Sono passati alcuni giorni da quando DICE ha dato via libera alla Open Beta di Star Wars Battlefront, terminata il 13 Ottobre 2015. I fan sono in fermento e la data della sua pubblicazione definitiva si fa sempre più vicina. In attesa di gustarci anche il prodotto cinematografico targato J.J. Abrams, abbiamo avuto quindi la possibilità di poter toccare con mano (o con pad) l’enorme lavoro offerto dalla casa svedese per piattaforma Xbox One.

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Che la Forza sia con noi

Eccoci qui, una volta indossati i guanti ed impugnato il volante, non dovremo far altro che selezionare la nostra vettura. Ah no, questo è un altro tipo di Forza…
Ironia a parte, un senso di profonda nostalgia ci invade non appena viene mostrata la schermata iniziale di caricamento. La rievocazione dell’universo creato da George Lucas prende sempre più il sopravvento, costellando la nostra mente di citazioni famose ed un susseguirsi di ricordi che ci riportano all’infanzia.
Una volta terminati i fazzoletti, il menù di gioco, dai colori prettamente familiari, ci propone tre modalità di gioco, preparandoci solo all’antipasto di quello che sarà il contenuto completo. A dire il vero l’assaggio è abbastanza limitato, ma per una Beta basterà ad offrire un quadro abbastanza chiaro sulle scelte di DICE e ciò che ci attenderà in futuro.
Si parte con la modalità Survival, catapultandoci su Tatooine, pianeta tutore di Luke Skywalker, il cui scopo sarà quello di sopravvivere a cinque ondate di soldati imperiali e bipedi AT-ST. Non essendoci una campagna single-player, gli sviluppatori hanno voluto sostituirla con un co-op, sia online che offline, in modo da offrire un’esperienza diversa. Suddetta modalità ci calerà nei panni della fazione ribelle, mentre sulla superficie di Tatooine imperverserà l’Impero. A onor del vero, si tratta quasi di un tutorial, dove prenderemo confidenza con i classici tasti del pad in un qualsiasi FPS. Tutto è stato ideato per offrire un approccio user-friendly ed il giocatore può godere fin da subito un coinvolgimento intuitivo, condito da una sensazione di confort. Tatooine si presenta vasto ed ostile sin da subito, la grandezza della mappa ci offre anche scorci incredibili e la possibilità di perdersi è superiore alle aspettative, in quanto la presenza dell’Impero è troppo esigua rispetto alla zona. Da principio ci si rende conto che l’intelligenza artificiale delle tute bianche non è proprio il massimo e anche gli AT-ST sembrano abbastanza innocui se ci si prende gioco di loro, muovendosi in continuazione. Su schermo condiviso risulta un piacevole passatempo, ma a lungo andare tutto si riduce alla monotonia.

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Il vero potere della Forza

Le cose cambiano con la Drop Zone, modalità multiplayer dove ci si contende il carico lanciato su Sullust, antico pianeta vulcanico e base strategica del commercio. L’arduo compito dei ribelli sarà quello di presidiare i pod sul suolo dei Sullustani, respingendo l’Impero. Una sorta di cattura-bandiera un po’ più sofisticata, in quanto l’abilità e la tattica della squadra sono importanti per poter vincere.
Il vero fiore all’occhiello, invece, è un altro. Parlaimo di Walker Assault. Coloro che ricordano la battaglia su Hoth ne L’Impero colpisce ancora, avvertirà una leggera tachicardia. La mappa di Hoth è veramente vastissima ed una gioia per gli occhi. Due fazioni da venti giocatori ognuna otterrà la vittoria con obiettivi differenti. Come da rievocazione, l’Impero sbarca sul pianeta ghiacciato con dei camminatori AT-AT, con lo scopo di distruggere i generatori e le difese dei ribelli; d’altro canto, i poveri umani dovranno difendere le postazioni anche con le unghie (oltre che con potenziamenti). Si prospetterebbe una battaglia epica senza precedenti ed in effetti l’effetto iniziale è proprio quello. Sul pianeta scorrono file di Imperiali e ribelli, camminatori AT-AT, schiere di velivoli X-Wing e TIE, ma soprattutto loro: gli eroi della saga. Esatto, c’è anche modo per poter ammirare Luke Skywalker e Darth Vader (Lord Fener l’ho sempre associato ad una marca di autoradio), mentre mietono vittime con le loro spade laser.

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Star Wars Battlefront o Battlefield?

Inutile dire che DICE porti con sé tutta l’esperienza accumulata nel tempo con Battlefield, perciò Battlefront non poteva esimersi dal portarsi dietro alcuni aspetti, compresi i soliti loadout con armi sbloccabili in base esperienza. Niente di traumatico si intende, ma finita l’estasi iniziale e giocando un susseguirsi di partite, qualcosa comincia ad emergere. Innanzitutto l’aspetto grafico è ciò che primeggia su tutto. Si parte col dire che su Xbox One la risoluzione di 720p non aiuta a distinguere fedelmente un prodotto next-gen. Se l’ambientazione e le mappe sono ricostruite con un dettaglio realistico, non si può dire lo stesso sui modelli, presentando dei poligoni troppo evidenti ed un antialias sfruttato malissimo. Siamo pur sempre di fronte ad una Beta e ci auguriamo che il gioco completo offra migliorie significative.

