Introducendo il celebre “Dal Big Bang ai Buchi Neri” di Stephen Hawking, Carl Sagan accusa l’uomo moderno di avere dimenticato le domande fondamentali, di avere disimparato a guardare le stelle con sognante senso d’indagine.

Gli antichi volgevano lo sguardo al cielo cercando Dio.

La Fantascienza, in una sorta di moderno paganesimo, ci proietta direttamente nei remoti vortici dello Spazio, nelle vesti di pionieri, avventurieri, osservatori dell’Infinito.

Secondo Sean Murray, director di No Man’s Sky, cresciuto col sogno di diventare Astronauta, non sono mai esistiti giochi di Fantascienza.

“Quando penso alla Fantascienza mi vengono in mente le copertine dei libri di Clarke, Heinlein, Asimov, penso ai colori vibranti e alle sterminate possibilità di avventura; questo è quanto vogliamo trasmettere con il nostro nuovo progetto, come mai tentanto prima d’ora”, ammette Murray.
Lo sviluppo di No Man’s Sky nasce in segreto, tra mura nascoste, a insaputa del restante team di Hello Games – già autore di Joe Danger, apprezzatissimo running game ispirato ai classici Nintendo.

Certamente No Man’s Sky teme la propria incalcolabile ambizione, grande quasi quanto l’Universo stesso: lo sfondo delle vostre azioni sarà infatti la Galassia, una gigantesca distesa di stelle generata proceduralmente secondo una matrice di 64 bit.

Avrete 18,446,744,073,709,551,616 mondi a vostra disposizione; per visitarli tutti potrebbero occorrere cinque miliardi di anni.

 

 

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La stanza segreta, l’inizio del progetto

 

 

 

UN SOLO, SEMPLICE OBIETTIVO

 

Sean Murray non ama parlare di obiettivi urgenti e incalzanti, non vuole costringere il giocatore a convulse corse contro il tempo.

No Man’s Sky non vi chiederà mai di salvare la Galassia da incombenti minacce o imminenti catastrofi: semplicemente vi suggerirà di raggiungere il suo centro. Ci sarà una buona ragione per farlo.

Partirete dai margini del sistema stellare, muovendo i primi passi in un pianeta, uno tra gli innumerevoli che popolano la regione galattica.
Saliti a bordo della vostra nave, una nave basilare ma abbastanza potente da spiccare il volo nel cielo e raggiungere l’orbita del pianeta, sarà il momento di pianificare le mosse successive; per arrivare al nucleo galattico, infatti, avrete bisogno di una nave migliore, di risorse, carburante e valuta di scambio: in questo istante si apriranno le opportunità del vostro viaggio.

Ci sono molte attività nello Spazio che potranno esservi di beneficio.
Tanto per cominciare, una volta scoperto un nuovo mondo potrete dargli un nome, magari il vostro nickname, visibile a tutti i giocatori che vi atterreranno in futuro.  Farete uno scanning del suolo, analizzerete la fauna e la vegetazione. Ogni pianeta avrà qualcosa di unico e il gioco vi ricompenserà in denaro spendibile per le vostre scoperte – un piccolo contributo alla compilazione di una immensa enciclopedia cosmica.
Non mancheranno elementi misteriosi come architetture appartenute a civiltà dimenticate e portali intergalattici, incorniciati in un lore appena accennato, da ricomporre come un puzzle.

Ma la risorsa più preziosa sarà sempre la più rara, ogni ecosistema ne custodisce una e se vi troverete su un pianeta inesplorato dovrete cercarla. Se siete atterrati su un mondo scoperto da qualcun altro, allora sarà direttamente visibile sulla mappa.
In ogni caso lotterete per estrarla, perchè vi farete notare dai droni spia – enigmatiche macchine programmate per scopi oscuri.

Ogni sistema solare ospiterà una stazione spaziale, perfetto luogo di scambio e upgrade del vostro equipaggiamento.
Sarà inoltre possibile allearsi con una delle fazioni presenti nel gioco, ottenendo carburante e altri beni in cambio; tale scelta comporterà l’inasprirsi delle fazioni avversarie nei vostri confronti, pronte ad attaccarvi a ogni occasione tra uno spostamento e l’altro.

Il loop si ripeterà fino a quando non sarete pronti a raggiungere il centro del vostro Universo. Man mano che ci si allontanerà dai suoi margini, la sfida si sarà fatta più complicata e densa di insidie.

Nel frattempo, in piena formula open-ended, avrete stabilito voi se e come raggiungere l’obiettivo.
Volendo potreste trascorrere il resto dei vostri giorni in uno dei mondi da voi scoperti. Magari un mondo particolarmente bello e che sentirete come casa vostra.

