Per il quarto appuntamento con la nostra rubrica di Retrogaming, The Bit Age, torniamo alle origini delle console casalinghe a 8 bit con la travagliata storia di Atari e le sue console Atari 2600, 5200 e 7800, console che segnarono un’epoca determinante per il mondo dei videogiochi dal 1977 fino alla fine degli anni ’80.

La storia di Atari

Atari è un’azienda Americana che viene fondata nel 1972 a New York come produttrice di videogiochi e hardware per uso videoludico. E’ stata la prima azienda al mondo a produrre console domestiche, non avendo praticamente rivali sino all’inizio degli anni ’80. Nel corso del tempo, il marchio è stato più volte rilevato da altre società, a dimostrazione di una direzione travagliata, e spesso sbagliata, del marchio.

All’inizio produsse una versione casalinga di Pong e solo nel 1977 mise in commercia la storica Atari 2600.


Atari 2600

La console non ebbe praticamente rivali fino al 1980, quando entrò sul mercato la console di Mattel, l’intellivision. Fu una battaglia piuttosto serrata in quanto l’intellivision fu pubblicizzata per essere più potente della 2600. Nonostante tutto però Atari si ritagliò una bella fetta di mercato potendo contare su una grande varietà di titoli.

Atari 2600
Atari 2600

Per la scarsa comunicazione dei reparti interni (home computer, console e videogames), Atari mise in commercio nel 1982 delle versioni molto scadenti di due giochi molto famosi: Pac-Man ed E.T., realizzando molti invenduti e una conseguente forte caduta dei prezzi. Ci furono poi dei casi giudiziari contro Activision che peggiorarono la situazione di Atari e aprirono la 2600 al mercato delle terze parti.

Nonostante il periodo travagliato, il prezzo iniziale dei 199 dollari chiesto per Atari 2600 scese abbastanza nei primi anni ’80 permettendo di piazzare un numero considerevole di macchine. La console fu messa in vendita con 2 joystick, paddle e un gioco: Combat. Al lancio erano disponibili ben 9 giochi.

Una buona parte degli introiti di Atari venivano anche dai diritti di alcuni giochi arcade come Space Invaders che spinsero la vendita della console, tanto che nel 1982 si registro un fatturato di ben 5 miliardi di dollari.

Nonostante nei primi anni ’80 arrivassero concorrenti anche più potenti, la numerosa disponibilità di titoli per l’Atari 2600 non impensierirono molto la casa Americana che doveva fare i conti con un mercato in crisi. Una buona parte della colpa fu proprio di Atari che dovette contare su molti giochi invenduti e restituiti per la scarsissima qualità offerta, tanto che Warner dovette dividere la società in hardware console (Atari Corporation), Hardware Home PC e Software.

In seguito al riassetto societario fu messa in vendita una versione ribattezzata Atari 2600 Jr più piccola e dal costo di 50 dollari.

Il colpo di grazia al predominio dell’Atari 2600 fu dato da Nintendo con il NES, che pose fine anche alla crisi dei videogames.

La produzione ebbe termine nel 1991 rendendo la console la più longeva di sempre con 30 milioni di pezzi venduti. Collezionando ben 550 giochi e 120 milioni di cartucce vendute con prezzi che vanno dai 12 ai 35 dollari.

Hardware

La console era costruita di un materiale plastico nero con inserti in finta radica. Sulla parte superiore erano presenti 6 selettori, per accenderla, per selezionare l’uscita video tra colori e B/N, importare difficoltà per giocatore sinistro e destro, un selettore di gioco se esso presentava varie modalità ed il reset.

La CPU è una versione modificata del famoso MOS 6502 denominato MOS 6507, depotenziato e più compatto. Veniva affiancato da un MOS 6532 che gestiva le linee di Input/Output, come la lettura dei selettori e i joystick, e fornisce 128 byte di memoria RAM che la CPU utilizza per memorizzare dati del gioco, come il punteggio e la posizione degli sprite.

Il chip grafico è stato sviluppato da Jay Miner, denominato Television Interface Adaptor (TIA). Questo chip permette di gestire pochi sprite: 1 “ball“, 2 “player“, 2 “missile” e infine un oggetto statico detto “playfield“.  Il chip non ha un framebuffer: l’immagine è costruita dal programma riga per riga, permettendo così al programmatore di variare l’aspetto ed i colori degli sprite durante la generazione della stessa immagine. Il TIA gestisce anche 2 canali audio e l’input dei joystick e delle paddle.

Le cartucce avevano circa 2KB di ROM e solo in seguito furono ampliate a 4KB. Erano perfettamente dimensionate alla potenza della macchina, su cui gli sviluppatori immaginavano una vita considerevolmente più breve.

