Il lancio di Anthem non è stato propriamente un successo per BioWare. Se da una parte, infatti, il titolo ha ottenuto buoni risultati in termini di vendite, dall’altra raccoglie reazioni che spaziano dal tiepido interesse alla delusione cocente.

Dopo Andromeda quindi, gli sviluppatori si ritrovano nuovamente nella situazione di dover correre ai ripari al più presto possibile. Il titolo è uscito da poco più di un mese, quindi nulla è perduto. Tuttavia i problemi che lo affliggono rischiano di lasciare un’impronta assolutamente negativa nei giocatori, tanto da portare all’abbandono permanente di buona parte dell’utenza.

Nonostante tutto questo, però, Anthem non manca di fattori positivi da cui gli sviluppatori devono assolutamente ripartire ricostruendo l’ecosistema di gioco. Come?Facendo quello che più volte hanno dichiarato di aver fatto nei mesi precedenti: ascoltando i suggerimenti della community e guardando, perchè no, anche alla concorrenza. Per risollevare il titolo, BioWare dovrà focalizzarsi su determinati elementi: giocabilità, contenuti, mappa e personalizzazione.

GIOCABILITA’

Uno dei punti di forza del gioco consiste senza alcun dubbio nel gameplay. Il volo, la verticalità e le abilità degli Strali rendono il titolo divertente, a patto tuttavia che si riesca effettivamente a giocare. Giocabilità quindi intesa come possibilità effettiva di godersi una sessione intera senza pensieri.

Dalla beta a oggi la qualità della vita, all’interno di una sessione di gioco di Anthem, è senza dubbio migliorata. Tuttavia le improvvise disconnessioni e i crash affliggono ancora gran parte delle partite degli utenti, e purtroppo non si tratta dell’unico problema che attualmente mina l’esperienza dei giocatori.

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I lunghi tempi di caricamento infatti rappresentano una vera spina nel fianco, soprattutto per quella parte dell’utenza che, avendo a disposizione pressappoco un’ora al giorno, ne passa buona parte fissando la barra di riempimento. A lungo andare questo fattore, unito alla scarsa stabilità delle sessioni, porta inevitabilmente i giocatori a spazientirsi e a perdere la fiducia nei confronti del titolo e soprattutto verso chi lo produce.

Gli sviluppatori devono quindi lavorare prioritariamente sulla stabilità e sull’agilità di Anthem, al fine di renderlo solido e scorrevole. In sostanza eliminando il più possibile i tempi morti all’interno del gioco.

Il giocatore il cellulare lo deve lasciare sul tavolo quando gioca ad Anthem. Se metà della sessione la passa leggendo messaggi e controllando la propria bacheca social significa che qualcosa non va.

CONTENUTI

Anthem è un Looter-Shooter, e va da sé che arrivati a un certo punto baserà molto della sua offerta sul back-tracking, ovvero sulla ripetizione di determinate attività per arrivare a ottenere una data ricompensa. Il titolo al momento però presenta lacune proprio sotto l’aspetto attività-ricompense.

Tre Roccaforti, il gioco libero e i contratti leggendari rappresentano al momento l’endgame di Anthem. Un endgame che si è rivelato, purtroppo, piuttosto inconsistente, sia a livello quantitativo sia qualitativo.

Una volta completata la storia principale, infatti, le uniche aggiunte a quanto già affrontato in precedenza consistono in una Roccaforte (il Tempio di Scar) e nei contratti leggendari, che al momento non presentano una varietà tale da garantire una rigiocabilità elevata. Anche il gioco libero al momento offre pochi spunti, con eventi pubblici dalle meccaniche piuttosto piatte e simili tra loro.

Si percepisce in particolar modo l’assenza di una “vera” attività endgame, come un Raid, o qualcosa di diverso e dotato di meccaniche uniche e totalmente diverse rispetto alle altre modalità.

