Borderlands 3 è appena giunto al suo primo mese di vita, un mese in cui il titolo ha dimostrato pienamente di poter far parlare di sé, non sempre con un’accezione interamente positiva.

Ogni settimana dal lancio è stata caratterizzata dal rilascio di una patch e di un Hotfix, spesso indirizzando diversi problemi di bilanciamento dell’arsenale, ma talvolta introducendo vari nerf ad abilità o alla drop rate che non sempre sono stati accolti con grande entusiasmo dalla community.

In questo articolo andiamo a parlare però di nuove feature che desideriamo vedere implementate nel titolo, sperando che aggiornamenti o DLC vadano a soddisfare i nostri desideri.

1 – VISITARE LE STANZE DEI COMPAGNI ANCHE OFFLINE

Una delle feature più carine di Borderlands 3 è stata l’introduzione delle stanze private per ogni personaggio a bordo della Sanctuary III, stanze il cui arredamento è determinato dal personaggio utilizzato e a cui ogni giocatore può contribuire, scegliendo fino a 3 oggetti di scenario in posizioni chiave ed esponendo i propri tesori in delle teche apposite.

Questa funzionalità però è disponibile soltanto mentre ci si trova in una sessione di gioco cooperativa, limitandone un po’ l’utilità e il potenziale. Quello che vorremmo è che il gioco fosse in grado di registrare le informazioni degli ultimi giocatori/personaggi con cui abbiamo giocato, e di consentirci di accedere alle loro stanze anche una volta che la sessione di gioco è terminata.

2 – BOSS DA RAID

Borderlands 3 ha rivoluzionato completamente le meccaniche delle proprie boss fight, introducendo battaglie con fasi multiple, frangenti temporali in cui è impossibile infliggere danno e meccaniche uniche per ciascuno dei boss principali. Inoltre, ha introdotto i terreni di prova, ciascuno dei quali costituisce una nuova sfida, nonché un modo di consegnare agli utenti un’esperienza simile a Digistruct Peak, senza comportarsi strettamente allo stesso modo.

Quel che manca comunque è il feeling dei vecchi boss da raid, da Crawmerax l’invincibile a Pyro Pete, da Mastro Gee ai Draghi della Distruzione, per non parlare del recentissimo Haderax L’invincibile, un boss interamente basato su gimmick: boss che fossero caratterizzati da un notevole livello di difficoltà, le loro vecchie meccaniche sono andate completamente perdute (anche se rimpiazzate da alcune più adatte per dei boss storia) così come il senso di ricompensa ottenuto dalla raccolta dei cristalli serafici e dalle esplosioni di bottino caratteristiche di questi nemici.

Ci chiediamo se quindi Gearbox intenda ripristinare la tradizione e introdurre altri boss da raid con l’avvento di aggiornamenti e DLC, il primo dei quali è previsto per i primi mesi del 2020.

3 – FUCILI DA CECCHINO e/o SHOTGUN ATLAS

Abbiamo già espresso una forte lamentela nei confronti delle armi Atlas, il cui peso nel meta di Borderlands 3 è ancora incerto, anche dopo diversi buff mirati a questo produttore, l’ultimo dei quali ha potenziato il fucile d’assalto leggendario Carrier, rendendolo degno di nota.

A questo produttore mancano tre classi di armi, ovvero SMG, Shotgun e Fucili da cecchino: sebbene la categoria delle SMG sia trascurabile (infatti le attuali pistole ricoprono già egregiamente questo ruolo e competono con le Dahl), Shotgun o Fucili da cecchino i cui colpi sono a ricerca costituirebbero un notevole ingresso nell’arsenale del titolo.

Possiamo solo immaginare la gloria di un fucile da cecchino i cui colpi raggiungono da soli il bersaglio, accoppiati alla Sparizione di Fl4k.

4 – LANCIARAZZI MALIWAN

Un altro pezzo di arsenale che manca all’appello è costituito dai lanciarazzi Maliwan, assenti per la prima volta in tutta la saga. Se il ritorno dei loro shotgun ha avuto un certo e apprezzabile effetto, la scomparsa dei lanciarazzi è certamente notevole, anche se in qualche modo la Torgue ricopre un ruolo affine.