Specifiche Tecniche fonte:Wikipedia

  • CPU: MOS 6507 a 1,19 MHz
  • Processore Audio + Video: Television Interface Adaptor (TIA)
    • 160 × 192 pixel
    • 128 colori (128 su schermo, massimo 4 per linea senza utilizzo di trucchi software)
    • 2 canali mono per l’audio: 1 generatore di onde quadre, 1 generatore di rumore bianco
  • MOS RIOT (MOS 6532 – RAM, I/O, Timer):
    • RAM: 128 byte (integrata nel MOS RIOT); RAM aggiuntiva poteva essere fornita dalle cartucce
    • Gestione dell’input:
      • 2 connettori DE-9 per joystick e paddle
      • 6 interruttori per gestire la console
  • ROM (cartucce giochi): 4 kB di capacità massima (fino a 64 kB o più tramite lo scambio dei banchi ROM)
  • Output: Modulatore RF per il collegamento al televisore

Furono prodotte delle espansioni da terze parti che aumentavano le potenzialità della console.

  • CompuMate: trasforma la console in un molto semplice computer con tastiera;
  • Supercharger: aumenta molto la memoria ed esegue software su cassetta;
  • Master Module per GameLine: un modem che permetteva di scaricare giochi da un servizio telefonico.

Qui possiamo trovare tutte le versioni prodotte. Fonte: Wikipedia

  • Atari VCS CX2600 “Heavy Sixer” / “Sunnyvale” (1977)
    Il modello originale aveva 6 levette cromate poste sulla plancia per modificare le impostazioni del gioco e della console ed includeva nella confezione di vendita il gioco Combat, 2 joystick e 2 paddle. Questo modello, per via del suo peso più elevato rispetto a quello successivo, fu in seguito ribattezzato “heavy sixer“. La credenza secondo cui il peso maggiore sia dovuto alla schermatura metallica del modulatore RF più massiccia è falsa perché questa è sostanzialmente identica nelle due versioni: la differenza è dovuta soltanto alle plastiche più spesse del contenitore adottato. Questa versione è nota anche come “Sunnyvale” perché fabbricata a Sunnyvale (California), come indicato in un adesivo che riportava anche il numero di serie;
  • Atari VCS CX2600 (1978)
    La seconda versione era più leggera della precedente per via delle plastiche del contenitore di minor spessore;
  • Atari VCS CX2600A (1980)
    La terza versione era identica alla seconda ma presentava solo 4 levette: i selettori di difficoltà “A” e “B”, non più utilizzati nei giochi più recenti, erano stati posti sul retro della console;
  • Atari 2600 “Vader” (1982)
    La console fu ribattezzata 2600 per differenziarla dalla neonata Atari 5200. Anche il contenitore subì delle modifiche: fu tolto l’inserto in radica e fu realizzato in plastica nera. Le confezioni di vendita erano due: la prima includeva 2 giochi, Combat e Pac-Man, e 2 joystick; la seconda aveva 1 solo joystick e nessun gioco incluso. A causa del colore nero, questa versione è nota come “Vader” o “Darth Vader“, dal nome inglese del personaggio di Dart Fener del film Guerre stellari;
  • Atari 2600 Jr. (1986)
    Identica alla precedente a livello di hardware, questa versione aveva solo un contenitore di dimensioni più ridotte per contenere i costi e riposizionare la console come sistema di gioco entry level;
  • Atari 2600 Jr. Rev. A “Long Rainbow” (1986)
    Identica alla precedente versione, da cui si differenziava per un arcobaleno riportato sull’inserto cromato della console più lungo rispetto a quello del modello precedente: per questo dettaglio, questo modello è anche noto come “2600 Jr. Long rainbow“;
  • Atari 2600 Jr. “Black” (1989)
    Questo fu l’ultimo modello di 2600 prodotto. Per contenere i costi, fu rimossa la striscia metallica contenente l’arcobaleno. A causa del colore scuro del contenitore questa versione è nota come “Black“.

Atari 5200

Nel 1982 Atari mette in commercio la 5200 Super System per poter competere con Intellivision prima e Colecovision in seguito. Tecnologicamente superiore alle concorrenti, ma anche molto costosa; non ebbe grande successo anche per via di una campagna di marketing completamente sbagliata e per errori di progettazione come la massa imponente. Non soppiantò mai il 2600 che lo surclassò in longevità e vendite.

atari-5200

Specifiche Tecniche fonte:Wikipedia

  • CPU: Custom 6502C @ 1.79 MHz.
  • Hardware di supporto: 2 custom VLSI chips
  • Risoluzione massima dello schermo: 320×192, 16 (out of 256) colori on-screen per scan line. La palette può essere cambiata ad ogni linea di scan usando ANTIC display list interrupts, permettendo la visualizzazione di tutti i 256 colori alla volta.
  • Grafica: ANTIC e GTIA
  • Audio: 4 canali audio via chip POKEY che gestisce anche lo scanning della tastiera, serial I/O, high resolution interrupt timers (single cycle accurate), e un generatore di numeri casuali
  • RAM: 16 kB
  • ROM: 32 KB ROM per giochi in cartucce standard, espandibile usando tecniche di bank switching.
  • 2 KB on-board BIOS per lo startup del sistema e il routing degli interrupt
  • Misure: 13″ x 15″ x 4.25″

Atari 7800

Nel giugno del 1984 Atari ci riprova con la distribuzione del 7800, che sostituì il 5200. La console era molto potente e poteva contare sulla retrocompatibilità dei giochi dell’Atari 2600 e su un prezzo competitivo pari a circa 140$. Fu dismessa nel 1992.