Anche la gestione del loot risulta poco convincente. Anthem non consente ai giocatori di “infondere” gli oggetti più deboli con quelli più potenti come accade, per esempio, su Destiny. Ottenere quindi due volte la stessa ricompensa non frutterà altro che qualche materiale per il crafting e nulla più. Nel caso inoltre andassimo a considerare tutto ciò all’interno della già citata ora di gioco giornaliera, otteniamo un altro forte elemento di disappunto da parte del giocatore. BioWare dovrebbe quindi cercare di porre un limite al tasso di ottenimento di oggetti identici, oppure fornire loro una qualche utilità. La concorrenza in merito adotta strade diverse ma entrambe interessanti e percorribili. Destiny permette l’infusione, The Division consente, invece, di condividere gli oggetti raccolti con il resto del team per un limitato periodo di gioco.

Servono più contenuti e soprattutto una maggior varietà di meccaniche di gioco, anche a livello di gestione del loot. Un Raid o un’attività con ricompense uniche e diverse da quello che attualmente offre il gioco, Quest dedicate ad armamento leggendario e imprese che portino il giocatore a scoprire maggiori dettagli loristici.

MAPPA E GIOCO LIBERO

Anthem può contare su di un’area di gioco dalle dimensioni più che rispettabili. Una tale estensione però meriterebbe una migliore razionalizzazione, dal punto di vista dei contenuti e dell’interfaccia. Un titolo di questo calibro dovrebbe poter offrire al giocatore numerose attività in gioco libero da poter completare. In questo senso la consultazione della mappa dovrebbe giocare un ruolo fondamentale.

Al contrario invece al momento offre prevalentemente i già citati eventi pubblici e poco altro, ed è un vero peccato. Vista la vastità dell’ambiente e la varietà di creature ostili, infatti, ci si sarebbe aspettata una maggior quantità e densità di cose da fare.

In questo caso gli sviluppatori dovrebbero prendere come esempio la mappa di The Division 2. L’area di gioco è divisa in settori, corrispondenti a diverse fasce di livello. Completando progressivamente le attività disponibili il giocatore raccoglie abbastanza esperienza per passare al settore successivo.

Questo modo di organizzare il mondo di gioco, unito ad una interfaccia che consenta al giocatore di tener traccia dei propri progressi direttamente sulla mappa, forniscono al giocatore una motivazione in più per completare le varie attività.

Puntatori direzionali, viaggi rapidi, nodi di risorse, insediamenti nemici da ripulire, sono elementi assolutamente necessari se si vuole dare un senso al gioco libero di Anthem.

ESTETICA E PERSONALIZZAZIONE

Fin dalla presentazione Anthem è stato presentato come un titolo dalla ricca caratterizzazione estetica.

Vinili, colori e decalcomanie sono effettivamente presenti in un discreto assortimento, ed è possibile riscattarli portando a termine alcune attività. Per i pezzi di Strale invece la situazione è completamente rovesciata: pochi, tutti piuttosto simili tra loro e ottenibili solo dallo shop del gioco (in cui, va sottolineato, è possibile utilizzare valuta in-game oltre che reale).

Servono quindi nuovi set di questi pezzi, con design più accattivanti e personali, ma devono essere ottenibili anche tramite il completamento di Fortezze, Contratti o Gioco Libero.

La stessa estetica delle armi è piuttosto piatta e fondamentalmente pone i leggendari quasi sullo stesso piano di quelli comuni. Mancano elementi di carattere, che rendano unico e distinguibile un pezzo leggendario: colori, effetti come fiamme, fulmini o vapori, suoni particolari durante l’uso o la ricarica.

Possono sembrare tutte piccole cose, ma sommate tra loro fanno la differenza. Non solo amplificano la percezione che regala l’uso di un dato pezzo o di una particolare arma, ma migliorano anche il feeling con la stessa.

Anthem è sulla piazza da poco più di un mese, e la strada della rinascita davanti a BioWare è piena di insidie e difficoltà. Il lavoro da fare per dare lustro a un titolo al momento afflitto da numerosi problemi è tanto, ma gli sviluppatori devono assolutamente ripartire sulla base proprio delle critiche costruttive ricevute dall’utenza, tenendo ben presente che in mezzo ai molti problemi ci sono comunque dei punti fermi che lasciano ben sperare e che forniscono spunti positivi.

Anthem è una nuova IP, che pone le sue fondamenta su un universo totalmente inedito e caratterizzato da un gameplay accattivante: da questa base BioWare deve ricostruire un titolo che molti di noi hanno aspettato per lungo tempo con fiducia, e che sperano ancora si possa finalmente rivelare in tutto il suo splendore.