Prima di procedere a parlare di Nintendo Switch, è giusto che lo sappiate: ho già avuto console Nintendo nella mia vita, oltre a dispositivi portatili come PlayStation Portable. In tal senso, già conosco quale sia l’approccio da seguire, avendo viaggiato a lungo quando andavo al liceo e avendo occupato quel lasso di tempo a sfoltire titoli dalla mia lista come God of War: Chain of Olympus o Medal of Honor: Heroes 2. A legare quel periodo fu il poco tempo a disposizione e il mio pessimo modo per organizzare le mie sessioni di gioco a causa dello studio.

Riuscire a combaciare passione, ora lavoro, alla quotidianità non è stato affatto semplice. Trovare il tempo per una partita ai titoli proposti per 3DS o PlayStation Portable era oltremodo complesso. Però, in un modo o nell’altro, a togliere quella polvere di monotonia esagerata, c’era una metodologia che seguivo con molta accuratezza durante il giorno, soprattutto quelli feriali o nelle vacanze estive, natalizie o invernali.

Giocavo ovunque, con PlayStation Portable; rispetto al 3DS, per me, era una console assolutamente divertente quanto ricca di titoli, considerato ciò che io preferivo in quel periodo. Avendo comunque sempre giocato su console tradizionali, ora che la corrente generazione sta per concludersi, Nintendo Switch è quella novità di cui in questo periodo avevo fortemente bisogno.

Il mio primo giorno…

Non l’ho ordinata affatto in un periodo semplice. Non lo è per nessuno, in realtà, a causa del Covid-19 e delle misure restrittive che noi tutti viviamo ormai da un mese e cinque giorni. Sono entrato nel catalogo di Gamestop, facendo attenzione, prima di tutto, se il mio CAP era raggiungibile per la consegna – e lo era, fortunatamente. Allora osservo bene il catalogo Nintendo, dando prima di tutto una priorità alla versione basic di Nintendo Switch, sebbene non fosse quella che cercavo. Siccome desideravo dare al mio approccio coi giochi Nintendo e all’esperienza con Switch una formula diversa, prendo una decisione che anche ora rivendico come azzeccata per ciò che io ricerco nell’esperienza. E poi, diciamocelo: costava troppo.

Scelgo la Lite grigia, una bellissima versione, a mio avviso. Aggiungo The Legend of Zelda: Breath of the Wild e avvio, dopo un tentennamento iniziale, l’ordine che spero arrivi al più presto. Va detto: è stato consegnato in un modo alquanto divertente dal corriere, il quale, il giorno indicato poi nella tracciabilità del mio pacco, si è fatto riconoscere subito dall’altra parte della strada della via in cui vivo agitando la mano. “Un ordine per Mercurio?”, mi chiede. Io, che quel giorno mi ero preparato a dovere con tanto di maglia dedicata e felpa di Zelda, ero già fuori dal balcone; perciò lo saluto e annuisco.

Avevo già le scarpe, ma non faccio in tempo a scendere le scale che vedo il corriere correre via, e il mio pacco davanti alla porta del condominio. Ammetto che sia stato molto rapido come scambio, ma in quel frangente ho capito quanto sia complesso il mestiere del corriere, ai tempi del Covid-19.

Come un bambino che riceve il proprio regalo di Natale, mi fiondo immediatamente ad aprire il pacco. Levando le protezioni che raccolgono il videogioco e la console, tolgo per primo Zelda e poi quest’ultima. Osservo superficialmente la versione fisica del gioco, siccome ero più interessato a stringere finalmente la Switch e a tenerla per mano, ora che ne avevo la possibilità. Ironia della sorte, c’era proprio la confezione della Switch da aprire. Avrei potuto aiutarmi con un coltello da cucina, ma non volevo rischiare l’incolumità della console. Una volta che la apro, tolgo via il libretto delle istruzioni (che ho già perso, tanto per cambiare) e poi stringo la mia Switch. Ho avvertito immediatamente quanto fosse leggera, al tatto. Alzandola, poi, ho apprezzato quale fosse la sua proposta di design. Rotelline ben implementate all’interno della base, fornita di uno schermo davvero ampio. Per imparare a inserire Zelda, una volta avviata la console, mettendola poi a caricare in una presa di casa, ho dovuto tentennare un momento per paura di romperla, come mi accade con qualsiasi console da sempre.

