Presentato durante la conferenza Microsoft all’E3 2017, Dragon Ball FighterZ, ha suscitato subito l’interesse generale non soltanto per un ritorno alle due dimensioni, ma per la Software House d’eccezione che ne detiene il timone. Arc System, da sempre una garanzia per tutti gli amanti dei picchiaduro 2D “vecchio stile”, è stata in grado, con la sua sola presenza nel progetto, di riaccendere le speranze di tutti quei fan dell’opera di Akira Toriyama, che sperano in un grande ritorno ai fasti del celebre Dragon Ball Z ultimate Battle 22. Alla Gamescom di quest’anno, all’interno del padiglione Bandai Namco, abbiamo avuto finalmente l’occasione di provare con mano il gioco e poter comprendere se potremmo aspettarci davvero il tie-in definitivo su Dragon Ball.

 

Dragon Ball FighterZ è strutturato secondo gli schemi a cui siamo stati abituiati per un picchiaduro in due dimensioni, seppur con qualche variante alla formula ampiamente rodata, dai creatori di BlazBlue e Guilty Gear.
La Modalità Storia tratterà un filone narrativo totalmente nuovo e dissociato dalla canonicità dell’opera di Toriyama, sfruttando delle cinematiche, create con un Cell Shading davvero eccelso e che sostituiranno le immagini statiche con dialoghi scritti tipiche del genere, per portare avanti la narrazione in maniera dinamica e perfettamente inanellata agli scontri che affronteremo.
La Modalità Online, che prevede gli scontri fra diversi giocatori, presenta una lobby strutturata in maniera visuale: per entrare nelle diverse modalità, si dovrà muovere un piccolo avatar del nostro personaggio all’interno di una stanza dove potremmo selezionare il tipo di partita che desidereremo intraprendere, è inoltre possibile organizzare partite che ospitano fino a 8 giocatori: 3 giocatori in una squadra, 3 nell’altra, e 2 spettatori che potranno alternarsi con gli altri partecipanti round dopo round. Infine, prima di ogni match. è stata inserita una piccola chat di testo per comunicare con gli altri giocatori indifferentemente che siano o meno presenti nella nostra lista amici. Sono presenti, come da prassi, la modalità multi-giocatore in locale e la possibilità di disputare brevi match contro la CPU.

Dragon Ball FighterZ
La bellezza delle animazioni di Dragon Ball FighterZ non si può descrivere solo con le immagini.

Lo scheletro degli scontri di Dragon Ball FighterZ è stato, fin dall’annuncio, una delle caratteristiche su cui Arc System ha puntato di più. L’idea di avere sempre match da tre combattenti, sulla falsa riga di Marvel VS. Capcom, e di poterli alternare durante la partita potrebbe far sorgere qualche dubbio ma via assicuriamo che, pad alla mano, si è rivelata una meccanica in grado di mescolare sapientemente i tecnicismi richiesti dal genere a del sano “button mash” che tanto piace ai giocatori più casual. Infatti, i giocatori dovranno  scegliere tre combattenti, e non uno solo, che potranno essere alternati in ogni momento della partita. Ogni personaggio sarà dotato, ovviamente, di tecniche di lotta personali che possono essere sommariamente catalogate in diverse macro-categorie. A tal proposito ci teniamo a precisare subito che Goku e Vegeta costituiscono una classe a parte a causa delle loro trasformazioni (che in Dragon Ball FighterZ raggiungeranno il livello di “Super Sayan Blue“), dell’elevata velocità e della loro incredibile forza. A discapito di ogni dubbio in merito ai due eroi più famosi della saga, il bilanciamento globale non sembra averne risentito particolarmente in quanto il piccolo roster disponibile nella demo, comprendente Goku, Vegeta, Majin Bu, C16, Cell, Crilin, Gohan, PiccoloC17/C18 e Freezer, si è dimostrato ben variegato e, se saggiamente mescolato in gruppi da tre, in grado di concatenare combo davvero devastanti e che faranno la gioia degli amanti dei tecnicismi più complessi. Alcuni personaggi lenti come C16 prediligeranno gli scontri ravvicinati, basandosi molto sull’utilizzo di prese e di tecniche che, se mandate a segno, toglieranno una notevole quantità di energia vitale all’avversario. Unire queste peculiarità alla velocità di altri lottatori potrà portare alla creazione di team di personaggi che si completeranno a vicenda, rendendo, l’impianto di gioco, molto più complesso e tecnico di quello che si possa percepire con una breve prova. Menzione d’onore va fatta alla scelta di unire i personaggi di C17 e C18 in un unico lottatore selezionabile che, a seconda delle combo utilizzate, permetterà di alternare i due androidi in maniera rapida e letale. Il roster di personaggi sembra essere studiato meticolosamente per poter permettere un bilanciamento ottimo che non vada a favorire solo una data scelta di personaggi, anche se prima di urlare al miracolo, attenderemo di provare con mano la versione definitiva di Dragon Ball FighterZ.

