Durante lo svolgersi della Milan Games Week di quest’anno, abbiamo individuato un gioco all’interno dello stand dedicato alle produzioni indipendenti che ha attirato la nostra attenzione.
Direttamente fornito da Amberaxe, Xevorel si configura come titolo in grado di incontrare le esigenze dei giocatori PC ma anche, udite udite, anche le esigenze dei giocatori che prediligono lo smartphone.
Il titolo, un metroidvania in pixel art, è stato messo a disposizione di ogni intrepido giocatore disposto ad avvicinarsi per accettare la sfida dei ragazzi dello studio italiano.

Il succo

Essenzialmente, è stato possibile provare Xevorel nel suo tutorial e nel suo primo livello. Se pensate che il titolo accompagni per mano lungo un sentiero ben delineato e sicuro il giocatore, non state pensando a Xevorel. Il tutorial è studiato per mettere contro l’utente una varietà di ostacoli tale da prepararlo ad ogni evenienza, per cui, le trappole, oltre ai mostri, abbondano ma con il preciso scopo di istruire il giocatore alle avversità dei livelli a venire.
Il titolo rendeva disponibili due personaggi, ciascuno con diverse abilità: il guerriero, armato di ascia con potenti attacchi ad area, e l’arciere, armato di frecce di fuoco.
Districarsi all’interno dei livelli non è stato particolarmente difficile, anzi, ciò che è realmente difficile in Xevorel sono i combattimenti.

L’arciere è forse il più adatto per combattere quelle creature di cristallo che, guarda caso, hanno la pessima abitudine di chiudersi a guscio entrando in un certo range

Si tratta di vere e proprie istanze a parte, attivate entrando in contatto con i mostri che vagano in giro per il livello. Ogni scontro consiste in un confronto con innumerevoli creature in una modalità endless wave che, una volta completata, farà tornare il personaggio in fase di esplorazione ma occhio: se si è sospesi sopra un precipizio, una volta terminato l’incontro, il personaggio seguirà la naturale traiettoria imposta dalla gravità.
I comandi e le meccaniche, di contro, sono semplicissimi: un tasto per attaccare, uno per saltare e i tradizionali comandi per muoversi nel livello.
Amberaxe, inoltre, ha voluto furbescamente evitare la sincronizzazione degli ostacoli applicando un delay del 20%. Il giocatore, dunque, non può prendere facilmente il ritmo di attivazione delle trappole.

Una pixel art notevole che stupisce anche su mobile

Combattere per il rotto della cuffia

L’energia del personaggio scende se entriamo in contatto con i nemici ed è per questo che è importante utilizzare sapientemente le abilità dei personaggi. Specialmente il guerriero, con il potentissimo attacco a zona, saprà dominare gli incontri. Per utilizzare le proprie abilità sarà necessario raccogliere mana uccidendo mostri, per cui vale molto la pena gettarsi nella mischia per raccogliere risorse e poi risolvere le situazioni critiche con un’abilità utilizzata al momento giusto.
I nemici, morendo, rilasciano anche piccole pozioni in grado di curare il personaggio: una motivazione in più per farsi coraggio ed entrare nella mischia. Se questo non basta, ogni scontro presenta un limite di tempo entro cui deve essere completato: pensavate di mettervi nel safe spot per tutto lo scontro e farla franca? Esaurito il tempo limite, il personaggio morirà.
Tuttavia, è possibile allungare il tempo limite approcciandosi ai nemici (durante la fase esplorativa) attaccandoli o arrivando alle loro spalle. I bonus in secondi così ottenuti si sommeranno se si giunge alle spalle del mostro e lo si attacca nello stesso momento, altrimenti, se sarà il mostro a toccarci, avremo a disposizione 5 secondi in meno per completare l’istanza.
Xevorel ci invita a osare ma anche ad essere prudenti: non a caso, il modo migliore per completare il primo livello, nel nostro caso, è stato evitare gli scontri con le creature.
Inoltre, il gioco risulta perfettamente godibile sia su PC sia da device mobile. Quest’ultimo presenta un overlay per i tasti reattivo e raramente impreciso.

Una cripta oscura

Calandoci nel dungeon del primo livello, che, per essere un titolo anche mobile, dimostra una fattura in pixel art decisamente di qualità, abbiamo incontrato un ambiente con il giusto numero di sfaccettature perché il fondale risulti vivo. Dalle animazioni delle candele agli arazzi, muoversi in Xevorel è soddisfacente e non si prova la sensazione di muoversi in una fotografia.

Il gioco è strutturato in maniera tale da possedere un negozio in cui spendere le monete trovate all’interno degli incontri e di svariati contenitori con cui è possibile interagire (che, assieme all’opzione degli eventi giornalieri, risultava bloccata per ovvie ragioni. Attenzione però: non tutti i vasi, per esempio, contengono denaro!
Il primo livello è costruito seguendo la struttura a doppio anello ed è stato necessario percorrerlo più volte per attivare le due leve e arrivare all’incontro finale con il boss al termine di esso.

Infine, gli sviluppatori hanno confermato che il titolo subirà ulteriori ampliamenti come una modalità rogue-like, che sposterà di più l’ago della bilancia sulla sopravvivenza del personaggio.
Non vediamo l’ora di assistere al rilascio della versione completa per fiondarci nella sfida dei dungeon di Amberaxe, specie dopo aver provato con mano, in fiera, un titolo sì difficile, e a tratti veramente poco accessibile ma per problemi tecnici che sono stati immediatamente sistemati, ma con un alto tasso di sviluppo di dipendenza: la rinascita del personaggio è veloce, così come muoversi nei dungeon lo è, motivo per cui la morte non grava particolarmente sulle spalle del giocatore se non per il fatto che si posseggono vite come acquisti in-app. Non disperate, poiché non sarete obbligati ad acquistarne, dato che se ne otterranno di gratuite aspettando un breve lasso di tempo.