi ricordo che ogni discussione può essere fonte di nuovi punti di vista da cui osservare la cosa, andando così ad arricchire la nostra cultura e la nostra visione d’insieme. Grazie per l’attenzione e, come sempre, vi auguro di giocare e divertirvi con i vostri giochi preferiti. Alla prossima, gente!