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L’audio di gioco è veramente superlativo, riproponendo fedelmente l’acustica delle armi, velivoli e quant’altro all’interno del mondo di Star Wars, anche se qualche lacuna è comunque presente, come la ripetitività di alcuni suoni delle armi (e la mancata marcia imperiale durante lo scontro con Veder [ndr]).
Il gameplay è forse l’aspetto che dividerà vari giocatori. L’idea di utilizzare fucili laser a capienza di munizioni illimitata può sembrare una buona idea. Il sistema è simile al surriscaldamento visto nel primo episodio di Mass Effect (modificato nei capitoli successivi per i feedback degli utenti), dove il raffreddamento a pressione è una meccanica che può essere fastidiosa nella modalità Walker Assault, vista la frenesia del combattimento. La vera nota dolente è rappresentata dai veicoli. Si tratta di dover recuperare dei token che spawnano nella mappa al fine di attivare un evento (utilizzabile tramite una sequenza di tasti e l’attesa di qualche secondo), quale l’utilizzo di un veicolo (o velivolo che dir si voglia), torrette di puntamento, energia o evocazione di un eroe, senza la possibilità di notare un’animazione degna di nota, ma la stessa cosa si può notare mentre si utilizza una torretta difensiva. Anche pilotare un velivolo risulta facile ed immediato, forse anche troppo, rendendo tutto troppo macchinoso.
Il problema si ripresenta quando gli eroi fanno il loro ingresso in gioco, anche qui basterebbe prendere il token ed impersonificare Luke o Vader (con l’esaltazione relativa). In questo caso abbiamo una serie di giocatori che resta staccata dagli altri per poter correre a prendere il potenziamento, lasciando la prima linea in balia della morte certa. Alla fine si riduce in un fuggi fuggi a chi per primo arriva…
Il level design delle mappe non è proprio eccellente, abbiamo sì a disposizione un jetpack che ci permette di effettuare alti balzi e poter raggiungere posti ostici, ma l’impossibilità di aggrapparsi alle sporgenze ci farà spesso cadere e mettere a rischio la nostra sagoma. Così come la mancanza di posture prone o supine, facendoci solo inginocchiare dietro un riparo, non darà mai la sensazione di essere al sicuro utilizzando gli elementi della mappa, soprattutto se abbiamo qualcuno alle spalle. Quel caro respawn, simpatica gestione che ci fa rivivere, spesso avendo il nemico dietro di noi, oppure direttamente sotto le zampe di un AT-AT…
Dulcis in fundo (ma non tanto) un precario bilanciamento delle armi e fazioni. Scopriamo ad esempio che basterebbe entrare in una torretta difensiva e sparare a random per cecchinare da distanza siderale qualcuno che passava lì per caso, oppure l’utilizzo stesso dei cecchini per poter far piazza pulita dall’altra parte del pianeta, meglio ancora le granate (infinite e riutilizzabili dopo un breve tempo di cooldown) alla stregua di bombe atomiche. L’Impero è senz’altro molto avvantaggiato rispetto ai ribelli, che quasi sempre non hanno possibilità di vittoria. Su questo è un po’ un concorso di colpa, in quanto l’Impero ha AT-ST e AT-AT a disposizione, con armatura e vita di gran lunga superiore, mentre i poveri ribelli non dovranno fare altro che erigere le difese e sperare di sopravvivere. In un multiplayer 20 vs 20 è difficile coordinare tutta la gente della fazione, per cui tutti tendono a considerare la modalità Walker Assault una specie di scazzottata senza logica.

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Complessivamente il comparto multiplayer (che sia Drop Zone o Walker Assault) è ancora afflitto da lag o disconnessioni improvvise, anche se ha la particolarità di essere molto reattivo e immediato nella ricerca delle partite. DICE non volendo ripetere l’esperienza di Battlefield, ha cercato di mettere sotto stress i server, quindi questa Beta sarà una sorta di test preventivo al fine di migliorare la gestione di rete, come giusto che sia. Mettere insieme tutta questa gente su mappe così vaste non è semplice, ma se gli sviluppatori riusciranno a stabilizzare tutto, sarebbe un grande passo in avanti verso un multiplayer più corposo.
In definitiva questo Star Wars Battlefront resta un titolo che farà felice gli appassionati della saga cinematografica, molto meno chi ricercava in DICE la giusta aggressività per cambiare un po’ le cose rispetto al passato (certe scelte di gameplay al momento sono discutibili e senza senso). Senza accennare a paragoni con i precedenti capitoli, DICE ha l’arduo compito di riportare in auge la più epica sfida con la Forza, nella trepidante attesa che veda la luce il 19 Novembre 2015 per PC, Xbox One e Playstation 4.

 

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