L’attuale edizione della Milan Games Week ha ospitato, anche per questa edizione, il nuovo capitolo della serie dei Call of Duty. La serie ormai pluridecennale, storicamente sotto Activision, si può dire che punti molto sull’evento milanese, che ogni anno si espande e raccoglie e raduna sempre più videogiocatori sotto i propri padiglioni. E’, dunque, con Call of Duty: Black Ops 4, che Activision si presenta alla Games Week 2018, consegnando nelle mani dei videogiocatori la modalità multiplayer Dominio.
Il brand riesce continuamente ad aggiornarsi e a raggiungere le nuove generazioni di videogiocatori.
Questa presenza costante, e rassicurante, alla Games Week di ogni anno, questa volta, riuscirà a convincere i nuovi videogiocatori indecisi in dubbio per l’acquisto più importante di novembre?

Un mostro sacro

Non solo la serie di CoD è fra le più popolari di sempre, con il merito di essere uno di quei videogiochi che ha contribuito allo sdoganamento dell’intrattenimento digitale interattivo, ma, in più, possiede delle vere e proprie pietre miliari della storia del videogioco. Non a caso, assieme alla saga Modern Warfare, Black Ops è riuscita a riservarsi in molti videogiocatori appassionati un posto speciale (basta solo pensare a Nuketown, una delle mappe più note e amate dai giocatori assidui).
Tuttavia, Call of Duty, pur mantenendo attorno a sé lo stesso alone, ogni anno cerca di mettersi in pari.
Scendiamo più nel dettaglio cosa è stato messo a disposizione in quel breve, ma intenso, lasso di tempo in cui è stato possibile provare il nuovo Call of Duty: Black Ops 4.

Un continuo divenire

Come già anticipato, il gioco si aggiorna e, si può dire, “tiene il passo con i tempi che corrono”. Non a caso, oltre a mettere in gioco una modalità piuttosto classica ma nota anche grazie a titoli recenti (basti pensare al cardine del Crogiolo di Destiny, Controllo), il titolo cambia i suoi strati più esterni in modo tale da adattarsi e offrire qualche nuova sfaccettatura ma mantiene costantemente il suo scheletro (parlando della sfera multigiocatore, chiaramente) di bonus per killstreak, medaglie e feeling sempre, e inossidabilmente, intatte.
Il sistema a classi, sempre presente, ora è affiancato ad un sistema di scelta di personaggi, un po’ a la Rainbow Six: Siege, ciascuno con la sua dotazione di strumenti e gadget peculiare (ad esempio, abbiamo esplorato Prophet, quello che si potrebbe identificare con il geniere). In sostanza, i personaggi differiscono per, appunto, gadget, arma di partenza e abilità speciale. Un altro elemento piuttosto ricorrente negli shooter, grazie sempre a Destiny, è la presenza dell’abilità che è possibile attivare grazie alla pressione sui tasti dorsali. La super-abilità da usare in maniera oculata e ragionata per portare il proprio team in vantaggio che differisce da personaggio a personaggio.
Fa piacere vedere come, invece, la salute dei personaggi non presenta una vera e propria rigenerazione come nella stragrande maggioranza degli sparatutto in soggettiva degli ultimi anni ma risulta molto più simile al senso classico.
Quella che può sembrare un’involuzione, invece, risulta semplicemente un modo per aggiungere l’abilità di cura a tutti i personaggi (che presenta, quindi, un cooldown) in grado di ristabilire l’energia istantaneamente come se fosse il classico “medikit” ma sempre a portata di mano.
Muoversi in Call of Duty: Black Ops 4 è, oramai, come trovarsi a casa. L’iniziale perplessità nei confronti dei comandi (risolvibile, si immagina, grazie alla mappatura nei futuri menu) è scomparsa in parte dopo aver constatato che il personaggio è in grado di superare gli ostacoli praticamente da solo. Non siamo certo davanti al trionfo di mobilità e velocità del precedente Advanced Warfare, sulla stessa linea del frenetico Titanfall, ma risulta certamente un tipo di fluidità più che ottimale che i giocatori affezionati ritroveranno nel nuovo CoD.

Perdurando nel tempo

In definitiva, quanto si è riusciti a provare alla Games Week di quest’anno, non fa altro che riconfermare lo status di Call of Duty: un videogioco ormai definibile “un classico dell’industria” che cerca di seguire, e tenere, il trend dei tempi che corrono. Il gioco, ormai con la sua fascia di utenza già presente, cerca di offrire un’alternativa mettendosi in pari, in modo tale da non cedere il passo.
Call of Duty: Black Ops 4, almeno, da quanto emerge da questa piccola prova, dimostra l’intenzione, più che legittima, di voler essere un’alternativa valida per tutti. Anzi, L’Alternativa in grado di mantenere presso di sé i giocatori affezionati e di accogliere le nuove leve.