Riuscendoci, con un sospiro di sollievo in aggiunta a una disperazione iniziale, mi siedo sul divano di casa, collego la console ai miei social network e a internet. Avvio un aggiornamento per non avere rallentamenti futuri, anche se ho già notato la rapidità della console in fatto di caricamenti delle impostazioni del mio profilo – e non solo. Inizio Zelda, ci gioco due ore, ne rimango colpito. Ne voglio altre mille.

A portata di mano, un approccio un differente…

Nel preludio iniziale, quando ho parlato di 3DS e PlayStation Portable, ho scritto quanto fossero istantanee per qualcuno che viaggia a lungo ed è costretto a dedicare un’ora, due al massimo in quel lasso temporale in cui si sta spostando. Ecco, e già n’ero consapevole, Nintendo Switch Lite, in tal senso, è un mondo completamente a parte che ha una sua filosofia di videogioco.
Ha una mobilità enorme che può essere sfruttata in ogni angolo di casa come la Basic, che ho provato da un amico, ma che risulta essere ancora più comoda e fornita di molte informazioni allo stesso modo della basic sul mondo Nintendo e non solo, nella sua opzione della home, per quanto sia concentrata a fornire quello che ha portato Nintendo a rivedere anche una parte della progressione interna sulle proposte e i titoli attraverso uno store che ha offerte giornalieri su titoli altisonanti, importanti. Penso a Gris, che ho acquistato nel secondo giorno con Nintendo Switch Lite non appena ne ho avuto l’occasione, o To the Moon. Nuovi titoli, insomma. Un nuovo metodo che cattura il videogioco non in una singola area, ma dove si vuole.

Costretto a stare in casa come tanti altri a causa del Covid-19, ciò che risulta ancora più evidente, per merito stesso di Nintendo Switch Lite, è la comodità. Mai, mai mi sarei immaginato di giocare The Legend of Zelda: Breath of the Wild e farlo sdraiato sul letto o sul divano. Avete presente quando vi raccontano una fiaba della buonanotte, quando quella storia, mirata a essere integrativa, è l’essenza stessa del videogioco che poi si pone nel modo più assoluto, attraverso il suo concetto di mobilità e dolcezza? Ecco, questo è il senso.

Libertà nei momenti più tranquilli, quando il mondo pare fermarsi in quel preciso istante e diventa, poi, una riflessione che mostra quanto sia raggiungibile il mondo di Nintendo a una propria consapevolezza interiore. Se penso a questo, nulla diventa limitante. Tutto pare raggiungibile, in quegli istanti mirati a divenire poi educativi e culturali, attenti a proporre una filosofia differente dalle altre in fatto di esclusive, ma non solo.

Nintendo Switch è un prospetto interessante quanto una realtà che ora, nella sua proposta ponderata al fine di essere esaltante nel concetto stesso di libertà del videogiocatore, non si limita a essere una console tascabile o una console fissa. Ma è, nella sua totalità, una realtà che esprime il massimo del proprio universo con fedeltà alla sua storia.

Non per niente, mi viene da pensare al progresso di Nintendo e alla sua storia intenta a fornire al videogiocatore non solo un modo differente d’approccio al videogioco, ma a colmarlo a ogni ora del giorno, quando è il videogiocatore a deciderlo, nel luogo che preferisce. Questo è quello che ho notato, ricordando i tempi di Gameboy quando giocavo ai Pokémon o a Super Mario, da bambino.

A riguardare, in tal senso, questo prospetto è proprio quella linea guida che approfondisce un concetto di filosofia che si preoccupa di essere accomodante, e non di diventarlo. Non si limita a essere istantaneo, ma è raccolto negli istanti che poi, con eleganza, differisce totalmente un piano che si colloca, a seguito di tutto quanto, in una linea che non si spezza, ma che alimenta le curiosità e le aspettative del videogiocatore che poi si interfaccia a nuovi titoli. Ora che ho la possibilità di recuperare Zelda, per esempio, i luoghi che preferisco sono il letto e il divano di casa. Sul primo, durante questa lunga settimana, ci sono stato quasi cinque ore, considerando anche le altre dieci sul divano.

