Spesso e volentieri anime e videogiochi vanno a braccetto. Non solo perché sono due interessi che molte volte si riscontrano negli stessi appassionati, ma soprattutto perché esistono tante serie animate giapponesi che sono interamente ambientate nei videogiochi o che seguono pedissequamente lo schema degli RPG, dove i personaggi visivamente guadagnano esperienza e acquisiscono skill e oggetti.

Log Horizon e Overlord sono due fra gli innumerevoli anime a cui si può annoverare sotto questa categoria ma esiste anche Sword Art Online. SAO è fra i prodotti più controversi dell’industria, in quanto ha saputo dividere il pubblico fra persone che lo amano e persone che lo reputano il peggiore cataclisma che avrebbe potuto infestare la scena del panorama degli anime contemporanei. Critica a parte, pare che, invece, l’accoglienza dei videogiochi a tema Sword Art Online sia particolarmente calorosa. Accadde con Memory Defrag e, oggi, possiamo dirlo anche per Fatal Bullet, il titolo a tema Sword Art Online in arrivo su tutte le piattaforme, Switch esclusa.


Link start!

Sarà perché Sword Art Online narra di ragazzi intrappolati all’interno di un videogioco ma l’idea di un titolo tie-in come Fatal Bullet è perfetta. Poche smancerie e pochi preamboli: nessun combat system strutturato a turni, come accadeva per Memory Defrag, complice anche la sua natura mobile, ma azione pura con i personaggi protagonisti della serie, con le loro abilità e il loro equipaggiamento. Siamo davanti, dunque, ad una profonda innovazione del franchise videoludico di Sword Art Online, che iniziava a decadere lentamente, privo di novità. Il gioco, come specifica il titolo, è ambientato nell’universo del videogioco sci-fi di Gun Gale Online, dove i giocatori usano per lo più le pistole, i fucili di precisione e i fucili d’assalto piuttosto che le armi bianche, le quali invece erano la prima scelta degli altri giochi a tema fantasy apparsi precedentemente nella serie. Tuttavia, come i fan della serie già sapranno, ciò non ferma Kirito, il quale rimane ancorato all’utilizzo della spada come arma principale. Proprio come nell’anime, Kirito disporrà di una pistola come arma secondaria ma non gli sarà utile, se non per aiutarsi con bersagli volanti. Per il resto, assistiamo all’arrivo di Leafa, il personaggio della sorellastra di Kirito, ovvero Suguha, e all’arrivo di Asuna su Gungale Online ma ancora non si sa nel dettaglio in cosa consistano le loro abilità. Alla Gamescom 2017, è stato possibile provare solo Kirito nei dungeon e Sinon nelle pianure. 


I personaggi

Proprio come nell’anime, ciascun personaggio presenta le proprie qualità e le proprie skill, tutte riconducibili alla tradizione suddivisione a cui siamo tutti abituati: Kirito è il classico guerriero, Sinon agisce a distanza con un fucile da cecchino, ricoprendo il ruolo di ranger, mentre, ad esempio, Asuna possiede tutte abilità curative e di supporto, rientrando così nella categoria del chierico e Leafa pare che utilizzi dei lanciarazzi e, presumibilmente, si presterà al ruolo di tank.

Nonostante queste differenze, tutti i personaggi possiedono abilità in comune, come una piccola cura personale di emergenza o le granate, per esempio, e possono usare tutti le stesse armi secondarie. Inoltre, per facilitare la mobilità, tutti i personaggi hanno in dotazione uno speciale rampino che permette di raggiungere più velocemente le coperture o per scalare in fretta ostacoli e pareti.

 


È sbagliato rimorchiare nei dungeon?

Il protagonista della sezione di prova dei dungeon Fatal Bullet disponibile alla Gamescom di quest’anno è Kirito. Innanzitutto, il gioco ci porrà nei panni dei personaggi servendosi della visuale in terza persona, qualunque personaggio si scelga. Il dungeon, molto simile ad un edificio di stoccaggio pieno di container, si articolava in due principali rami. Per poter completare la demo, andavano esplorati e liberati dai nemici, in entrambi i rami del labirinto. Con Asuna, Sinon e Leafa al nostro seguito, non è stato difficile esplorare con agilità le varie stanze che pullulavano di robot pronti a crivellare di colpi protagonisti. 

