Tutti noi commettiamo degli errori. Precisiamolo: non siamo perfetti. Non siamo sicuramente degli organismi che si accontentano, non abbiamo la benché minima intenzione di fermarci e dire “Ora smetto, non posso continuare così”; poi, in realtà, ciò avviene a causa di quello che si ha attorno. Si arriva a una consapevolezza, poi a un’altra, e intanto il mondo muta, progredisce e regredisce al tempo stesso, rinunciando a un pezzo importante di sé per abbracciarne un altro. La storia di Arthur Morgan, membro della banda di Dutch Van der Linde, inizia dalla privazione.

Perde sua madre giovanissimo, poi suo padre, il quale gli donerà il suo cappello prima di morire. Durante le fasi iniziali di Red Dead Redemption 2, all’accampamento, a colpire è il legame di Arthur che è ancora forte nei confronti di sua madre, di cui ancora tiene la foto e conosce l’ubicazione in cui è stata seppellita, a differenza di suo padre, un fuorilegge che è stato ucciso a causa di un furto. Arthur viene raccolto da Dutch e Hosea, che vedrà come figure paterne e guide negli anni a seguire. Inizia a vagare per il West e ad abbracciare l’idea di Dutch, il quale sostiene che si possa essere liberi dalla civilizzazione e dal progresso continuando a viverci lontano e a pensare a un futuro libero da quello che viene imposto.

Vivono subito come fuorilegge, raccogliendo un notevole gruzzoletto e aumentando i numeri dei membri della banda reclutandone in giro per gli Stati in cui passano, continuando a rubare e a ingannare e a uccidere.

Arthur, da giovane, si innamora di Mary Gillis, la quale però non accetta che preferisca vivere da fuorilegge anziché con lei, la quale è di famiglia agiata e non sostiene né approva la relazione.

Poco tempo dopo, Arthur si innamorerà di Eliza, una giovane cameriera, da cui avrà un figlio, Isaac Morgan. Li frequenta poco a causa dei suoi doveri con la banda, che riconosce come famiglia e sostentamento a dispetto di tutto quello che ha raggiunto nel corso degli anni. Però non ha pianificato quale sia la legge del West né ciò che ne deriva, a causa di chi, come lui, cerca di sopravvivere: Eliza e Isaac moriranno a causa dei ladri che ruberanno loro la somma di dieci dollari.
Da allora, scoprendo la fine di quella vita alternativa a cui ha pensato e a malapena realizzato, Arthur si chiuderà in sé stesso, mutando parte del suo carattere.

Accetterà, in parte, quanto la legge del West ha previsto per lui, sebbene tutta quella apparente felicità se la sia cercata da solo. Dall’altra, invece, comprenderà che avere affetti lontani dalla banda non sia affatto una buona idea.

Il videogiocatore, dal libro di disegno di Arthur, può leggere dei passi che ripercorrono parte della sua storia iniziale prima degli eventi narrati in Red Dead Redemption 2 da Rockstar Games. Attraverso le lettere che tiene per sé, legge per comprendere quanto avviene nella sua vita e quanto quest’ultima muta, nonostante lui rimanga immobile, fermo e convinto che nulla possa cambiare per lui, siccome ormai è già legato a una famiglia: la banda.

Redenzione…

Gli eventi narrati in Red Dead Redemption 2 ripercorrono gli ultimi anni della banda con i suoi componenti originari. A causa di un colpo andato a male nella cittadina di Blackwater ai danni di un battello, la banda si ritrova a fuggire a nord, nello Stato fittizio di Ambarino. Lì cerca di riprendersi preparando le prossime mosse, seppure, a causa della scelleratezza di alcuni nuovi componenti come John Martson, Arthur sarà costretto ad andarlo a cercare in mezzo alla neve.

All’inizio lo odierà, siccome John ha lasciato la banda per un anno per accudire sua moglie Abigail e suo figlio Jack. Non si fiderà di lui né comprenderà quella scelta. A discrezione del videogiocatore, ciò mostra quanto Arthur abbia mutato il suo carattere in questo iniziale frangente a causa delle sue perdite.

Conoscendo già la sofferenza e quello che comporta farsi una famiglia pur essendo un fuorilegge, Arthur considererà John più irresponsabile di quanto lui sia stato negli anni precedenti. Portarsi dietro la sua famiglia, non comprendendo il progresso e la civilizzazione ormai sempre più persistente, è irresponsabile.

Se consideriamo il periodo storico, Arthur Morgan nasce in un arco temporale roseo per quanto concerne il Selvaggio West. Alla fine, poi, ne seguirà la sua capitolazione. Esistono periodi in cui noi tutti viviamo e siamo nell’intermezzo, o stravolti da esso, o chi è più fortunato lo avverte con passività.

