Il 18 Maggio del 2015 CD Projekt Red pubblicava l’ultima iterazione in forma videoludica della storia di Geralt di Rivia, quello che sarebbe poi diventato il videogame più premiato della storia, andando a superare l’imponente record di The Last of Us, ovvero The Witcher 3: Wild Hunt.

Non credo servano introduzioni di alcun genere al titolo, la saga di The Witcher è passata dall’essere semi-sconosciuta anche dopo decenni di grandiosi racconti di Andrzej Sapkowski all’essere conosciuta in tutto il mondo grazie per non dire soprattutto al lavoro magistrale compiuto da CD Projekt Red nel corso dell’ultimo decennio, esordendo nel 2007 con un The Witcher che sebbene fosse assai grezzo vantava una narrazione e un setting senza precedenti, il tutto con una qualità complessiva considerevole.

L’evoluzione di Geralt di Rivia dal 2007 al 2015.

E’ difficile stabilire se il successo di The Witcher sia dovuto a Sapkowski o al lavoro di CD Projekt Red: da un lato abbiamo uno scrittore che ha il merito di aver realizzato una lore vasta e stupenda, ma soprattutto una grande narrazione e un cast di personaggi non solo ricco ma anche estremamente curato, dall’altro abbiamo il lavoro svolto da uno studio di sviluppo polacco che da semisconosciuto è diventato uno dei più rispettati al mondo, che ha saputo dimostrare di potersi migliorare, evolvere e di far crescere non solo sé stesso ma anche il proprio prodotto: basti vedere la differenza di qualità che c’è fra il primo gioco di The Witcher e il secondo, Assassin of Kings, per non menzionare dell’ulteriore divario con Wild Hunt.

The Witcher 3: Wild Hunt è probabilmente l’emblema di come realizzare un videogame come si deve, facendosi valere fino all’ultimo centesimo speso: molto più vasto del precedente, open World, ancora più intenso e coinvolgente in storia ed estremamente curato in tutti quegli aspetti piccoli e grandi che gli fanno guadagnare un enorme margine di distacco non solo dalla media, ma anche dagli altri titoli tripla A.

Ma bando alle ciance: per l’occasione siamo andati sulla pagina del negozio di Steam e come al solito abbiamo raccolto le 10 migliori recensioni da parte degli utenti; ecco di seguito quelle per The Witcher 3: Wild Hunt!

“Puoi fare tutto quello che non puoi fare nella vita reale, come ad esempio fare magie o parlare alle ragazze”

“La sua barba cresce. In tempo reale. LA BARBA CRESCE. Oh, e c’è pure un mondo aperto, vasto e stupendo da esplorare, pieno di missioni secondarie e con grafica incredibile, ma a chi importa?”

“E’ strano constatare come il gioco principale, Gwent, sia nascosto in una sorta di RPG con una storia importante. Anche quel RPG non è affatto male.”

“Ero a cavallo, quando un branco di lupi ha cominciato a inseguirmi, così sono corso dentro un villaggio per seminarli, ma han cominciato ad attaccare gli abitanti. A quel punto ho dovuto salvarli per forza, uccidendo i lupi. Sono andato a controllare se il bambino attaccato stesse bene e questo mi dice di andare affanculo.”

“Questo porno ha un minigioco molto interessante basato sul cacciare mostri. I migliori 60 dollari mai spesi per un porno.”

“Rockstar ha detto che non potevo cavalcare un cavallo su PC. Bhé, guarda un po’ dove sono ora.”

“Taglierò il mio orecchio e lo offrirò in sacrificio a The Witcher 4, se capite cosa intendo.”

“Geralt: La nebbia è fitta come il latte coagulato…

Lambert: Non pensavo fossi anche un poeta.

Geralt: oh, lo sono eccome. Vuoi sentire un pezzo breve?

Lambert: ma certo.

Geralt: Lambert, Lambert… che gran cazzone.

Lambert: Niente male.”

“Odio i portali.”

“Ho dovuto consegnare Ciri alla caccia selvaggia per ripagare il mio debito accumulato col Gwent.”

E siamo giunti così alla fine di un altro appuntamento di questa rubrica. Per i fan della saga sarà un piacere sapere che Netflix pubblicherà una serie TV basata sull’universo di Sapkowski, in cui lo scrittore stesso parteciperà come consulente.

Inoltre, sebbene la saga videogame di Geralt si possa considerare più che conclusa, CD Projekt Red ha affermato di non volersi fermare e di voler continuare a sviluppare altri videogame estratti dalla proprietà intellettuale in futuro, probabilmente dopo Cyberpunk 2077, previsto per il 2019, ma già ora un ottimo lavoro è svolto col gioco stand-alone di Gwent.

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