Kirito si è rivelato ostico da gestire, in quanto tutti i personaggi, gestibili solo in terza persona, possiedono lo stesso HUD e quindi anche un mirino al centro dello schermo: utilizzare una spada, l’arma primaria di Kirito, con un mirino risulta molto macchinoso, complice il fatto che, in generale, i movimenti del personaggio non sono molto fluidi e quindi spesso ci ritroveremo a colpire a vuoto. Il potere particolare di Kirito risiede nell’utilizzo delle sue abilità che permettono di colpire più nemici alla volta, eseguire affondi e spostarsi più velocemente per colpire più bersagli in meno tempo. L’arma secondaria di Kirito, una semplice pistola automatica, non è di grande utilità se non per colpire nemici volanti, nel caso in cui le abilità siano in cool down o per attirare i nemici uno alla volta. 


Dov’è Bloodwing?

Questa seconda, e ultima, sezione disponibile alla Gamescom, invece ci catapulta in un open world dove girare liberamente, in cui l’obiettivo finale è trovare il boss e abbatterlo per prenderne il bottino. 

Per quanto riguarda questa parte di demo, affrontabile con Sinon, bisogna fare un discorso totalmente a parte. Sinon è un personaggio che si pone nei confronti di Kirito in modo assolutamente antitetico, in quanto, come già anticipato, utilizza fucili da cecchino e altre armi da fuoco dalla lunga distanza. Le sue skill sono incentrate sul potenziare i proiettili e nell’individuare i nemici: si potrà utilizzare uno scanner, rendere esplosivi i proiettili sparati dal fucile da cecchino per colpire più bersagli con una piccola AoE o aumentarne I danni critici (chiaramente, i colpi alla testa).

Nella pianura esplorabile con Sinon, con al seguito Kirito e le altre ragazze, trovare il boss è stato facile ma abbatterlo un po’ meno: i nemici attorno al boss, che non è altro che un nemico standard di dimensioni più grandi, con più salute e che infligge più danno, sono disposti in maniera tale da risultare assolutamente letali se ci si approccia con la strategia “vai avanti e spara”. Il boss è coperto da cecchini appostati in alto, supportato da unità volanti e protetto sul fronte e sui fianchi da nemici standard. Sarà, dunque, fondamentale organizzare il proprio team in modo tale da ideare un piano di attacco e avere la meglio e infatti, non a caso, il gioco è strutturato per essere affrontato in multiplayer. 

Con Sinon la scarsa reattività dei comandi si sente meno, in quanto non si sarà spesso al centro dell’azione, ma rimane un piccolo handicap qualora si vogliano ottimizzare i proiettili segnando colpi critici in maniera costante. In giocatore singolo ci si è trovati da soli contro il boss a causa dell’IA alleata che ha portato Asuna, Kirito e Leafa al suicidio collettivo. Abbattere il boss, tuttavia, è stato comunque possibile anche se con molta pazienza e grazie ad una sessione di camping molto intensa.


Tecnicismi

Quanto salta all’occhio con il pad alla mano è piuttosto evidente: le animazioni paiono essere un limite per il giocatore, che si sentirà quasi impedito nei movimenti. Inoltre, sono stati riscontrati piccoli, ma costanti, cali di frame rate che hanno fatto leggermente storcere il naso, soprattutto per il fatto che durante l’azione, specialmente con Kirito, è fondamentale non ritrovarsi spaesati a causa del calo dei fotogrammi al secondo. Per il resto, non sono state riscontrate molte altre debolezze soprattutto perché il team dietro allo sviluppo di Sword Art Online Fatal Bullet è proprio Dimps, il quale si sta prodigando per la serie Dragon Ball Xenoverse e che sa utilizzare in maniera accorta il cell-shading. Dobbiamo, inoltre, considerare che il gioco non è prossimo all’uscita e, dunque, la build da noi provata, una pre-alpha, è troppo acerba per poter essere presa in considerazione come prova inconfutabile della sua qualità. Quel che appare incredibilmente fastidioso è, purtroppo, un tratto comune a molti titoli di matrice nipponica: le voci dei personaggi. Sarà perché sono in prevalenza ragazze/ragazzine ma sentirsi urlare parole in giapponese con voce stridula senza sosta, ribadiamo, senza sosta, diventa fastidioso alla lunga, specialmente se le voci continuano anche quando si è fuori dall’azione o si consulta l’inventario.

Lasciamo a voi utenti tirare le conclusioni a riguardo: attendete questo Fatal Bullet?