Dragon Ball FighterZ
Gli scontri… quelli belli!

Come accennavamo in precedenza, Dragon Ball FighterZ è un picchiaduro dallo stile molto ibrido. Un titolo capace di rivelarsi, pad alla mano, molto fluido e immediato pur lasciando trasparire costantemente lo spessore tipico delle produzioni Arc System. Le mosse canoniche dei protagonisti della serie sono tutte presenti e la loro immediatezza nella realizzazione potrebbe portare ad un approccio molto offensivo, e a tratti spensierato, che seppur permetterà di vincere dei match contro la CPU siamo certi che si ribalterà in fase di scontri online, dove la capacita di, per esempio, combinare perfettamente un teleport di Piccolo, le cure a base di Fagioli Senzu di Crilin e la forza bruta di Goku, sarà decisiva per portarsi a casa la vittoria. Sarà semplicemente difficile, nelle prime partite, non assecondare il consiglio che gli sviluppatori hanno messo nella schermata dedicata all’elenco mosse: mash X+Y: teleport combo“.

Dragon Ball FighterZ
Pronti… Partenza… Schiacciare tasti a caso per lanciare onde energetiche!

Dragon Ball FighterZ è una gioia per gli occhi. Le animazioni dei personaggi sono fluidissime, anche grazie ai 60FPS costanti, e i modelli poligonali, realizzati in uno strabiliante Cell Shading, sono davvero ben dettagliati e sembrano letteralmente strappati dall’anime. La tecnica utilizzata per creare i personaggi tramite modelli in tre dimensioni, riportati poi in un ambiente apparentemente 2D, ha permesso agli sviluppatori di rendere i movimenti sempre fluidi e realistici, dando al giocatore la costante impressione di essere di fronte ad un episodio di Dragon Ball. Le ottime sequenze animate dedicate alle mosse più “appariscenti” e agli scambi in cui i personaggi si alternano a causa di un KO, rendono i match molto più fluidi e coinvolgenti restituendo un impressione di titolo tripla A pur essendo un “semplice picchiaduro in due dimensioni“. I 5 scenari disponibili nella versione in prova presso lo stand Bandai Namco, che comprendevano il ring del torneo Tenkaichi e le pianure di Namec, si sono rivelati nel complesso più che soddisfacenti. Oltre alla distruttibilità del “pavimento” su cui i lottatori si scontreranno, anche le animazioni degli elementi sullo sfondo sono state realizzate con cura. Non stiamo parlando degli scenari ricchi di dettagli del recente Tekken 7, ma non siamo nemmeno di fronte a dei semplici fondali piatti o dimenticabili.

Dragon Ball FighterZ
Cambia la storia… ma non la fine destinata a Freezer.

Uscendo dallo stand di Bandai Namco, tutti i nostri dubbi su Dragon Ball FighterZ sono mutati in voglia di giocarci ancora. Non possiamo ancora dire se il titolo di Arc System sia o meno il nuovo punto di riferimento per i Tie-In dedicati all’opera di Akira Toriyama ma sicuramente le basi per ritrovarci fra le mani un ottimo picchiaduro 2D ci sono tutte e, mai come ora, Febbraio ci sembra lontanissimo.
Dragon Ball FighterZ
verrà rilasciato in edizione classica e Collector Edition (con la classica Action Figure Variant Art targata Bandai) su Xbox One, PlayStation 4 e PC. Preordinando il gioco, inoltre, si avrà la possibilità di giocare fin da subito con alcune incredibili trasformazioni nonchè l’accesso ad una Closed Beta prevista per fine Settembre.