Quando Gearbox Software scende in campo con una nuova IP assieme a 2K non c’è che da aspettarsi una piccola perla e Battleborn, fortunatamente, sembra non voler interrompere la tradizione. Alla Gamescom 2015 abbiamo avuto modo di assistere alla presentazione a porte chiuse del gioco e di provare in prima persona una missione del gioco. Ma andiamo con ordine: che cos’è Battleborn?

L’UNIONE FA LA FORZA

Battleborn è di fatto la prima nuova IP della Software House di Dallas dai tempi di Borderlands, pubblicato nel 2009. In pieno stile Gearbox, Battleborn unisce le meccaniche fortunate di due giochi  di sua proprietà: Borderlands stesso e Brothers in Arms, fondendo di fatto generi distinti in una nuova tipologia, solida ed immediata. Unendo le meccaniche rpg e shooter di Borderlands con quelle tattiche e di controllo di Brothers in Arms nasce Battleborn, con il suo stile unico ed stravagante. È questa la formula del successo di Gearbox, la capacità di unire giochi diversi in un nuovo genere funzionante sotto ogni aspetto, che unisce i punti forti dei generi di partenza. Battleborn segue con successo il medesimo concetto. La data di uscita, rivelata giustappunto alla Gamescom, è prevista per il 9 febbraio 2016 su PC, Xbox ONE e PS4.

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Il gioco presenta infatti una modalità Storia, giocabile sia in singolo che in cooperativa fino a 5 giocatori, online o in schermo condiviso. Ricordiamo che lo split-screen supporterà fino a 2 giocatori in locale. Inoltre vi sarà presente una modalità online competitiva 5v5, composta da tre tipi di gioco diversi:

  • INCURSIONE: due squadre devono difendere la propria base mentre cercano di distruggere quella avversaria, aiutati dai propri minions. Ma così sarebbe troppo facile! A complicare le cose interverranno anche ondate di nemici controllati dall’IA che faranno di tutto per complicare la vita ai giocatori.
  • DEVASTAZIONE: due squadre si affrontano in un epico deathmatch, con il preciso obiettivo di catturare e difendere il possesso di punti di controllo sulla mappa.
  • FUSIONE: cosa c’è di più bello che mandare a morire gli npc sotto il proprio controllo? Ogni squadra deve condurre verso il centro della mappa, dove è situato l’inceneritore, i propri minions in una marcia della morte, difendendoli dagli attacchi della squadra avversaria. I team ottengono punti per ogni minions che si suicida nell’inceneritore.

PER OGNI TIPO DI DURO

C’è poco da dire, Gearbox sa come si fanno i trailer e anche con Battleborn non si smentisce. Alla presentazione ci viene mostrato il nuovo trailer del gioco: frenetico, irriverente, spregiudicato e pieno di quella piccola grande cosa che tutti amano. Sì, sto parlando delle ESPLOSIONI! Ci viene fornito anche una breve descrizione dell’ambientazione in cui Battleborn si colloca. Solus è l’ultima stella rimasta nella galassia, dove sono racchiuse tutte le speranze. L’esercito del malvagio Rendain, una potente macchina da guerra votata alla distruzione, ha seminato il terrore e costretto gli ultimi rifugiati a convergere nell’ultimo sistema solare rimasto. Ed è qui che entrano in gioco i nostri personaggi, i 25 Battleborn, eroi di diverse fazioni a cui è affidata l’ultima difesa contro l’avanzata del male. Ogni personaggio avrà abilità e capacità uniche da sfruttare in battaglia e sono tutti personalizzabili secondo i propri gusti. Preferite un approccio più distruttivo con tanto di armi pesanti? Allora il colosso Montana e la sua minigun fanno il caso vostro. Ma se preferite uno stile di gioco più “pulito” potete ripiegare sul Marchese, un maggiordomo in stile steampunk, e sul suo fucile da cecchino. Ma d’altronde è difficile restare indifferenti davanti al fascino di Miko, un’aliena guaritrice a forma di fungo che ricorda vagamente un incrocio tra Mordin Solus e zer0, l’assassino. 25 pazzi e stravaganti eroi, uniti per salvare l’ultima stella.

DNA

Per ovviare al problema del level cap  e della grande varietà di personaggi (in Borderlands pochi giocatori hanno portato al livello massimo più di un pg), Gearbox ha pensato di condividere di fatto i punti esperienza guadagnati tra tutti i nostri personaggi. Ogni punto exp guadagnato nella modalità storia o in quella multiplayer sarà disponibile su ogni eroe che sceglieremo di impersonare. Battleborn presenterà appunto un sistema di livelli, con relative skill da sbloccare, oltre che ad uno di sfide, proprio come i Punti Duro di Borderlands. Invece di adottare uno schema ad albero come quello di Borderlands, Gearbox ha scelto di utilizzare uno ad elica, chiamato appunto HELIX, simile appunto a quello del DNA. Per ogni livello ci verranno proposti due upgrade e noi dovremmo scegliere quale dei due impegnare. Il solito grande dilemma: danno o salute? Durata o velocità di ricarica?