Prendendo in esempio Zelda, avendolo acquistato in copia fisica, a riempirmi di consapevolezze e sensazioni è proprio il concetto su cui l’espressione e la profondità nella fase ludica riescono a intaccare il rapporto che si ha, non appena viene alimentato dalle proprie esperienze.

L’essenza di Nintendo Switch parte dall’approccio e giunge poi a un’esperienza che si affina una volta che si decide di abbandonarsi completamente a lei, come a entrare in un mondo nuovo che è sempre aggiornato, capace realmente di accompagnare i neofiti e i più esperti alla scoperta della propria proposta videoludica. Nintendo ne ha una rimarcata e decisa. Può piacere come non piacere, ma è attrattiva e interessante, dall’aspetto culturale a quello più accomodante e singolare, rispetto a una visione complessiva che giunge a divenire assonante e coinvolgente. Ben poche scelte, nell’ambito videoludico, su qualsiasi console, riescono a definirsi in tal senso per proposta e scelta.

Microsoft propone il GamePass, titoli al lancio nel catalogo per arrivare a ogni tipo di videogiocatore, comprese le sue esclusive; Playstation ha una misura caricaturale sui titoli e le esclusive per avvicinare il videogiocatore a un archetipo di approccio che poi diviene il punto di forza della console stessa.

Nintendo è quel modello che non solo alimenta le proprie esclusive, ma decide di interfacciarsi per determinare con prontezza quale sia il suo modello videoludico tra il fisso e il mobile, come un riconosciutissimo ibrido che incanala una formula capace di arrivare a chiunque, a essere quel metro di misura che si ritaglia la nomea del significato di originalità e una profondità legata al desiderio di essere aggiornato e capace di essere differente, pur proponendo titoli godibili spaziando nell’intero universo videoludico, arrivando a fornire esperienze esaltanti come Ori and the Blind Forest o Last Day of June di Ovosonico Studio, casa sviluppatrice nostrana.

Oggi, su Nintendo Switch…

Negli ultimi giorni la mia vita da videogiocatore è cambiata. Invece, quella da narratore videoludico e da critico è diventata migliore, più consapevole e affinata, un’apertura nuova a un mondo che ha sottolineato la propria identità negli anni passati ed è stata in grado di rinnovarsi e innovare un concetto che ora, osservandolo con estremo rispetto, raccoglie le esperienze di tutti fin da quando si era piccoli e ci si approcciava al videogioco, come raccordo tra passato, presente e futuro a insegnare e formulare una nuova prospettiva futura che, in automatico, coinvolgerà chiunque.

Per quanto poi riguarda Zelda, che mi trovo a giocare proprio ora sul divano di casa, trovo che sia appagante viverlo in questo modo. Non è un caso che al lancio di Nintendo Switch fosse subito il titolo di punta, come innovazione palese di Nintendo in riferimento, poi, a una contestualizzazione mirata capace di giungere a un livello nuovo di videogioco e offerta a chi si interfaccia a un nuovo modo che ripercorre la storia e diventa un motore deciso, inevitabile e del tutto nuovo nello scenario videoludico mondiale.

Non solo all’interno dell’industria, che diventa, poi, in una nuova e aggiornata veste permeando una funzionalità istantanea per il videogiocatore, la quale è sua portata di mano, a suo essenziale concetto di videogioco. Una nuova espressione che spinge in direzioni diverse e si dirama, ora, in un periodo tumultuoso a causa del Covid-19 come Xbox e PlayStation, ma non solo.

Da ora in avanti, un nuovo concetto…

La mia settimana su Nintendo Switch, la mia prima settimana su Nintendo Switch è ovvio che non sarà di certo l’unica e l’ultima. Recentemente ho acquisito dallo Store, in aggiunta alla mia collezione videoludica, Gris e To the Moon, i quali giocherò non appena avrò concluso la mia esperienza su Zelda, che ora si sta mostrando molto più intensa, articolata e profonda di quanto immaginassi, e che merita, nel suo insieme, tutta la mia attenzione.

In aggiunta, trovo che avere un album implementato all’interno della console sia una scelta azzeccata, soprattutto per narrare, passo per passo, l’essenza della condivisione che si può collegare ai propri profili social, in maniera tale da attirare altri videogiocatori a rivivere quegli istanti o a incuriosirsi.

Nintendo Switch, giorno dopo giorno, è una scoperta continua.