 

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La mappa galattica fornirà informazioni sui pianeti, come il nickname del primo visitatore

 

 

FORSE SOLI, FORSE IN COMPAGNIA

 

No Man’s Sky non è un mmo. Anzi, considerando la possibilità di giocarlo offline, potremmo dire che nasce con il single player in mente.
Vale comunque la pena di giocarlo connessi alla rete; i server vi ospiteranno.
In teoria potreste imbattervi in altri avventurieri, ma la rarità dell’evento sarà pari al rapporto tra la vastità della Galassia e il numero dei giocatori presenti. E anche dovesse verificarsi l’incontro, potreste non saperlo mai: il gioco non ve lo segnalerà, non farà alcuna distinzione visiva tra giocatori e IA.
Avrete certezza di una presenza umana diretta solo in un incontro faccia a faccia, in qualche angolo remoto del cosmo: sarà anche l’unico modo per scoprire la vostra immagine, perchè tutti gli astronauti condivideranno la medesima figura, una sagoma oscurata da spesse vesti spaziali, plausibilmente umanoide.

Potreste attaccare gli altri o essere attaccati a vostra volta, potete depredare le risorse altrui ed essere depredati. Magari collaborare o condividere il viaggio e la scoperta. Oppure lasciare un messaggio, un’impronta del vostro passaggio.
Un pò come visto in Journey, il linguaggio di scambio tra giocatori sarà il semplice, essenziale strumento ludico, l’interazione, le possibilità offerte.

Forse non vi accadrà mai di tutto questo.

Del resto chiederci se siamo soli o meno nell’Universo non è forse la più fondamentale delle domande?

 

 

La Nave sarà la vostra inseparabile compagna, la vostra unica certezza
La Nave sarà la vostra inseparabile compagna, la vostra unica certezza

 

 

UNIVERSO PROCEDURALE

 

Tutto ciò che vedrete coi vostri occhi e ascolterete con le vostre orecchie sarà il risultato di complessi algoritmi di composizione.

Tutto è procedurale, a partire dai pianeti di cui calpesterete il suolo e dalle musiche che vi accompagneranno.

La creazione dei mondi è basata su semplici regole. Per esempio la distanza dal Sole e la sua categoria di appartenenza (Giallo, Rosso, Gigante Rosso ecc.) determineranno la percentuale di umidità, il fiorire di un certo tipo di flora e di fauna, il colore del cielo.

Si dice che solo il 10% dei mondi ospiterà forme di vita. Ben il 90% di questo 10% sarà semplice biologia elementare, di scarso interesse.
La vita complessa esisterà in rigorosa rarità, venirne a contatto sarà uno di quei momenti rari e preziosi che premieranno la pazienza del giocatore, sostiene Sean Murray.

No Man’s Sky, oltre i semplici obiettivi posti al giocatore, è come un parco disseminato di infinite possibilità.
Secondo gli sviluppatori vi troverete nella condizione di scattare qualche screenshot o registrare clip video da condividere con i vostri amici più cari, entusiasti d’avere scoperto una bellezza imprevista, sorprendente.

Appunto, la Fantascienza essenziale, autentica. Pioneri del Cosmo, avventurieri –  è in questi termini che si presenta No Man’s Sky oltre un semplice discorso di meccaniche.

 

 

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Il sense of wander potrebbe essere uno dei punti di forza laterali al gameplay nudo e crudo

 

 

PIATTAFORME, CONCLUSIONI, SPERANZE

 

Il progetto nasce su Personal Computer, ma nel momento in cui viene annunciato (E3 2014) attira le attenzioni di Sony, disposta a contribuire nel processo di sviluppo .
No Man’s Sky sarà un’esclusiva temporale Playstation 4 e farà di seguito la sua comparsa su PC.
Nessuna dichiarazione è stata spesa in merito a una possibile versione Xbox One, tuttavia non se ne esclude la possibilità.

In attesa di maggiori dettagli svelati al prossimo E3, non possiamo che avvederci delle ambizioni di Sean Murray e soci.
Dai tempi di Elite abbiamo potuto sondare lo spazio con le nostre navi virtuali, interagendo con simili meccaniche di pianificazione simulata, strategia e combattimento. Il presupposto di No Man’s Sky pare comunque unico nella sua sterminata varietà procedurale, nell’invito a esplorare e godere delle meraviglie decantate dal suo Universo.
Ma tanto quanto l’ambizione, è grande l’inevitabile rischio di una simile struttura: la ripetizione, la varietà solo apparente o troppo sottile.
L’incognita del core gameplay, la cui robustezza è ancora tutta da testare.

Al momento ci troviamo di fronte a una di quelle bellissime copertine, composta di colori vibranti e storie infinite.
Che il contenuto sia degno di Clarke o Asimov, solo il battesimo del Tempo potrà dircelo.

Ma se i ragazzi di Hello Games dovessero mantenere anche metà delle promesse, allora sarà qualcosa senza precedenti. A ragione il primo gioco di Fantascienza della Storia. Magari un momento da incorniciare nella vostra carriera di videogiocatori.

 

A fondo pagina, un piccolo assaggio audiovisivo.