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HOW YOU LIKE ME NOW

Dopo tanto parlare è giunto finalmente il momento di far cantare le nostre pistole. Accomodo le mie natiche sulla comoda poltrona da gaming, cuffie in testa, scrocchio le dita e accarezzo la tastiera: è ora di dare via alle danze.

Nella lobby di gioco possiamo scegliere il personaggio da impiegare nella missione che ci accingiamo a giocare. Attualmente non tutti  i 25 personaggi sono stati mostrati e sono disponibili poco più che una decina. Non volendo sbilanciarmi lascio scegliere al computer che, a random, mi affida il Marchese, il nostro amico maggiordomo  Aspetto che il resto della squadra selezioni i propri personaggi e siamo così pronti ad iniziare il gioco. Lo stile grafico sembra quello di un’animazione della Pixar, con quel giusto tocco alla Team Fortress. Ci troviamo su di un ghiacciaio ed un allegro vecchietto ci guida, tramite quella che potrebbe essere una radio, verso una base occupata dalle forze di Rendain. Data la mia classe mi tengo nelle retrovie e grazie al mio bastone che si trasforma in un efficacie sniper riesco a fare strage di nemici mentre gli altri giocatori prendono il possesso della base. Inutile concentrarsi ora sulla trama della missione, preferirei infatti spendere due parole sul gameplay. Il feeling dato dal gioco è immediato e cattura tutta la nostra attenzione, il gunplay è eccezionale e muoversi in questo stranissimo mondo con il nostro ancora più strano personaggio combattendo orde di improbabili nemici è qualcosa di realizzato così bene che sarebbe quasi impossibile non restarne affascinati.

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Ogni personaggio, oltre alla propria arma, possiede due abilità speciali già disponibili ed una terza sbloccabile dopo un certo livello. Ogni abilità, ovviamente, ha un proprio tempo di ricarica dopo essere stata usata una volta.. Nel caso del Marchese abbiamo Hoodini, un gufo meccanico che si lancia in devastanti attacchi contro il nemico, e il Distorsore Temporale, uno speciale orologio capace di creare una bolla dentro la quale i nemici vengono rallentati. La terza ed ultima abilità è l’Esplodifagotto, un potentissimo colpo caricato del nostro inseparabile fucile da cecchino.

Restando nelle retrovie e grazie a qualche colpo ben piazzato nel cranio dei nemici, riesco a dare il giusto supporto al mio team e così riusciamo a concludere la prima sezione di shooting. La seconda parte della missione è invece più tattica: dobbiamo scortare un grosso robottone verso un portale, difendendolo dalle orde nemiche. Nonostante l’apparenza non si trattava di una semplice missione di scorta, uccidendo infatti i mob nemici, essi lasciavano come ricompensa una serie di cristalli dorati che potevano essere impiegati per comprare potenziamenti al nostro amico robottone: uno scudo aggiuntivo, l’area rigenera salute, torrette difensive… La frenesia del gunplay si è tinta così di un aspetto più tattico che ha di certo arricchito l’intera esperienza. Salta e corri, spara con la pistolina integrata nel bastone che con lo zoom diventa un cecchino, scaglia il fedele gufo meccanico contro il nemico e magari fermati un secondo a farti curare dall’amica fungosa. Cosa si può volere di più?

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THERE AIN’T NO REST FOR THE WICKED

Battleborn è un gioco che fa tante promesse: gameplay solido, trama singleplayer avvincente, co-op e multiplayer esplosivi, 25 personaggi tutti diversi… E la cosa bella è che al momento sembra che queste promesse stiano venendo mantenute. Forse l’unico punto che mostra ancora dei dubbi e che potranno essere risolti solo mettendo le mani sulla versione finale del gioco, è l’effettivo bilanciamento di tutti gli eroi giocabili. 25 personaggi diversi sono tanti e bilanciarli correttamente non è impresa da poco. Tuttavia visto l’egregio lavoro svolto con i personaggi della saga di Borderlands penso che sia il caso di dare fiducia a Gearbox anche su questo fattore. Aspetteremo che verranno quindi svelati i restanti difensori di Solus che potremo impersonare i quali, stando agli sviluppatori, sono ancora più strani di quelli visti fino ad ora. Niente male davvero!