Tornare a parlare di Sekiro: Shadows Die Twice è per me un grandissimo onore.
Averlo già fatto con vari articoli e approfondimenti durante il 2019 spiega soprattutto la mia volontà di condurre parte degli utenti di Sekiro e degli appassionati di From Software dentro al GOTY e alla sua profondità.
Sekiro: Shadows Die Twice è l’ultimo titolo targato From Software, se non altro quello più autoriale di Hidetaka Miyazaki, in cui la filosofia nipponica viene espressa nella maniera più folle e decisa attraverso il sistema di combattimento del gioco stesso.

Sekiro: Shadows Die Twice non è né facile né complesso, ma ha un diverso tipo di accessibilità, capace di scindere i concetti stessi di difficoltà e semplicità.
Nella recensione di Stefano Sacchi sulle pagine di 17KGroup, ciò viene espresso con molta attenzione.
Come nel mio approfondimento su Sekiro: Shadows Die Twice scrissi che è l’esperienza appresa dal videogiocatore a essere integrante all’interno della produzione, sottoscrivo che la guida ha questa intenzione.
Tuttavia, non saranno fatti spoiler sulla storia, ma soltanto sui boss, i veri protagonisti – oltre a Lupo – in Sekiro.

L’avventura parte da Kusabimaru, la katana che verrà consegnata da Kuro a Lupo, il protagonista delle vicende narrate in Sekiro.
Attenzione, perché vi verrà consegnata l’arma più importante dell’intero titolo, ben superiore a qualsiasi strumento prostetico che si otterrà in seguito.

Mentre scendiamo giù da una lunga scalinata, ci sono i primi nemici armati soltanto di una semplice katana.
Dal tutorial si evince il modo esatto in cui attaccare, perciò non esitate a colpire il primo nemico: due colpi basteranno a metterlo fuori gioco, a meno che non vi attacchi, nel qual caso spunterà fuori una finestra in cui viene spiegato come pararsi dagli attacchi.
Una volta uccisi i primi due nemici, scendete dalla scalinata.
Incontrerete un nemico che indossa un’armatura, il quale è però più coriaceo rispetto a quelle semplici guardie che avete affrontato poco prima.
Qui dovrete prestare molta attenzione, poiché vi verrà insegnato a deflettere.
NOTA BENE: in Sekiro, deflettere è importante, se non vitale per l’intera esperienza all’interno del titolo, in quanto serve per indebolire la postura nemica, che è rappresentata da una barra al di sotto di quella dei punti vita, in rosso.
Il miglior modo per deflettere è attendere che il nemico meni un fendente e che, prima che esso possa abbattersi su di voi, premiate con decisione il tasto della parata.
Un nemico del genere si può abbattere con una serie di colpi a cui lui risponderà immediatamente: darete due colpi, ma lui contrattaccherà, perciò dovrete fare attenzione al modo in cui lo farà e deflettere, colpirlo e poi ucciderlo.
Un simbolo rosso, una volta che gli avrete rotto la postura, si presenterà sul corpo del nemico e da lì potrete affondare la lama per un colpo mortale.
Più avanti incontrerete altri nemici, ma loro, se abbattuti con queste raccomandazioni, andranno giù immediatamente.
In una piccola arena, incontreremo il primo miniboss dell’esperienza.

Capo Yamauchi Shinegori

Brutto come la fame!

