Una leggenda dimenticata? Forse no…

Sono quasi 20 gli anni che ci separano dall’uscita dell’ultimo MediEvil originale (Non contando il poco apprezzato remake su PSP); abbastanza per far accettare ai fan della serie che l’uscita di qualcosa di nuovo sarebbe stato ormai impossibile, eppure la speranza non venne mai definitivamente spenta. Ma cosa ha portato ad avere una fanbase così affezionata a qualcosa che non tocca le console da 2 decenni?

MediEvil (1998) e MediEvil 2 (2000) furono due esclusive PS1 sviluppate internamente dallo studio Sony Cambridge; primi baluardi dell’hack and slash 3D, raccontano le avventure di Sir Daniel Fortesque: un maldestro e codardo cavaliere che, riportato per sbaglio in vita tramite un incantesimo, si vede costretto ad affrontare un viaggio che lo porterà nel gotico regno di Gallowmere (nel primo) o nella misteriosa e affascinante Londra vittoriana (nel secondo).

Furono tanti gli elementi di MediEvil che colpirono gli appassionati: le già citate ambientazioni dark e gotiche erano curatissime fino all’ultimo pixel (per i tempi) e pregne di atmosfera e stile, sbattendoci tra cimiteri tenebrosi e rovine di maestosi castelli infestati. Si può quasi dire che, più che Sir Daniel, il vero protagonista dell’avventura era proprio Gallowmere, “colpevole” di essere così tanto ispirata da rimanere nella mente e nel cuore di chiunque avesse avuto l’onore di giocarlo.

Ma il nostro scheletrico amico non era da meno, Sir Daniel infatti si discostava enormemente dalla massa di protagonisti muscolosi e bellocci che tanto andavano di moda nei videogiochi. Cento anni nella tomba non sono stati clementi con Daniel, che si è ritrovato ad essere un gracile mucchietto d’ossa. Le sue animazioni furono appositamente curate per cogliere lo spirito buffo e codardo del personaggio, con attacchi maldestri e corse poco aggraziate. Sir Daniel sfoggiava un carattere ed una simpatia molto rara e non poteva far altro che farsi amare per la sua originalità, ancora presente tutt’oggi.

Nonostante queste basi per il successo sembrino piuttosto solide, ciò che separa un buon gioco da un vero capolavoro non è forse il gameplay? E come performa MediEvil sotto questo punto di vista? Sebbene oggi sia innegabilmente macchinoso ed invecchiato male, ai tempi fu qualcosa di sensazionale. L’enorme varietà dei nemici e delle armi aumentavano il divertimento e la varietà degli scontri, sempre frenetici e coinvolgenti; intervallati di tanto in tanto da temibili boss pronti a riportare Sir Daniel nel regno dei morti.

Eppure, nonostante l’enorme amore per i giocatori e le vendite più che soddisfacenti (dopotutto entrambi i giochi ebbero l’onore di diventare Platinum PS1), la saga, così come il suo protagonista, venne messa in un sonno (apparentemente) totale.

Non c’era più posto per lo sfortunato cavaliere scheletro ed i suoi famelici nemici? Per 2 generazioni di console la risposta di Sony è sempre stata un secco no, e a poco è servito il Remake PSP uscito con con contenuti castrati ed un tono più spensierato e bambinesco poco vicino a quello dark dell’originale. Sony Cambridge venne successivamente inglobata da Guerrilla Games (Killzone, Horizon Zero Dawn) e infine chiusa, mentre tutti i suoi membri (fra cui il game director Chris Sorrell e l’art director Jason Wilson) presero le loro diverse strade; come una crepa che ormai non poteva più essere riparata.

Le speranze dei fan a questo punto erano quasi zero. QUASI. Nonostante le varie richieste a Sony nel corso degli anni, con l’avvento di Crash Bandicoot N. Sane Trilogy la scintilla degli appassionati divenne un vero e proprio incendio e i reclami per un nuovo MediEvil si moltiplicarono a macchia d’olio. Dopo 20 anni infine i fan avevano vinto. Così come Sir Daniel, risorto dalla tomba per affrontare una missione più grande di lui, i fan sono riusciti nella loro imponente impresa contro ogni previsione. Il nuovo capitolo di MediEvil era diventato realtà.

Un riposo lungo 20 anni ha fatto bene alla saga e al suo prode cavaliere

Morte e Resurrezione

Tutto cambiò a dicembre 2017 al Playstation Experience di Sony, dopo uno show effettivamente sottotono il buon Shawn Layden fece l’impensabile. Annunciò la resurrezione della saga di MediEvil con un capitolo completamente rifatto sulla falsariga di Crash Bandicoot. Il trailer d’annuncio di allora mostrava molto poco e lasciava intravedere un progetto a malapena in fase ambrionale. Le voci del trailer erano prese dai 3 capitoli precedenti (Resurrection compreso), le silhouette erano invece quelle di vecchie immagini promozionali di MediEvil 2 e curiosamente anche una fanart (il cui autore ha confermato la sua estraneità a questa bizzarra scelta di Sony) e infine il video dello zombie a fine trailer era preso pari pari dall’intro di Resurrection ma con un filtro modificato.  A conti fatti in quel trailer non c’era assolutamente nessun materiale nuovo nè tantomeno originale, solo un mappazzone di elementi pescati dalla storia della saga e una fanart inserita “a tradimento”.

