NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando Playstation VR. La qualità delle stesse potrebbe apparire differente da quanto non lo siano in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

Con l’avvento del nuovo anno, inauguriamo il nostro supporto orientato alla realtà virtuale con Playstation VR, ragione per il quale questo primo speciale sarà dedicato ad uno dei primi contenuti gratuiti messo a disposizione da Infinity Ward per Call of Duty Infinite Warfare, precisamente per quanto riguarda il modulo Jackal Assault VR. La nuova periferica hardware di casa Sony non sarà certo il non plus ultra rispetto ai diretti concorrenti di HTC Vive e Oculus Rift, ma introduce già un futuro concreto per l’utilizzo casalingo di quello che le potenzialità dettate da questa tecnologia possano offrire.

Il tredicesimo capitolo della serie ha offerto alcune innovazioni in ambito di gameplay, messe in risalto nella nostra recensione, aggiungendo quelle modalità che negli altri capitoli erano più limitate, lasciando spazio più all’azione standard a discapito di un’omogeneità con il contesto. Piccoli dettagli che fanno comunque piacere, dividendo le opinioni dei videogiocatori più classici e nostalgici rispetto al passato. L’ambientazione futuristica di Infinite Warfare ha dato modo di concentrarsi su particolari sequenze a bordo di velivoli spaziali in grado di essere pilotati anche in presenza di gravità. Seguendo questa particolare esperienza, Infinity Ward ha collaborato a stretto contatto con i ragazzi di Paper Crane Games, team specializzato in ambito VR, per lo sviluppo di un modulo aggiuntivo integrato con l’universo di Infinite Warfare.

Durante le prove effettuate col VR, che approfondiremo anche successivamente con ulteriori titoli immessi sul mercato, è apparso fin da subito che l’ottimizzazione più congeniale per il dispositivo risulta quella simulativa, nella fattispecie a bordo di veicoli o cockpit. Ecco quindi che il titolo si arricchisce di un contenuto reso gratuito a tutti i possessori di Playstation VR, denominato Jackal Assault VR, in onore dei velivoli utilizzati nel titolo base. Il contenuto aggiuntivo è scaricabile gratuitamente tramite Store PSN, dove sarà possibile godere dell’esperienza VR anche senza essere in possesso del gioco base; una mossa che sicuramente attira molti utenti che possiedono la periferica.

Call of Duty
Il cockpit del Jackal sarà l’abitacolo perfetto per un’immersione nello spazio attraverso il VR, riuscendoci a dare la sensazione di essere davvero all’interno.

Una visita nello spazio profondo

Essendo un contenuto aggiuntivo del tutto gratuito, ci siamo subito fiondati nel cockpit di un Jackal e fin da subito la sensazione di immersione appare molto soddisfacente e a tratti esaltante. Essere a bordo di un Jackal, indossando il Playstation VR, come giusto che sia, appare totalmente differente dalle sessioni di gioco su Infinite Warfare. La risoluzione delle texture, per quanto riguarda l’abitacolo, è qualitativamente appagante, rendendoci partecipi di una fase di pilotaggio che potremmo definire gratificante. Dopo un piccolo tutorial che ci spiega come impartire i comandi tramite il pad, verremo catapultati nello spazio a capo della nostra squadriglia, dove tra evoluzioni a gravità zero ed inseguimenti adrenalinici, saremo costretti ad eliminare l’aviazione interplanetaria del SetDef, nemico primario della campagna principale.

Tramite l’arsenale messo a disposizione del Jackal, tra fuoco primario e secondario dovremo districarci sull’abbattimento dei nemici e delle torri di difesa dei grandi incrociatori spaziali, tutto condito da una visione del mondo di gioco a 360° a velocità regolabile. Osservare lo spazio in tutta la sua vastità ci immerge sicuramente in un’esperienza divertente, ma che allo stesso tempo lascia un po’ di amaro in bocca.

Call of Duty
Occhio ai detriti spaziali…

Uno sguardo più attento

La scelta di stilare uno speciale piuttosto che una recensione è dettata soprattutto dal tipo di prodotto concesso da Infinity Ward. Nonostante un modulo aggiuntivo che si integra al titolo completo possa far senz’altro piacere, quello che successivamente traspare è la voglia di dare dall’utente finale un assaggio di quello che Playstation VR possa offrire. Dopo aver terminato il breve tutorial, tutta l’esperienza di gioco termina in una manciata di minuti, con il solo obiettivo di racimolare il più alto punteggio indicato dall’abbattimento dei nemici; tutto qui.

Il comparto tecnico si attesta su buoni livelli, anche se tutto è reso più semplice da un’ambientazione vuota (dovuta proprio a contesto) e passato un primo momento ad ammirare i modelli dei Jackal e degli incrociatori, tutto in seguito evapora in una bolla di sapone a causa di una longevità striminzita dove sicuramente ci si sarebbe aspettato di continuare ad esplorare lo spazio profondo per un altro po’ di tempo.

Call of Duty
Gli incrociatori sono veramente mastodontici visti da vicino.

Il tallone d’Achille rappresentativo per chi indossa Playstation VR resta sempre e comunque il motion sickness, quella sensazione di malessere e nausea avvertita dal cervello che si ripercuote sul fisico del giocatore. Per ottemperare a tale sensazione, ogni titolo VR cerca di compensare lo stato di malessere tramite una sincronia a 60fps per occhio (in linea con le specifiche tecniche della periferica), ma se le stesse texture risultano fuori fuoco o poco definite, il cervello umano tenderà a codificare quello che realmente si vede. Jackal Assault VR Experience riduce al minimo la sensazione di nausea, anche durante le fasi più concitate, dove il visore si muoverà a seconda di dove guardiamo, dato soprattutto da una resa più nitida seppur non eccellendo troppo nel dettaglio delle texture. A tal proposito, è bene ricordare che ogni videogiocatore possiede caratteristiche fisiche e mentali differenti, dove il motion sickness non è percepito da tutti e ciascun essere umano reagisce in maniera dissimile.

Per questa ragione abbiamo utilizzato Jackal Assault VR come un esperimento, facendolo testare a soggetti eterogenei, anche a chi non ha mai indossato un visore VR. Il risultato ottenuto è rassicurante: quasi nessuno ha avvertito nausea e/o sensazioni di malessere dovuto al movimento della testa ed in tutti i casi il responso definitivo ha favorito il divertimento. Un grande passo in avanti dunque, che però ha lasciato spazio alla delusione dovuta al completamento troppo breve dell’esperienza. Siamo certamente agli inizi di questa tecnologia orientata ad un nuovo modo di vivere l’ambiente videoludico e la strada intrapresa è certamente quella giusta. Resta solo da sperare in un supporto duraturo e longevo in modo da rendere Playstation VR una periferica degna di essere acquistata, perché concretamente indossare il visore e godersi l’immersione è completamente differente dalla visione semplice su schermo.

Call of Duty
La velocità iniziale ci farà venire la voglia di diventare dei piloti provetti…