Sin dal primissimo reveal, Anthem è stato definito da gran parte dell’utenza come “il Destiny di BioWare”. Ancora oggi, ormai a ridosso del suo debutto con la Demo VIP in arrivo questa settimana, in molti si interrogano sul titolo azzardando paragoni con il titolo creato da Bungie. Tuttavia, valutandoli entrambi nella loro interezza, non si possono notare sostanziali differenze che potrebbero cambiare in maniera decisiva la chiave di lettura con cui cerchiamo di inquadrare Anthem.

PERCHE’ PARAGONARLI?

Nei mesi scorsi sulla questione del raffronto tra i due titoli si è espresso direttamente Jonathan Warner, Game Director di Anthem, che ha definito questo comportamento da parte dell’utenza come assolutamente normale e per nulla causa di fastidio tra gli addetti ai lavori, interpretandola come un modo da parte della community di cercare di catalogare qualcosa di nuovo  analizzandolo attraverso parametri familiari.

Del resto Destiny è sul pezzo da più di quattro anni:in questo lasso di tempo, pur con i suoi alti e bassi, ha radicato dei concetti e delle consuetudini che molti giocatori si aspettano di trovare anche in altri titoli. Basti pensare anche a The Division, spesso paragonato e messo a confronto con il titolo Bungie durante i suoi primi mesi di vita.

IL PARAGONE E’ GIUSTO O SBAGLIATO?

Una domanda quindi sorge subito spontanea: è giusto paragonare Anthem a Destiny? E perché?

Si tratta di un quesito che tutti noi dovremmo porci anche per altri giochi, la cui risposta risulta meno scontata di quanto possa sembrare.

anthem

Perché potremmo dire Sì…

  • L’ULTIMA SPERANZA

Si tratta di due titoli in cui gli sviluppatori hanno riversato la loro creatività al fine di plasmare un universo narrativo in cui noi entriamo a far parte di una cerchia di Guerrieri d’Elite (i Guardiani e gli Specialisti), che hanno lo scopo di difendere le ultime reminiscenze di una civiltà in bilico tra sopravvivenza ed estinzione.

  • IL POTERE

In entrambi gli universi possiamo trovare inoltre la presenza di una fonte di potere capace di realizzare ritenute cose impossibili (quasi magiche). C’è però da sottolineare come l’Inno di Anthem sia più puro potere mentre la Luce di Destiny abbia una connotazione più benevola e creatrice, senza spiccati aspetti distruttivi.

  • LA SQUADRA

Fin dalla sua presentazione, Destiny risultò chiaramente un titolo di stampo multiplayer, che radica la sua esperienza in un mondo persistente online che spinge i giocatori all’aggregazione e all’organizzazione di gruppi di gioco per portare a termine le sfide presenti, sia per quanto riguarda il PVE quanto in PVP. Come affermò Jason Jones (co-fondatore di Bungie) nel lontano  febbraio 2013, gli sviluppatori non si sono concentrati solo al fine di rendere al meglio il lato competitivo del gioco, ma lo hanno costruito al fine di esaltarne l’esperienza cooperativa con i propri amici.

Pur con qualche differenza, anche il team di BioWare ha più volte sottolineato come il multiplayer cooperativo esalti al meglio l’esperienza di gioco in Anthem. Fare squadra con i propri amici sarà il vero fulcro del titolo.

…e perché No

  • QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

Pur condividendo un’anima similare, una delle differenze principali consiste nell’impostazione della visuale: Anthem adotta la terza persona, che passa a una prima all’interno di Fort Tarsis. Al contrario Destiny è in prima persona, ma passa in terza persona durante l’utilizzo di determinate armi e abilità, oppure quando raggiungiamo con il nostro personaggio la Torre o uno degli altri Hub social.

  • UNA CERCHIA RISTRETTA

Destiny offre una rosa di attività PVP e PVE che consentono di giocare in tanto in singolo quanto in squadre fino da 6 giocatori, con un matchmaking presente per molte di esse ma soggetto a restrizioni per altre. In Anthem invece avremo la possibilità di formare team fino al massimo a 4 giocatori, così come in free-play, potremo incontrare al massimo altri 3 utenti nel nostro stesso server, ma sarà presente il matchmaking per tutte le attività disponibili in gioco.

  • PVP DOVE SEI?