Atari 7800 in confronto con l'Atari 2600 in una rivista dell'epoca.
Atari 7800 in confronto con l’Atari 2600 in una rivista dell’epoca.

Specifiche Tecniche fonte:Wikipedia

  • CPU: 6502C, variante del MOS 6502
    • Velocità: 1,79 MHz, abbassata a 1,19 MHz quando i chip TIA o RIOT sono attivati
    • (nota: Questo chip custom 6502 della Atari conosciuto come SALLY può essere bloccato per permettere il controllo del bus da parte di altre periferiche)
  • RAM: 4 KB (2 integrati 6116 da 2Kx8)
  • ROM: 4 KB, contenente il BIOS
  • Video: controller grafico custom MARIA
    • risoluzione di 160×240 (160×288 PAL) o 320×240 (320×288 PAL)
    • 25 colori da una tavolozza di 256 (16 colori * 16 livelli di luminosità), la modalità grafica limitava però il numero di colori utilizzabili ed il numero di colori degli sprite.
    • Direct Memory Access (DMA)
    • Velocità: 7,16 MHz
  • I/O: Joystick e interruttori della console gestiti dai chip 6532 RIOT e TIA
  • Porte: 2 porte joystick, 1 porta cartucce, 1 connettore per espansione, ingresso alimentazione, uscita segnale video
  • Suono: chip audio/video TIA, come nel 2600. Nei giochi dell’Atari 2600 questo chip era usato per generare entrambi i segnali audio e video, mentre nei giochi specifici era usato solo per generare l’audio.
    • Chip audio opzionale POKEY su cartucce per audio migliorato.

I giochi

Questa è una lista dei più importanti giochi arcade prodotti da Atari Games (dal 1984 e da non confondere con Atari) molti dei quali presenti anche per le console 8 bit della storica casa americana.

un colpo d'occhio ai giochi
un colpo d’occhio ai giochi
  • 720 Degrees (1986)
  • APB: All Points Bulletin (1987)
  • Area 51 (1996)
  • Area 51/Maximum Force Duo (1998, macchina a due giochi)
  • Area 51: Site 4 (1998)
  • Badlands (1989)
  • Batman (1991)
  • Blasteroids (1987)
  • California Speed (1998)
  • Championship Sprint (1986)
  • Cops (1994)
  • Cyberball (1988)
  • The Empire Strikes Back (1985)
  • Escape from the Planet of the Robot Monsters (1989)
  • Gauntlet (1985)
  • Gauntlet II (1986)
  • Gauntlet Legends (1998)
  • Guardians of the ‘Hood (1992)
  • Hard Drivin’ (1988)
  • Hydra (1990)
  • Indiana Jones and the Temple of Doom (1985)
  • Klax (1989)
  • Mace: The Dark Age (1996)
  • Marble Madness (1984)
  • Maximum Force (1996)
  • Moto Frenzy (1992)
  • Off the Wall (1991)
  • Paperboy (1984)
  • Peter Pack Rat (1984)
  • Pit-Fighter (1990)
  • Primal Rage (1994)
  • Race Drivin’ (1990)
  • Rampart (1990)
  • Relief Pitcher (1992)
  • RoadBlasters (1987)
  • Road Burners (1999)
  • Road Riot 4WD (1991)
  • Road Runner (1985)
  • T.U.N. Runner (1989)
  • San Francisco Rush: Extreme Racing (1996)
  • San Francisco Rush: The Rock (1997, espansione)
  • San Francisco Rush 2049 (1998)
  • Shuuz (1990)
  • Skull & Crossbones (1989)
  • Space Lords (1992)
  • Steel Talons (1991)
  • Super Sprint (1986)
  • T-Mek (1994)
  • Tetris (1988)
  • ThunderJaws (1990)
  • Toobin’ (1988)
  • Vapor TRX (1998)
  • Vindicators (1988)
  • Vindicators Part II (1988, variante)
  • War: The Final Assault (1999)
  • Wayne Gretzky’s 3D Hockey (1996)
  • Xybots (1987)

Abbiamo completato questa breve viaggio nel passato, ripercorrendo le storiche console a 8 bit di Atari. Vi diamo appuntamento alla prossima rubrica.