Il motivo che spinse Sony ad annunciare questa Remaster in uno stato a conti fatti non presentabile rimane ancora oggi un mistero (nonostante l’ipotesi più probabile, per il sottoscritto, sia il dover ravvivare uno show senza annunci con una sorpresa finale e MediEvil era l’unica disponibile, quindi hanno dovuto fare un trailer in fretta e furia).

A dare ulteriore conferma all’ipotesi di un progetto annunciato decisamente troppo presto furono i successivi 11 mesi (avete capito bene) di silenzio cosmico assoluto. La gioia ed il gaudio che portò l’annuncio fu direttamente proporzionale alla preoccupazione che questo assordante silenzio instillò nei cuori dei giocatori. Gli inevitabili rumor di una cancellazione presero scomodamente piede nella mente di chi stava di nuovo perdendo le speranze di vedere Daniel risorto ancora una volta.

Fortunatamente il 31 ottobre 2018 Sony Computer Entertainment calmò definitivamente le mosse acque e rilasciò il trailer (stavolta ben più corposo) di MediEvil Remake, seguito da numerose novità annunciate su Twitter i giorni successivi da varie persone

Lo sviluppatore si è rivelato essere Other Ocean Interactive, relativamente sconosciuti ai più ma che hanno sviluppato giochi degni di nota quali Super Time Force Ultra, l’originale Stacking e l’esilarante Rick and Morty: Virtual Rickality. Quello di MediEvil Remake è per loro un progetto più importante di quanto si potrebbe pensare in quanto potrebbe essere il trampolino di lancio più importante per la loro carriera fino ad ora.

I nemici da affrontare saranno tanti e tutti decisi a riportare Daniel nella tomba…E diciamo che il coraggio non è il suo punto forte

Una fedeltà durata 20 anni

L’intero team è mosso da una passione sconfinata per il progetto, ha fatto sapere più volte su Twitter, e si è posto l’obiettivo di creare una visione di MediEvil che sia perfettamente godibile ancora oggi pur senza tradire quella originale. Il gameplay sembra ora più fluido e le animazioni di Sir Dan sono ancora più goffe ed esagerate. Un grandissimo lavoro è stato fatto sulle ambientazioni: il team ha infatti sviluppato un engine che gli permette di vedere in tempo reale (e quindi senza la piccola renderizzazione di PS1 che non riusciva a mettere su schermo i modelli lontani fino a quando non ti avvicinavi) tutti i livelli di gioco e con esso possono ricrearli nel miglior modo possibile. Grandi differenze ad esempio si possono notare con il livello “La Foresta Incantata” che ora sembra infatti essere una foresta lussureggiante e ricca di dettagli; allo stesso modo cimitero è stato migliorato esponenzialmente, aggiungendo un vento che porta con se foglie secche e muove sinuosamente l’erba, mentre un tetro cielo viola copre l’orizzonte. I livelli mostrati non sono molti ma hanno comunque convinto sulla bontà dello stile e della produzione di questo remake, assolutamente a livelli altissimi.

La fedeltà all’originale è la regola numero uno di Other Ocean che ha fatto l’impensabile, il sogno che tutti i fan avevano ma che era troppo esagerato persino per loro: riunire il team originale che lavorò al gioco nel lontano 98.

Proprio così, i già citati Chris Sorrell (Game director) e Jason Wilson (Art Director e doppiatore di Sir Daniel) sono tornati dopo decenni di hiatus a lavorare su ciò che li ha lanciati nell’industria dei videogiochi successivamente abbandonata dopo la chiusura di Sony Cambridge. Con Chris a fare da consulente per il progetto e Jason tornato alla matita per disegnare e guidare lo stile del gioco, questo Remake rappresenta di fatto la VERA e DEFINITIVA versione di MediEvil. Con i suoi due papà di nuovo al timone di comando la destinazione è quella di creare ciò che il primo MediEvil doveva essere sin dall’inizio senza più limiti di budget, tempo e potenza limitata della console. Non si tratta di una diversa visione del gioco come ad esempio furono i remake di Shadow of the Colossus e della trilogia di Spyro, ma di qualcosa guidato da chi l’ha creato, portando il cerchio alla sua conclusione. E come se non bastasse fra i ritorni di questo impensabile dream team troviamo anche i talentuosissimi Bob e Barn, compositori della colonna sonora (Dark, orchestrale, bellissima) di MediEvil 1, 2 e Resurrection che ora non dovranno più usare programmi PC per creare musica senza veri strumenti ma avranno a disposizione una vera e propria orchestra per rendere la colonna sonora ancora più maestosa di quanto già era.

Le informazioni sono ancora scarse e la data di uscita è ad oggi non annunciata (limitata ad un 2019), ma la presenza della maggior parte del team originale e l’innegabile passione di Other Ocean di fare le cose nel modo più giusto e rispettoso possibile non possono che mostrare quanto sia roseo il futuro di MediEvil Remake, in uscita ovviamente in esclusiva PS4.

Per news su MediEvil Remake e l’eventuale recensione rimanete sintonizzati qui su 17KGroup.it

La intro completamente rifatta è una gioia per gli occhi… o forse meglio dire per l’occhio