A differenza di Bungie con Destiny, BioWare ha optato per non inserire il PVP all’interno di Anthem. Una scelta che molto ha fatto discutere tra i fan in rete, ma che gli sviluppatori hanno motivato  con l’intenzione di concentrarsi maggiormente sullo sviluppo di contenuti PVE che il mondo di gioco avrà modo di offrire. Anthem si gioca tutte le sue carte esclusivamente sul PVE, sia esso affrontato in singolo o in compagnia di amici. 

  • OUR WORLD, MY STORY

Il concetto stesso di PVE di Anthem è differente da quanto proposto su Destiny: avremo anche qui una campagna principale, tuttavia le missioni secondarie che ci verranno offerte dai vari NPC presenti nel gioco ci consentiranno di stabilire un percorso narrativo dall’impronta più personale .

Tali attività serviranno, oltre che a ottenere delle ricompense, ad approfondire la conoscenza di questi personaggi e della fazione che rappresentano: sembra esserci quindi un’esperienza PVE più “diretta” rispetto a quanto accade in Destiny. 

  • FORT TARSIS E LA TORRE

La Torre in Destiny consiste in un vero e proprio hub social, in cui oltre a reperire missioni abbiamo la possibilità di incontrare altri giocatori e di fare la loro conoscenza. Fort Tarsis non è un hub social, è semplicemente una zona sicura in cui avremo contatto con i vari NPC del gioco, e dove si rifletteranno alcune delle scelte che faremo.

Come già detto in precedenza quindi, il Forte al momento appare più simile alla base operativa di The Division (dove comunque si trovavano altri giocatori) che alla torre dei Guardiani.

  • VERTICALITA’

Destiny offre una varietà di mappe più o meno estese su vari pianeti, pur offrendo comunque una certa libertà presenta uno schema orizzontale. Anthem invece basa la sua esperienza su una sola mappa ma sfrutterà l’ampiezza dell’area di gioco anche verticalmente.

La capacità di volo degli Strali infatti dovrebbe consentire da una parte agli sviluppatori maggiori opzioni in termini di sfruttamento degli spazi, e un approccio più versatile da parte dei giocatori nelle varie situazioni.

  • PROGRESSIONE

Lo sviluppo del personaggio nei due titoli segue sentieri estremamente differenti tra di loro. All’inizio di Destiny siamo chiamati a scegliere una Classe con cui affrontare il gioco(Titano, Cacciatore o Stregone), per poter sfruttare le caratteristiche di ognuno di essi il giocatore ha la possibilità di creare fino a 3 personaggi distinti, ma dovrà necessariamente ricominciare dall’inizio ogni volta, pur potendo contare su qualche boost di livello. In Anthem invece  il nostro personaggio avrà la possibilità di variare lo stile di gioco semplicemente scegliendo lo Strale più adatto per l’occasione.

  • COMPONENTE RPG

Un’altra differenza piuttosto marcata tra i due titoli è l’approccio nelle dinamiche RPG/GDR, più spiccate nel prodotto di BioWare piuttosto che in quello di casa Bungie, spesso giudicato carente in questo preciso aspetto. La scelta di BioWare potrebbe risultare vincente soprattutto verso i fan storici della softwarehouse canadese, abituati a gustarsi titoli RPG come Mass Effect e Dragon Age.

E QUINDI?

Prendendo in esame quanto elencato in precedenza si può affermare che Anthem e Destiny appaiono uguali come due edifici visti da un finestrino di un aereo: osservandoli a distanza i contorni appaiono simili, ma osservandoli più attentamente e avvicinandoci sempre di più noteremmo sempre un numero maggiore di differenze fino a quando non ci renderemmo conto che tali incongruenze li rendono praticamente imparagonabili.

Destiny nel bene e nel male ha raggiunto il cuore di moltissimi giocatori, e anche coloro che lo hanno abbandonato da qualche tempo aspettano con pazienza l’arrivo di un titolo capace di raccoglierne l’eredità morale. Questo però non vuole affatto dire che debba necessariamente seguire i parametri a cui siamo stati abituati.

Affrontare e analizzare Anthem basandolo su quanto vissuto nell’universo creato da Bungie è rischioso: non solo perchè non ci permettebbe di valutare correttamente quanto creato da BioWare ma perchè potrebbe compromettere l’esperienza stessa che il titolo offre.