Arthur Morgan

Arthur sostiene e sopporta il peso di entrambe. Abituato a vivere senza regole, giorno per giorno, troverà una consapevolezza amara una volta che aprirà gli occhi su quanto il progresso e la civilizzazione siano inesorabili. Lo farà notare anche a Dutch, il quale non comprenderà mai la gravità della situazione. Esiste un episodio, in tal senso, capace di portare Arthur a quella consapevolezza. Quando i Pinkerton, agenzia realmente esistita durante il periodo del Selvaggio West, andrà da Arthur Morgan per intimarlo di consegnargli Dutch Van der Linde in cambio di un perdono e del denaro, comprenderà che ormai la banda ha i giorni contati come tutte le altre che agiscono in altri Stati per un proprio tornaconto. Tornando per raccontargli dell’accaduto, Dutch, come se non fidasse più di Arthur, gli domanderà se lo ha consegnato.

Ecco, è un momento importante, pregno già di quello che condurrà, poi, attraverso l’intera narrazione di Red Dead Redemption 2, Dutch ad aggrapparsi a chi non ha mai manifestato alcunché nei suoi confronti, se non un chiaro desiderio di usarlo per continuare a vivere come fuorilegge, ben lontano dalla civilizzazione e da quello che ne segue.

Arthur, a causa di quelle scelte, noterà che Dutch, colto e intelligente da sempre, avrà da ribadire che nessuno lo catturerà mai e che avrà talmente tanti dollari da fuggire via per ricominciare una nuova vita. Ed è quello che condannerà chi avrà attorno, Arthur Morgan per primo.

Ideando piani l’uno dopo l’altro, molti falliranno e spingeranno la banda a muoversi da una parte all’altra per sfuggire ai Pinkerton, pur mantenendo l’interesse fermo su Dutch e non sugli altri membri della banda, a meno che non sia un modo per attirarli tutti quanti e arrestarli. Nel corso della narrazione di Red Dead Redemption 2, Arthur sarà l’elemento portante oltre che il protagonista principale.

Arthur Morgan

Noterà un cambiamento che colpisce gli Stati Uniti, ma, nel corso della sua esperienza, comprenderà che Dutch non è il solo a temere per il futuro. Incontrerà personaggi orribili, rappresentazione di un passato che ha visto la sua esistenza andare di pari passo, come uno stadio temporale che non si ferma né intende redimersi.

Comprenderà il razzismo, il bigottismo di una famiglia del sud nei confronti di chi è più povero e prova ribrezzo per chi è diverso. Avrà davanti a sé i primi movimenti per il suffragio universale per le donne, che verranno etichettate da quei paesani ignoranti, nel corso di una missione del gioco, come delle sgualdrine che dovrebbero tornare a casa a occuparsi dei figli.
Va detto: pur non conoscendo quei movimenti, Arthur vi partecipa per un suo tornaconto, come sempre. Eppure, in un momento così importante per l’intera narrazione, nota quale sia il passato e il futuro, e in quale presente stia vivendo. Il cambiamento che ha visto le ferrovie espandersi in ogni area del Paese per collegarlo con città importanti dell’est, è un punto d’incontro con la storia di Arthur Morgan e l’intera espressione che Rockstar ha scelto per lui, come se fosse il figlio di due ere epoche diverse che si incontrano.

Arthur Morgan

Un altro passaggio fondamentale, per quanto concerne le tematiche di Red Dead Redemption 2, è l’incontro a Saint-Denis con un immigrato italiano che ha trovato la sua fortuna e ne ha fatta una questione d’onore.

Un’impronta che non lascia altre interpretazioni: in quel momento, nei sobborghi delle città industriali e già permeate dal progresso e dall’innovazione, la malavita inizia a insidiarsi in ogni anfratto dello Stato Sociale fino a divenire una macchina indomabile, imprevedibile. Arthur Morgan vedrà la nascita, in sintesi, di un male interno che culminerà il suo apice negli anni ’40, e ne conseguiranno, poi, delle rappresentazioni che stravolgeranno le vite di molti.

Una scelta che Rockstar ha preso considerando ogni prospetto futuro e quel che potrà collegarsi nel suo universo, pur mantenendo l’espressione per se stessa, lanciando dei messaggi anche ai videogiocatori che possono cogliere come importanti o semplicemente di passaggio.

