Il filone dei survival horror è certamente uno dei più prolifici e inflazionati e White Noise 2 dei Milkstone Studios è l’ennesima titolo che arricchisce il genere con meccaniche relativamente innovative. Sin dai tempi del primo Resident Evil l’horror è stato sempre un settore trainante per il mercato dell’intrattenimento; a differenza del cinema però, il mondo dei videogiochi trae maggior ispirazione e successo da questo filone, basta fare dei paragoni su quanto poco siano stati influenti e redditizi nel cinema i vari Resident Evil o la sega di Nightmare rispetto alle loro controparti nel settore videoludico. I motivi sono per lo più residenti nel coinvolgimento e nelle meccaniche, ma sopratutto nel pubblico più “raffinato“. Mi spiego meglio: gli appassionati di Videogiochi sono anche appassionati di Cinema, non accade sempre il contrario, dove i grandi appassionati di cinema non lo sono di videogiochi. Questo insieme ad altri fattori che non analizzeremo in questa sede sono i fautori principali del ricchissimo e prolifico settore dei Survival horror.


Spaventarsi ci fa sentire vivi …

White Noise 2 non inventa nulla, né come meccaniche né come storyline, ma quello che riesce a produrre è una miscela interessante di sensazioni e giocabilità che rende abbastanza “vibrante” il core del gioco.
In questo secondo capitolo dei Milkstone Studios la trama è piuttosto semplice e ci vede prendere i panni di 4 investigatori che sono alla ricerca di alcuni registratori, il cui ritrovamento ci permetterà di salvare la pelle dalla solita mostruosa e spaventosa creatura che naturalmente cercherà di farci fuori nei modi più cruenti possibili. La relativamente vera novità è che un giocatore può interpretare i panni di questa creatura, rendendo questo gioco un interessante multiplayer online per 5 giocatori. Quindi 4 personaggi interpreteranno rispettivamente gli investigatori armati di lightstick (i classici tubi che si illuminano piegandoli), bussola e vari elementi che cambiano in base ai giocatori interpretati. Nel vagare per le stanze di un’anonimo maniero i giocatori dovranno sincronizzarsi (quindi è importante che si comunichi con gli altri) per trovare le varie registrazioni necessarie al completamento della sezione. Ovviamente nel frattempo questa inquietante creatura avrà il compito di sopraffarci uno ad uno, ma sarà utile usare la luce per tenere a bada la creatura che soffre di fototropismo alla stregua degli scarafaggi. Con il tempo però la creatura inizia ad assuefarsi alla luce e i nostri tentativi di neutralizzarla saranno meno efficaci.

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La paura fa 4 + 1

Le meccaniche che troviamo in White Noise 2, come avete potuto leggere, non sono certo innovative; le troviamo in maniera simile in giochi come Left 4 Dead (dello stesso filone) o Evolve. Ma i ragazzi di Milkstone l’hanno resa particolarmente originale, incentrando il fulcro del gioco nei “jumpscares”, stratagemma sempre efficace per dare una “scossa” ai momenti di silenzio del gioco e per innescare una variabile dose di adrenalina. Tuttavia rimane l’unico modo di innescare la componente spaventosa del gioco, e questo non ci è piaciuto affatto; il team poteva prendere esempio da titoli come Outlast, che aggiunge molti elementi al pathos.
L’anima vera del gioco è certamente la modalità multiplayer, dove la sinergia con il gruppo è fondamentale sia per il raggiungimento dell’obiettivo sia per il puro divertimento, perciò consigliamo di giocarlo essenzialmente in questa modalità. Ovviamente è più che consigliato avere un gruppo di amici per ottenere il massimo divertimento.

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Anche l’occhio (quello buono) vuole la sua …

Come ogni horror che si rispetti la componente estetica e sonora è fondamentale per il successo del titolo. I soggetti e le campionature audio devono essere credibili per indurre le giuste sensazioni di paura e coinvolgimento. La scelta di Milkstone, di dare questo taglio grafico ai personaggi è tutto sommato piacevole, anche se non riesce a dare la giusta spinta emotiva. Anche gli effetti di luminosità che dovrebbero essere cruciali in questo tipo di gioco lasciano un po di amaro in bocca, lasciando vedere cose che altrimenti non sarebbero visibili. Siamo consci che è una produzione indipendente, ma siamo certi che si poteva ottenere di più sotto questo aspetto magari abbinando qualche effetto extra. Nel complesso è funzionale al gioco e riesce comunque a dare un certo pathos.
Anche gli effetti audio sono buoni e con i giusti toni di riverbero e di eco, anche se si potevano sfruttare meglio meglio per aumentare la sensazioni di essere osservati o braccati, soprattutto durante le sessioni esplorative.

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Conclusioni

White Noise 2 riesce anche dove il primo capitolo aveva fallito: l’aspetto visivo. La scelta estetica è discutibile, ma che funziona, accompagnato da un ottimo comparto sonoro (da giocare assolutamente con le cuffie). Giocabilità tutto sommato buona e accattivante contornata da meccaniche riciclate ad arte. Piccolo disappunto dato dalla scarsa disponibilità di giocatori online, ma questo è imputabile alla modalità in accesso anticipato che forse ha frenato la diffusione del titolo, sopratutto perché giocato molto a ridosso della data d’uscita. Un altro aspetto che non ci è piaciuto è lo “scarejump” che viene adottato troppo spesso come fulcro dello spavento del gioco, non dovrebbe essere così. Per il resto è un buon gioco, sopratutto in relazione al prezzo cui viene proposto. Se poi avete un gruppo di amici con cui giocarlo è un acquisto obbligato.