La fase di Beta di Sniper: Ghost Warrior 3 si è appena conclusa, dopo aver dato la possibilità ad appassionati e giornalisti di provare in prima persona nel weekend dal 3 al 5 febbraio il gioco di CI Games su Steam. Così, dopo esserci calati nei panni di Jon North, letale cecchino dei corpi speciali degli Stati Uniti, abbiamo imbracciato la nostra arma e siamo partiti alla volta della Georgia per scongiurare una nuova crisi internazionale. Di seguito le nostre impressioni sulla Beta.

Il nostro provato alla Gamescom

Dopo il secondo capitolo, Sniper: Ghost Warrior 3 torna a proporre una meccanica di gioco incentrata sull’Open World, la pianificazione e la tattica, proponendo una certa varietà di approci al gioco stesso. Il titolo non brilla certo per rivoluzionare il genere nel quale tenta di inserirsi, andando anzi ad adottare un’impostazione classica, ma consolidata. Grande mappa esplorabile, missioni principali e secondarie affrontabili in totale libertà, punti di interesse, loot e allegato sistema di crafting.

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La Beta, dopo averci sottoposto un filmato introduttivo delle meccaniche di gioco, ci catapulta a bordo del nostro mezzo su una mulattiera, diretti verso il rifugio segreto, la nostra base operativa. Qui potremo pianificare le nostre operazioni, riposare attendendo la notte, selezionare il nostro equipaggiamento o usare il tavolo da lavoro per produrre gadget e munizioni necessarie. Tramite il nostro computer possiamo selezionare le missioni da affrontare. Nella Beta ne erano disponibili due: l’eliminazione di un leader separatista georgiano e il sabotaggio di un complesso di cominicazioni satellitari. Per concludere la preparazione non ci resta che distribuire i nostri punti abilità nei tre skill tree, incentrati appunto sull’essere uno Sniper, un fantasma, Ghost, ed un guerriero, Warrior.

Una volta giunti sul luogo dell’obiettivo, la prima cosa da fare è appsotarsi e utilizzare il nostro Drone per una veloce ricognizione. Il Drone infatti sarà il nostro più prezioso alleato: potremo schierarlo ovunque e con esso effettuare una ripresa aerea della zona, marcando i bersagli, i loro movimenti, le difese e le relative debolezze. In questo modo saremo in grado di avere un quadro completo dello scenario che ci si para davanti, in modo da poter pianificare nel miglior modo possibile la nostra strategia d’azione. Una volta che abbiamo sotto controllo l’intera zona, è tempo di mettere mano al nostro fucile.

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Nonostante Sniper: Ghost Warrior 3, data la sua natura intrinseca, offra molte più possibilità rispetto al suo predecessore, il gioco riesce a rendere solamente se approciato in modalità stealth e da sniper, risultando carente qualora si decidesse di adottare un approcio più diretto e aggressivo. Gli scontri a fuoco ravvicinati forse snaturano troppo la natura del titolo, rilevandosi o eccessivamente facili, causa un‘Intelligenza Artificiale non all’avanguardia, o troppo difficili nel caso venissimo sopraffatti dal numero di guardie nemiche. Purtroppo l’IA del titolo non brilla per il suo acume e spesso ci troviamo ad assistere a soldati che, allertati magari da un nostro colpo mancato o dal cadavere di uno di loro, corrono come ossessi da un riparo all’altro oppure, se sono riusciti ad identificare da dove sia arrivato il proiettile, si fiondano nella nostra direzione, caricando a testa bassa. In questi casi basta cambiare posizione, trovare un nuovo nascondiglio e falciare gli avversari che uno alla volta ci passano davanti. Come già accennato, il gioco risulta molto più gratificante e funzionale se affrontato in modo stealth, con il nostro inseparabile fucile da cecchino utilizzato per piazzare qualche necessario colpo alla testa. Interessante è notare come l’IA, una volta accortasi di essere in pericolo, è in grado di ricorrere anche alle armi pesanti, come i mortai, per cercare di stanarci. Nella seconda missione abbiamo anche trovato un elicottero parcheggiato su una piazzola, non volendo scoprire se il nemico fosse veramente in grado di usarlo contro di noi abbiamo preferito abbatterlo colpendo i suoi pod di razzi con efficaci proiettili ad alta penetrazione contro le corazze, ottenendo così un’efficace diversivo che ci ha permesso di intruffolarci dentro la base.

Utilizzare il nostro sniper non è affatto semplice e ci sono tutta una serie di parametri da considerare per effettuare un centro perfetto. La fisica dei proiettili si comporta in modo decisamente realistico ed è influenzata dalla distanza e dalla forza del vento. Imparare a calibrare il mirino del nostro fucile sarà infatti la prima cosa con cui dovremo prendere familiarità, regolandolo sulla giusta distanza dal bersaglio per calcolare in modo efficace lo spostamento dato dalla forza del vento. Con un po’ di pratica si riesce ad apprendere il meccanismo con facilità e ben presto verrà naturale individuare la posizione più adatta, nasconderci e, una volta calibrato il mirino, iniziare a seminare morte senza sbagliare un colpo.

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Una menzione particolare va al sistema di crafting, che introduce una funzionale novità all’interno della saga. Sulla mappa di gioco troveremo infatti diversi tipi di risorse (esplosive, parti di proiettili, meccaniche, elettroniche e di valuta) che ci consentiranno di combinare oggetti e potenziamenti per il nostro equipaggiamento. Perquisendo i corpi delle nostre vittime ed esplorando la mappa in cerca delle casse contenenti le varie risorse saremo in grado di rendere il nostro gear ancora più letale ed efficace!

Parlando della componente tecnica, Sniper: Ghost Warrior 3 si appoggia al CryEngine, in un risultato finale che non è propriamente ottimale. I giochi di luci sono ben realizzati e gli ambienti aperti rendono bene, grazie anche al ciclo giorno-notte e al meteo variabile casuale. Tuttavia da vicino si nota una perdita di dettaglio e texture non propriamente rifinite soprattutto negli spazi chiusi. Decisamente fastidioso è stato un input-lag non indifferente all’apertura dei vari menù e della messa in pausa del gioco stesso. In qualche circostanza abbiamo anche assistito a qualche calo di framerate, non giustificabile essendo il nostro pc usato per la prova perfettamente in linea con i requisiti consigliati e ben oltre quelli minimi.

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La Beta di Sniper: Ghost Warrior 3 ci ha aiutato a comprendere meglio il mondo di gioco che gli sviluppatori di CI Games hanno ideato per il terzo capitolo della saga. L’Open World si sposa ottimamente con il gameplay e le tattiche da sniper, senza però innovare ne portare nulla di veramente nuovo al genere. Il crafting ricopre una componente chiave del gameplay, così come la pianificazione delle missioni, essenziale per evitare di essere soverchiati dal nemico. Sniper: Ghost Warrior 3 si rivela quindi un prodotto discreto, buono per tutti quei giocatori che apprezzano la pianificazione e l’attesa necessaria a piazzare alla perfezione un singolo proiettile nel cranio del bersaglio oltre i 300 metri di distanza.