Ma il cambiamento di Arthur avverrà subito dopo Guarma. Tornando a Saint-Denis, a causa di una tosse che il dottore gli diagnosticherà come tubercolosi, ogni sua certezza inizierà a vacillare. Uscendo dallo studio, per le strade della città, avrà la visione di un lupo dal manto nero correre via. Nel frattempo, se il videogiocatore avrà sbloccato le missioni con Mary Gillis, verrà fuori che Arthur, intenzionato per un istante a lasciare la banda e poi a capire di non poterlo fare, comprenderà quanto l’amore tra i due sia ancora forte, nonostante impossibile.

Arthur Morgan

Lo comprenderà da una lettera, che Arthur leggerà come ultimo addio di Mary alla sua ennesima decisione di restare per Dutch, rinunciando forse a una felicità immediata, capace di redimerlo da tutto quanto. Ripensando al passato, Arthur si accorgerà di quanto sia stato sciocco affidare se stesso a l’imprevedibilità. Viveva giorno per giorno e otteneva ciò che voleva, ma ora, a dispetto di quanto, capisce che ormai tutto quanto è mutato. Ad alimentare ancora di più questa sua consapevolezza, poi, è la malattia che lo porterà a prosciugare se stesso mentre si renderà conto di aver perso tempo inseguendo una filosofia che ormai, a causa del progresso e della civilizzazione, è morta.

Al videogiocatore verranno date due possibilità: continuare la via del fuorilegge, nonostante tutto; o quella della redenzione, capace di portare Arthur ad avere pietà per chi ha contribuito a rovinare l’esistenza. Se Arthur sceglierà di parlare con una suora, che aiuterà a salire su un treno diretto verso il Messico, aprirà parte di se stesso e ammetterà di avere paura.Arthur si mostrerà debole. La tubercolosi, ormai sempre più grave, lo condurrà a una confessione che non riuscirà più a tenere per se stesso. La suora, che lo ascolterà e lo aiuterà in quel momento, lo spingerà a trovare una consapevolezza interiore, a una ferma convinzione che riuscirà a tirare fuori dopo tutti quegli anni al servizio di qualcosa che ormai è passata da tempo.

La fine di tutto…

“Non saprei, ma ogni volta che ci incontriamo, lei è sempre lì che aiuta la gente e sorride”. “Ma ho fatto cose orribili”. Sarà sempre questa la formula che utilizzerà per rispondere a quell’affermazione, fintanto che poi, a seguito di quando noterà grazie alla suora, ammetterà che la sua paura è legata alla morte quanto all’ignoto.

Arthur Morgan non è un cinico, non è neanche santo e non giungerà mai a una redenzione, quanto più a una consapevolezza delle sue azioni e al modo in cui potrà fare in modo di non replicarle e a rimetterle a posto, col poco tempo previsto

Arthur Morgan

Racconterà alla suora, l’unica persona in quel momento a interessarsi a lui, di quanto abbia sofferto nella sua vita e che, anche in quel frangente, ogni perdita non abbia fatto altro che fargli perdere stima del mondo. Arthur non ha mai elaborato i lutti, ma si è rassegnato al fatto che il mondo sia oscuro. Ma, grazie a quella confessione, capirà che anche un fuorilegge, a dispetto di tutto, può redimersi davvero e cercare di rimettere a posto quel che ha rotto a causa di scelte dettate dall’orgoglio, dalle lealtà nei confronti di qualcuno che ormai non è più disposto a condividere null’altro che la propria frustrazione a causa dei propri fallimenti.

Quando verrà messo di fronte alla verità, Arthur cavalcherà da Dutch, alla fine di tutto quanto. Parlerà espressamente di chi ha tradito la banda, di come, nonostante abbia perso tutto quanto, sia comunque legato a Dutch, che è cambiato da Guarma manifestando parte della sua follia uccidendo una donna innocente, contravvenendo a tutto quello in cui credeva

Arthur proverà a farlo rinsavire, ma non ci riuscirà. Verrà visto come una traditore. Come una serpe in seno, quando l’unica e reale serpe è Micah Bell, abile a essersi intrufolato nei pensieri di Dutch quanto a minare l’ordine dell’intera banda soltanto per un proprio tornaconto.

La parte finale di Red Dead Redemption 2, come il videogiocatore appurerà, sarà un netto taglio di passo con tutto il resto e si rifarà a quanto visto e vissuto in Red Dead Redemption. Chi ha giocato come me il primo e il secondo capitolo, che è una pietra miliare nella storia dell’arte videoludica e dell’intero settore, comprenderà quanto non sia soltanto Arthur a cambiare negli ultimi due capitoli, ma anche il mondo e John Marston.

Sarà proprio lui a vederlo un’ultima volta, e fino all’ultimo sarà il videogiocatore, che vedrà l’alba giungere sopra i monti, come ultimo, potente messaggio a un grandissimo eroe del Selvaggio West.