Troverete questo samurai armato di una nodachi, una lunga katana, intento a proteggere una porta che però, alla fine dello scontro, non riuscirete ad aprire.
Il nemico è più alto e di Lupo, e decisamente più potente, non ha pietà e non esita.
Incalzarlo con attacchi rapidi e veloci è fondamentale, ma lui attaccherà immediatamente.
Per indebolirne la postura, sarà necessario deflettere ogni suo attacco.
Infatti attaccherà rapidamente, dopodiché dovrete porre attenzione al kanji in rosso che si paleserà sopra la sua testa: sarà di colore rosso rosso per avvertirvi di un attacco imparabile.
Yamauchi attaccherà con una spazzata in grado di falciarvi in due e farvi perdere parte della vostra vitalità e postura.
Sarà importante saltare sopra la sua testa non appena il kanji in rosso apparirà per indebolire la sua postura e permettervi di aprire una finestra di attacco.
Per batterlo occorrerà deflettere e tenere la mente concentrata su di lui.
Parerà tre fendenti consecutivi, in seguito replicherà.
Deflettete finché la sua barra della postura non si riempirà, dandovi la possibilità di privarlo della prima barra di vita.
La seconda fase non varierà rispetto alla prima, ma il nemico si farà più audace.
Occorrerà dunque incalzarlo con colpi più decisi, ed è qui che il tutorial spiegherà l’affondo, in cui basterà tenere premuto il tasto di attacco per colpire l’avversario e spogliarlo della postura. Yamauchi attaccherà ripetutamente, voi deflettete e contrattaccate. Se dovesse provare a fare la spazzata, ricordate di saltargli in testa.
Una volta che gli avrete rotto la postura, sarà possibile eseguire il colpo mortale e ucciderlo. Da lui otterrete un grano di rosario utile per aumentare i vantaggi fisici di Lupo, oltre al farmaco shinobi di grado uno.

Poco più avanti, superato un ponte e chiamando Kuro con un fischio, di fronte a voi si aprirà una porta.
L’Erede Divino vi chiederà dove vi recherete, ora che lo avete liberato dalla sua prigionia. Risponderete che andrete ovunque lui vorrà.

“Ecco il mio Lupo fedele”


Seguendo il percorso all’interno della grotta, giungerete in un campo fiorito. Di spalle a voi c’è un samurai armato di katana e arco.
Scatterà una cinematic, in seguito un’altra boss fight.
In tal senso, potrete morire ed essere sconfitti e continuare con la storia o batterlo, ma essere sconfitti in seguito. Il gioco offre due possibilità, ma a noi interessa la seconda, quella dedicata a chi Sekiro lo ha concluso, ma vuole mettere in gioco se stesso e provare ad affrontare Genichiro Ashina.

Genichiro Ashina

Il simpatico amico

Avrà due barre di vita, ma non sarà semplice togliergliele com’è stato per Yamauchi Shinigori. Lo scontro inizierà con lui che vi caricherà con l’arco scoccandovi contro una freccia, poi con un rapido fendente cercherà di prendervi alla sprovvista.
Sarà dunque importante mettere in funzione la lezione precedente: deviare e poi contrattaccare.
Ma non sarà così facile come si può pensare, non con un boss così, uno dei più complessi dell’intera esperienza.

Potrete sferrare una serie di ben quattro attacchi consecutivi, ma lui replicherà spezzandola con un contrattacco, il quale dovrete deflettere.
Non entreranno colpi all’interno della vostra difesa, a meno che non facciate attenzione al suo affondo, il quale si paleserà col kanji rosso sopra la sua testa.
Potrete evitarlo soltanto saltando a lato o schivandolo prima che possa abbattersi su di voi.
Scoccherà alcune frecce, le quali dovrete parare rapidamente, poi si dedicherà a un altro attacco imparabile, che potrete evitare saltandogli sopra la testa.

Varierà l’affondo e la spazzata, in seguito eseguirà una combo, che consiglio di deflettere per indebolirgli la postura e poter in seguito infliggergli il colpo mortale, che gli toglierà la prima barra di vita.
La seconda fase varierà perché aggiungerà un attacco a mani nude, in grado di privarvi dell’intera barra dell’energia nel caso vi foste fatti colpire poco prima.
Non potrete deviare né pararlo; sarete costretti ad allontanarvi, e lì si aprirà una finestra d’attacco in cui potrete colpirlo.
Dovrete tenere a mente ogni suo movimento, fendente o attacco imparabile. Deflettere sarà la chiave per metterlo alle strette, oltre a tenerlo sotto scacco con attacchi ripetuti.
Il mio consiglio è di contare ogni suo attacco, deviare, poi contrattaccare.
Durante la combo non schivate né indietreggiate, a meno che non siate nel raggio della sua lama.
Sarà complesso mantenere il sangue freddo, ma la vittoria in questa boss fight passa dalla concentrazione e la perfezione in ogni singola azione.

Una volta che lo avrete sconfitto, perderete.
Perderete anche il vostro braccio e l’avventura in Sekiro: Shadows Die Twice avrà inizio.

Continuate a seguire la guida ai boss di Sekiro col prossimo articolo su 17kgroup.it!