Annunciato quando Borderlands 3 aveva a malapena due settimane di vita, l’evento Bloody Harvest è finalmente giunto, in corrispondenza dell’evento commemorativo per i 10 anni della serie, di cui è attualmente in corso la quarta settimana di celebrazione. Assieme all’evento Gearbox ha rilasciato un grande aggiornamento che accorpa gli hotfix cumulati finora, introduce ulteriori ribilanciamenti e correzioni di bug, inoltre sono state introdotte su console le funzionalità foto e il supporto a Twitch Echocast.

Come si è rivelato dunque l’evento Bloody Harvest?

Dopo aver spulciato a dovere l’evento con un personaggio, completandone buona parte delle sfide, possiamo dire di essere rimasti molto soddisfatti da questo evento gratuito, delle proporzioni di un micro-DLC, su cui comunque ci sono ben più che dei semplici “margini” di miglioramento. Andiamo a parlarne.

MECCANICHE GENERALI DI BLOODY HARVEST

L’evento Bloody Harvest sposa la medesima filosofia dei DLC Headhunter di Borderlands 2, ricalcandoli quasi in toto come volume, humor e scrittura in generale. Durante l’evento comparirà un nuovo NPC sulla Sanctuary III, Maurice, un sauriano intelligente che ci chiederà aiuto a sterminare un’infestazione che ha colpito la galassia; entrando in partita durante il corso dell’evento, con qualsiasi personaggio, verremo automaticamente contattati da Maurice e inizierà la quest, senza doverlo cercare per conto nostro..

Da qui comincia l’evento vero e proprio, costituito da una quest ripetibile: nelle comuni aree di gioco troveremo nemici infestati da fantasmi, i quali usciranno dai loro corpi quanto sconfitti e ci attaccheranno, applicandoci il debuff terrore. Al contempo, sconfiggere questi fantasmi ci consentirà di ottenere nuovo bottino, governato da una meccanica di gioco unica dell’evento, oltre ad accumulare essenza per aprire un portale per “Heck Hole”.

In questo luogo, che si basa sul set del pianeta Athenas, concluderemo la quest affrontando orde di soldati Maliwan non-morti e il loro comandante, il Capitano Haunt (notare il gioco di parole con Traunt).

Le modalità in cui si svolge la quest presso Heck Hole ricordano moltissimo gli assalti di Destiny, tutto condito e accompagnato dall’atmosfera tipica di Borderlands. Anche se forse la quest è troppo breve e ci sorgono legittimi dubbi sulla ripetitività dei contenuti, in generale abbiamo avuto l’impressione che le proporzioni fossero adeguate, soprattutto per un evento gratuito che giunge poco dopo il lancio e dopo che abbiamo assistito a un supporto così costante e valido sin dal lancio.

BOTTINO DI BLOODY HARVEST

Di per sé Borderlands 3 è un titolo estremamente generoso sul fronte del bottino, praticamente incomparabile ai suoi predecessori, anche per via dell’incremento apportato dalla modalità Caos. Bloody Harvest ha ulteriormente ostentato questa qualità: la modalità Caos 3 ora è una vera e propria pioggia di bottino, col terreno delle terre di confine costellato di equipaggiamenti di altissima qualità.

Bloody Harvest ha introdotto un nuovo genere di effetti consacrati, governati dalla meccanica del terrore: più terrore accumuliamo, più le armi consacrate diventano potenti, con effetti che variano dall’aumento di prestazioni alla rigenerazione salute o munizioni, ma anche effetti più specifici, legati all’abilità d’azione. Vi sono anche alcuni equipaggiamenti che consentono di infliggersi terrore, consentendo di conservare questa meccanica di gioco in futuro, anche quando l’evento sarà terminato.

Si tratta di un nuovo modo di giocare che sinceramente non ci aspettavamo, anche visto come gli Headhunter non avevano mai introdotto nulla del genere, focalizzandosi invece sui piccoli dettagli di ciascuna avventura.

Inoltre, l’evento ha introdotto una serie di nuovi equipaggiamenti leggendari, abbiamo avuto modo di mettere le mani su un fucile da cecchino leggendario, lo Stalker, che si è rivelato discretamente buono per essere un Dahl E-tech, ma anche uno speciale scudo nova gelante, lo Scream of Terror, infine un potente shotgun hyperion, il Fearmonger; anche questi equipaggiamenti pare siano potenziati dal terrore, sebbene in modo più subdolo.

AREE, BOSS E SFIDE DI BLOODY HARVEST

All’evento sono associate delle sfide uniche, che se completate danno accesso ad alcune ricompense speciali, fra cui ciondoli e skin per personaggi ed armi. Si tratta di sfide relativamente votate al grinding, nessuna delle quali è esagerata come requisiti, salvo forse un paio che sono fin troppo esigenti (sconfiggere 25 volte il Capitano Haunt e uccidere 100 nemici posseduti col danno gelante… solo ed esclusivamente dentro Heck Hole).

In cambio, la nuova area Heck Hole ci ha dato molta soddisfazione e dimostrato ancora una volta quanto Borderlands 3 abbia ancora molto da dare, più precisamente quanto si possano ancora sfruttare le ambientazioni presenti nel gioco base. Athenas è stato senza alcun dubbio il pianeta meno sfruttato di tutti, siamo stati molto contenti di poterlo visitare nuovamente, sebbene in questa veste alquanto bizzarra (che comunque non costituisce una reskin).

Il flow di questa zona è particolarmente adeguato, di fatto la zona è separata in tre aree: un cimitero, una caverna sanguigna e la necropoli finale, dove si tiene la battaglia col boss. A questo proposito, il Capitano Haunt è un eccellente boss, soprattutto se teniamo in considerazione le nuove meccaniche di gioco che Borderlands 3 ha introdotto: abbiamo un uso molto più intelligente e ponderato delle fasi di invicibilità, senza che queste siano una finestra temporale di nulla assoluto.

Per sconfiggere Haunt dovremo distruggere qualunque filatterio compaia sulla mappa e lo renda invicibile, a mo di Ender Dragon di Minecraft, anche se in generale questa boss fight ci ricorda davvero moltissimo quelle di Destiny e dei boss al termine dei suoi assalti, in particolar modo Bracus Zahn.

CONCLUSIONI

Sicuramente in futuro vorremmo un’attività più corposa e meno ripetitiva, non necessariamente improntata su questa meccanica di gioco ciclica: non sarebbe male avere una grande area-hub stile Floodmoor Basin, in cui vi siano una serie di attività da completare girando liberamente, invece di avere un percorso lineare (comunque consistente e valido).

Ciò detto, questo Bloody Harvest è stato un buon inizio per Borderlands 3, che ci fa ben sperare nel prossimo DLC gratuito, dove affronteremo nuovamente (e forse per l’ultima volta) l’esercito Maliwan in un confronto diretto.