Chi ha vissuto l’epoca della prima Sony Playstation o giocava su PC ai tempi di Windows ’95 o ’98 non può non aver conosciuto Oddworld: Abe’s Oddysee, un titolo iconico dell’epoca, che mescolava il puzzle game al platform e che ci catapultava in un mondo fortemente industrializzato e accompagnato da sfumature horror. Alla Milan Games Week 2018 abbiamo potuto provare DUSK presso il padiglione indie games, un titolo nato come un progetto all’interno del Politecnico di Milano e poi evolutosi in maniera indipendente, i cui richiami a titoli come Abe’s Oddysee sono davvero evidenti.

Due chiacchiere con gli sviluppatori durante la fiera hanno fugato ogni dubbio sull’ispirazione del titolo, ad emergere sono stati anche i nomi di Heart of Darkness, altro titolo di questo genere e appartenente a quell’epoca, così come il più recente Limbo; tuttavia non abbiamo nominato Abe’s Oddysee per caso: DUSK presenta delle meccaniche di gioco e un’ambientazione che quasi istantaneamente hanno richiamato alla nostra mente l’avventura di Abe.

Il gioco ha luogo in un ambiente post-industriale e fortemente meccanizzato, ciò che rimane di un mondo la cui civiltà si è estinta in cui il sole è ormai morente. Il mondo di DUSK è buio e malinconico ma al contempo emana un’atmosfera accogliente, in esso guideremo un piccolo robot attraverso varie aree, ciascuna costituente un enigma da risolvere.

Nei panni di questo personaggio dovremo farci strada attraverso lande popolate da altri robot ostili, non avendo a disposizione armi nel senso convenzionale del termine, ma solo la DUSK Gun, uno strumento in grado di assorbire energia da sorgenti di luce e che utilizzeremo per attivare meccanismi o per controllare le altre macchine, alcune delle quali a loro volta provviste della nostra stessa arma, ma fra cui si aggirano anche dei pericolosi segugi che, una volta assunto il controllo, possono essere usati in maniera offensiva.

DUSK in games week era ancora in una versione pre-alpha, sviluppato nel tempo libero a disposizione dei ragazzi che stanno portando avanti il progetto, che hanno cercato di realizzare una sequenza introduttiva quanto più completa e polita possibile, ciononostante ci è sembrato di giocare a un titolo decisamente solido come esperienza, con un buonissimo comparto visivo che crea ambienti appaganti; la paletta colori utilizzata è un tratto distintivo del titolo, ci sentiamo in dovere di elogiare la scelta cromatica e i vari artefici adottati per rendere l’ambientazione ricca di contrasti fra oscurità e luce, con un risultato complessivo che fa quasi sembrare di trovarsi di fronte a un ambiente 3D in presenza di un ottimo HDR.

Per quanto riguarda l’esperienza data dal gameplay, la demo provata ci ha soddisfatto pienamente e la riteniamo un ottimo livello introduttivo, a cui andrebbero aggiunti solo dei piccoli tutorial che insegnano il layout comandi e alcune strategie basilari di risoluzione degli enigmi; abbiamo riscontrato un problema nel funzionamento delle leve che gestivano alcuni ostacoli, ma nulla che compromettesse realmente la fruibilità del gioco. In generale, suggeriamo a chiunque apprezzi titoli come quelli citati a inizio articolo di tenere sotto osservazione DUSK, perché promette di essere una validissima esperienza all’interno del genere, ma con una sua identità già ben definita in questo stadio iniziale anche grazie alle meccaniche stealth che caratterizzano alcuni dei suoi enigmi.

Per concludere, gli sviluppatori ci informano di essere alla ricerca di un publisher a cui mostrare il progetto e di essere intenzionati a pubblicare il gioco su piattaforme Nintendo Switch e PC.