Un potenziale caso d’uso dei lanciarazzi Maliwan potrebbe essere uno in cui queste armi rilascino pozze elementali o bobine con area d’effetto localizzata, come peraltro avviene già col Party Pooper degli FDC e l’Hive della Torgue o con alcune reliquie leggendarie che potenziano le schiacciate.

5 – PIÙ MOD DI CLASSE LEGGENDARIE

Le mod leggendarie di Borderlands 3 sono notevolmente differenti rispetto a quelle viste in Borderlands 2 e Pre-Sequel, al punto che diversi giocatori potrebbero trovarsi disorientati: il nuovo sistema infatti non prevede una differenza così drastica nei boost conferiti da queste mod, ma gli effetti sono comunque piuttosto importanti e trovare i giusti random-roll può fare la differenza in endgame.

Anche se il parco mod attuale è piuttosto valido (qui trovate quelle di Amara), crediamo che Gearbox debba ancora tirare fuori il vero potenziale da questa parte dell’inventario di Borderlands 3, in particolar modo si possono fare sforzi maggiori su quali abilità vengono potenziate e sui poteri unici delle mod leggendarie. La nostra speranza è che ogni DLC ne porti almeno qualcuna per ogni personaggio.

6 – PIÙ AREE DI GIOCO, NUOVI AMBIENTI

Le mappe di Borderlands 3 sono fantastiche: le aree giocabili, gli scenari e gli skybox sono assolutamente fantastici in questa iterazione della saga. Al contempo, sentiamo la mancanza di alcune aree di gioco, forse ogni pianeta del titolo ha davvero ancora molto da dire.

All’appello mancano in particolare aree di gioco molto focalizzate su nemici animali, infatti l’unica che risponde a questi particolari requisiti è il Voracious Canopy su Eden 6, fra l’altro gli iconici formiragni ricoprono un ruolo molto marginale, mentre in passato le loro tane erano miniere di esperienza, in particolar modo nei Rust Commons sul primo Borderlands.

Forse pretendere aree di gioco gratuite è troppo, specialmente in vista dei DLC, nonché di un evento speciale su Athenas, oltre al mese attualmente in corso che celebra il decimo anniversario della serie. Speriamo però che il titolo possa compensare alcune lacune che si percepiscono man mano che il conteggio ore sale, sforando le prime centinaia.

7 – NEMICI CICCIONI e NANI SACCHEGGIATORI

Diciamocelo, una delle feature più assurdamente strane di Borderlands 2 era quella dei nemici ciccioni, alla cui morte susseguiva un’esplosione di soldi, eridium, ma soprattutto di bottino. I ciccioni erano anche uno dei bersagli più importanti dell’endgame di Borderlands 2, dato che erano gli unici nemici in tutto il titolo a poter droppare le mod leggendarie speciali, fra cui Infermiera leggendaria, Killer Leggendario, Torcia leggendaria e altre particolarmente impattanti sul gameplay, centrali in diverse build personaggio.

Lo stesso vale per i nani saccheggiatori, che potevano sbucare fuori da qualunque cassa di rifornimento, spesso cogliendoci alla sprovvista, ma anche costituendo una delle più importanti fonti di bottino di tutto il titolo. Come i ciccioni, solo dai nani saccheggiatori era possibile ottenere le reliquie E-Tech e tutti i cacciatori della cripta navigati conoscono il farming spot nella Wildlife Exploitation Preserve.

Anche se i Tink Saccheggiatori e i Jabber Manolesta ricoprono parzialmente questo ruolo, la loro comparsa è un’eventualità molto rara e comunque non ilare quanto vedersi un mini caricatore hyperion o un mini bandito parlare con voce alterata, o un varkid impacciato non riuscire nemmeno a volare per via della massa adiposa, o ancora un formiragno col culo enorme muoversi impacciato. Questo genere di cose sono la firma di una delle saghe più folli di sempre e meritano di fare la comparsa in quello che al suo lancio è stato uno dei titoli più importanti di sempre.