Siamo ormai giunti alla fine della Beta tecnica di Disintegration, abbiamo avuto modo di provare sia la closed, sia la open ed ecco cosa ne pensiamo.

Attorno a Disintegration vi erano una grande curiosità e premesse ben fondate, nonostante la pubblicità legata al titolo non fosse stata molta, ma soprattutto delle belle aspettative, considerando che a capo del progetto vi era la V1 Interactive fondata da Marcus Lehto, ex direttore creativo in Bungie e co-creatore di una delle più epiche saghe del mondo dei videogame: Halo. Il lead designer aveva anticipato che si sarebbe trattato di uno stress test utile a rilevare eventuali bug e a verificare la tenuta dei server, da questo punto di vista e sul piano tecnico.

Quello che sappiamo fino ad ora sono pochi dettagli relativi alla storia e al mondo di gioco: sappiamo che ruoterà attorno a un futuro distopico in cui la razza umana, ormai sull’orlo dell’estinzione, ha trovato rifugio nell’Integrazione, un processo che permette di conservare cervelli umani all’interno di armature robotizzate. Ma per ora abbiamo potuto assaporare solo la modalità PvP.

Team e Modalità di Gioco

Partiamo già con uno dei problemi principali di questo gioco: la selezione della propria squadra. Troviamo ben sette possibili scelte, tutte diverse fra loro, quintetti di soldati robotici in costume da pagliaccio che convivono fianco a fianco con nostalgici cavalieri del medioevo in salsa sci-fi, insomma, è già comico così, ma il problema più grave sta nelle squadre in sé: non hanno alcun background e hanno statistiche, abilità e armi spiegate in modo grossolano e abbozzato che rendono difficile la scelta per il giocatore il quale, per capire con quale squadra è più affine, sarà costretto a provarli tutti in game, dato che non è possibile neanche fare dei test in single player. Inoltre i vari gravcycle hanno diversi difetti. Non sono in alcun modo bilanciati, hanno movimenti e sistemi di mira lenti e macchinosi, una cadenza di fuoco ridicola e da soli in combattimento sono insignificanti. È un gioco totalmente basato su strategia e collaborazione, ma senza le giuste basi e tempistiche per farlo.

Le modalità gioco che abbiamo potuto provare sono state due:

  • Recupero: la mappa presenta tre aree dove sono custoditi altrettanti nuclei di energia. La squadra in attacco ha l’obiettivo di portare i tre nuclei fino alla zona di scarico. Il nucleo, durante il percorso, potrà essere fatto cadere dal trasportatore, uccidendo l’unità che lo trasporta o il giocatore che sta a capo della suddetta, e se starà fermo troppo tempo esploderà (è stato inizialmente difficile capire quale fosse la zona di scarico, ma dopo qualche partita era tutto più chiaro). Il round dura cinque minuti, vince la squadra che riporta i nuclei nella zona di scarico nel minor tempo possibile;
  • Controllo: la mappa presenta tre zone da conquistare. L’obiettivo, in questo caso, è mantenere il possesso delle aree il più a lungo possibile, in modo da far aumentare il punteggio del proprio team e vincere.

Le modalità non sono nulla di chissà quanto innovativo e interessante: a lungo andare, in molti casi si arriva a un punto in cui giocare diventa inutile e, proprio per mancanza di profondità del gameplay, ci si riduce spesso a violenti e noiosi scontri frontali, conditi da qualche lenta ritirata. Insomma, di emozione ce n’è poca.

Lato tecnico e considerazioni finali

Passiamo ora al tanto agognato lato tecnico del gioco, in un ormai 2020 in cui si tende sempre di più alla perfezione videoludica nei dettagli, nelle texture e nei paesaggi stessi. Disintegration fallisce parzialmente su tutto, perché nelle uniche due mappe rese disponibili per questa beta (Low Town per la modalità Recupero e Junkyard per la modalità Controllo) troviamo ambientazioni scialbe e vuote (caratterizzate da pochissimi dettagli creati con due poligoni in croce), texture appena decenti, distruttibilità ambientale quasi inesistente, muri invisibili in cui ci si incaglia, tutto questo parzialmente attenuato dal peso molto basso di questa beta (circa 3GB) forse fatto appositamente per permettere a più persone possibile di partecipare.

Parlando invece del gameplay, su console l’esperienza non è delle migliori (cali di frame, struttering, comandi molto scomodi e mal disposti) mentre su PC la situazione è stata discreta (con un PC di medio livello, il gioco in 1080p era assolutamente godibile).

In conclusione, questo Disintegration è stato quasi sotto ogni punto di vista una delusione. Speriamo vivamente che la V1 Interactive abbia voluto condurre questi test solo per verificare la stabilità dei propri server e che i loro obiettivi siano totalmente diversi. Il gioco ha molte potenzialità, può offrire molto, ma attualmente è come un diamante grezzo, quello cui abbiamo potuto assistere non è neanche definibile una beta.