E’ da circa un mese che i doppiatori di videogame stanno scioperando contro i grandi publisher americani come Activision, Electronic Arts, Insomniac Games, Warner Bros e Take 2 Interactive al fine di ottenere una posizione di maggior rilievo all’interno dell’industria oltre a combattere una battaglia sociale al fine di ottenere maggiori diritti. La storia però è piuttosto complessa e per comprenderla è opportuno sapere come tutto ha avuto inizio.


PREFAZIONE

Il 30 marzo 2012 nasce negli Stati Uniti d’America la SAG-AFTRA, un sindacato che è dato dall’unione di altri due sindacati preesistenti, quello degli attori e quello degli artisti di televisione e radio, andando anche a farsi carico dei doppiatori e degli attori coinvolti nell’uso di Motion Capture.

Nel corso di questi ultimi due anni il sindacato ha tenuto dei negoziati coi maggiori publisher al fine di ottenere maggiori diritti per i doppiatori nell’industria dei videogame, avanzando delle proposte ritenute legittime a fronte di condizioni lavorative rovinose e del ruolo cruciale svolto da una buona performance di doppiaggio nel successo di un videogame.

Il primo degli scioperi indetti dalla SAG-AFTRA contro i publisher (qui la lista completa) ha avuto luogo il 21 ottobre scorso, dopo che i negoziati sono falliti per l’ennesima volta; Lo scorso 17 novembre si è tenuto il più recente degli scioperi.


LE RICHIESTE DEL SINDACATO

Sono molteplici le richieste avanzate dalla SAG-AFTRA e sfortunatamente non è facile soddisfarle tutte, ma molte di queste sono più che legittime; quella più clamorosa chiede che i doppiatori beneficino di royalties nella forma di un pagamento equivalente a quello di una prestazione completa per ogni 500.000 copie vendute, fino a 4 volte (arrivando quindi al massimo pagamento una volta raggiunti i due milioni di copie vendute), prelevando il denaro dagli utili generati. Il rifiuto da parte dei publisher di fronte a questa richiesta è stato immediato, affermando che una simile proposta avrebbe alterato il modello di business dell’industria. I negoziati si sono poi evoluti arrivando ad un accordo che vede un premio fino a 950 dollari raggiunto al termine di 8 sessioni di doppiaggio complete (vedremo in seguito di cosa si tratta), da questo punto in avanti tuttavia il dibattito è andato a districarsi in questioni più superficiali; la risposta dell’industria a queste ultime richieste è consistita nell’affermare che compensi bonus di questo genere vanno a formare una disuguaglianza fra gli impiegati, non rendendo giustizia al lavoro di programmatori, animatori e creatori di asset coinvolti nei progetti.

Un’altra richiesta che è stata rifiutata è di natura diversa e consiste nella revisione del modello di lavoro: attualmente le sessioni di doppiaggio durano 4 ore, ore nelle quali i doppiatori sono sottoposti a notevole stress e a poca flessibilità, uscendone notevolmente provati al punto da minacciare le condizioni di salute, andando quindi andando a intaccare la professionalità e le capacità di lavoro a lungo termine di questi attori; la SAG-AFTRA ha proposto così di commutare le sessioni di 4 ore in due sessioni da 2 ore in modo da distribuire più equamente il carico di lavoro.

Fra le altre richieste, anche quella di una maggiore trasparenza da parte dell’industria: secondo il sindacato, l’industria dei videogame impone delle regole di segretezza che talvolta causano contesti in cui l’attore non sa nemmeno per che gioco stia recitando. Inoltre esistono delle notevoli differenze tra la recitazione per film, tv o animazione e quella per videogame: i doppiatori di videogame in genere non seguono uno script e non recitano partecipando assieme ad altri attori, lavorando in modo solitario e registrando ogni frase e verso che il personaggio potrebbe fare.


I COMMENTI DEI DOPPIATORI

Il doppiaggio è una parte essenziale dei videogame e contribuisce a rendere iconici i personaggi. Parte della grandezza di icone come Adam Jensen è dovuta a un doppiaggio appropriato.

Come si può immaginare, nel corso degli anni i doppiatori di videogame han creato un grandissimo seguito e possiamo affermare che ci siano buonissime ragioni per ciò; attori come David Hayter (Solid Snake di Metal Gear Solid), Jennifer Hale (Comandante Shepard di Mass Effect), Steve Downes (Master Chief di Halo) ed Elias Toufexis (Adam Jensen di Deus Ex) sono grandi personalità che associamo alle figure iconiche dei videogame, figure a cui questi attori contribuiscono in maniera più che decisiva a rendere memorabili. Intorno a queste persone si crea un seguito mediatico a cui è assolutamente necessario dare credito in quanto vanno a costituire una parte consistente di ciò che da vita ai personaggi dei nostri titoli preferiti e che soprattutto incide sensibilmente sulla godibilità di un videogame.

Non sono di questo avviso gli avvocati che patteggiano per l’industria dei videogame nei negoziati, affermando che i giocatori “si curano più dell’impatto grafico, dei contenuti di natura visuale legati ad esempio a un comandante Shepard che corre nel campo di battaglia”; la verità è ben più complessa e chi vive i videogame come una passione sa quanto è questa affermazione si distacchi dalla realtà: i videogame sono un connubio di diverse arti in cui quella della recitazione non solo non è trascurabile, ma ha un peso ben più che rilevante, specialmente considerata l’evoluzione dell’industria nel corso degli ultimi decenni in qualcosa che genera prodotti affini a serie TV o Film.

Tra i commenti più interessanti fatti dai doppiatori che han partecipato agli scioperi vi sono quelli di Jennifer Hale e di David Hayter: la prima afferma che una collega si è sottoposta a interventi chirurgici alle corde vocali in seguito alle condizioni di lavoro degli attori, impedendole di lavorare per mesi; il secondo invece ha spiegato come alcune delle parti più intense e impegnative del doppiaggio siano realizzate in “sessioni incubo”, di cui lui ricorda una in particolare in cui ha deciso di fermarsi spontaneamente in quanto doveva recitare una lunga serie di versi di conati che lo avevano sottoposto a uno stress insopportabile.


CONSIDERAZIONI FINALI

Esistono videogame che senza un buon doppiaggio sarebbero esperienze ben più mediocri. Doppiatori in grado di immedesimarsi nelle parti sono una risorsa a cui l’industria deve assolutamente dare credito.

Quel che viene spontaneo da chiedersi di fronte a questi dibattiti è se chi dirige l’industria ha veramente chiara la visione d’insieme di ciò che si ritrova per le mani. Il dibattito fondamentalmente ruota intorno a lamentele legittime che trovano come risposta dei capricci da parte dei dirigenti su quelle che sono di fatto briciole se comparate agli utili che è in grado di generare l’industria. Uno dei legali che patteggia per i publisher afferma che i doppiatori costituiscono meno di un millesimo della forza lavoro coinvolta nella realizzazione di un videogame, affermando dunque che questi bonus richiesti dalla SAG-AFTRA siano ingiustificati; ma è proprio perché i doppiatori sono in pochi e ricoprono un ruolo così rilevante di fronte al giocatore che si dovrebbe dare ascolto a queste critiche.